Madre terra

In questo ultimo periodo la nostra famiglia ha vissuto un tempo importante di confronto e discernimento sulla vita professionale di Valerio. È stato un tempo di travaglio ma alla metà di maggio una decisione è stata presa: Valerio ha rassegnato le dimissioni dal suo lavoro. Dal 1 di giugno 2012 è un artigiano: mette a frutto il dono che il Signore gli ha dato, l’abilità manuale a servizio di chi non ha l’opportunità, il tempo e la voglia di realizzare le proprie manutenzioni domiciliari.

La decisione è maturata certamente affrontando anche il rapporto con la natura e l’esperienza che ci ha riportati più vicini al comprendere come la natura sia presente nella nostra vita, quali siano i suoi frutti ed il loro valore. Felice coincidenza il calendario congregazionale, nel mese di giugno, ci invita proprio a riflettere sul nostro rapporto con la terra: “simbolo delle necessità e degli impegni della vita”.

Carole, Paola, Lisa and Valerio
Frutti dell'orto Abbiamo iniziato ad occuparci del nostro orto quattro anni fa: un terreno duro che abbiamo dissodato con fatica, ottenendo pochi risultati da una terra che sembrava arida e avara. Col tempo abbiamo imparato a comprendere la terra stessa, il ciclo delle stagioni, le piante e le loro esigenze in termini di terreno, acqua, temperatura, cure. Il vicino, che ha un’area coltivata in maniera esemplare, non ha mai fatto mancare i suoi consigli ed il suo supporto. Le prime piante sono cresciute, ma è stato veramente difficile proteggerle e soprattutto ottenere dei frutti accettabili. Un po’ alla volta, con la cura e la costanza la situazione è nettamente migliorata.
Superata questa prima fase, è rimasta la “quotidiana difficoltà” di stare con la natura: ottenere un semplice cespo di insalata richiede cure e fatica continua. Insomma ogni volta che mangiamo qualcosa ci rendiamo conto di quanto lavoro comporta quel dono prezioso. Come famiglia, nei momenti della condivisione a tavola, abbiamo avuto modo di confrontarci continuamente sui doni che abbiamo ricevuto, facendo anche il paragone proprio dei frutti che l’orto ci regala e che noi regaliamo ai nostri vicini e amici. Prendersi cura del Creato
Alimentare un semenzaio Dalla vera terra, dalle piante che crescono è nato il parallelismo con il dono continuo della vita stessa. Com’è importante curare, apprezzare quello che il Signore, tramite l'intero creato di cui noi facciamo parte, ci offre direttamente o attraverso le persone che ci stanno vicino e le esperienze che facciamo. Curare e preservare tutti i giorni il bene, lasciandogli il tempo di crescere, seguendo i suoi ritmi. Tornare al contatto del fare, del produrre, dell'ottenere vita dai semi o semplicemente nel lavorare il legno che viene direttamente dalla natura è l'esperienza del creato vivo, ci insegna il valore di ciò che è faticoso e unico da ottenere ed il rispetto che esso merita. La necessità di non sprecare, buttare, ma di farlo entrare in un circolo virtuoso che è quello della natura, dove tutto si trasforma in qualcos'altro.

Dobbiamo essere attenti, restare vigili ai segni perché abbiamo il dovere di salvaguardare la Madre Terra per i nostri figli e i nostri cari, attraverso piccoli gesti, che possono aiutare a cambiare lentamente la mentalità di ciascuno di noi, responsabilizzandoci nel rispettare sempre di più l'uomo e il creato.

Carole e Valerio Tiranti, associati sfp

Pubblicato: 10/10/2012

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