Fraternità e tradizione francescana

Come viene espresso il rapporto tra gli esseri umani e le altre creature nella tradizione francescana? Francesco chiama tutte le creature fratello e sorella, proprio come nel Cantico delle creature. Tutti i testi biografici, come La leggenda dei tre compagni di Celano e tanti altri testi testimoniano il rapporto affettuoso che Francesco aveva con tutte le creature. Tuttavia bisogna dire che questo rapporto è unico. Raramente, nella tradizione francescana dopo Francesco, le creature sono state chiamate fratello e sorella. Per esempio, nelle sue prediche S. Antonio parla solo in termini generici di “sorella natura”. Però in generale nella tradizione francescana troviamo un rispetto particolare per la natura.

Innanzitutto dobbiamo riconoscere che Francesco incontra le altre creature con spontaneità ed intuizione, con sentimento e impulsività, mentre invece nella tradizione francescana si possono trovare gli inizi di una riflessione intellettuale e accademica sulla natura e sulla creazione. Il rapporto delle persone con la creazione viene stabilito attraverso la riflessione filosofica e teologica. Così l’incontro con le altre creature viene anche elevato ad un livello più teoretico. Nel caso di Francesco questo incontro invece si verifica naturalmente nella vita quotidiana. In questa svolta dalla dimensione quotidiana alla riflessione e alla ricerca teoretica, il rapporto con le altre creature viene recepito in modo diverso.

Troviamo due esempi di riflessione sulla creazione nella tradizione francescana e in particolare in Alessandro di Hales e nel suo famoso studente, san Bonaventura. Alessandro di Hales era un maestro molto noto all’Università di Parigi e uno dei primi professori francescani. Era entrato nei Frati Minori all’età di circa 50 anni. Secondo lui l’origine della creazione è l’autorivelazione di Dio. Dio desidera rivelarsi e lo fa attraverso le creature che tutte dicono qualcosa di Dio con la loro esistenza e nel loro modo di essere. Con la loro vita, le creature rivelano in modo particolare che Dio è buono.

Francesco

 

Questa bontà di Dio, di cui parla il creato, è la vera origine di ogni essere vivente. Così il punto di partenza della teologia della creazione di Alessandro è la bontà che Dio comunica attraverso le sue creature. Così Alessandro considera Dio come un essere in comunicazione e comunicante. Dio si esprime attraverso le creature e per mezzo di loro crea una comunità dentro di sé. In questa comunità che Dio rivela attraverso le creature Alessandro riconosce il grande amore di Dio.

L’umanità è ora, in modo del tutto particolare, la creatura che può riconoscere il messaggio di Dio nelle altre creature e in questo modo può partecipare nella comunità con Dio attraverso la creazione. L’umanità è ora, in modo del tutto speciale, la creatura che può riconoscere il messaggio di Dio nelle altre creature e in questo modo può partecipare in comunità con Dio attraverso la creazione. A partire dalla posizione dell’umanità all’interno della creazione Alexander riconosce una responsabilità particolare dell’essere umano e nella sua teologia elabora la prima etica semplice della creazione.

Dal momento che tutte le creature ci informano dell’amore di Dio, tutte le creature hanno un valore speciale. Perciò dobbiamo avvicinarle con rispetto, che dimonstriamo promuovendo e occupandoci di tutte le creature che ci sono affidate. In questa cura di tutto il creato dimostriamo in modo particolare che siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio. È vero che l’umanità è al di sopra di tutte le creature, ma questo è proprio il motivo della responsabilità particolare che abbiamo nei confronti della vita di tutto il creato.

Natura

P. Johannes B. Freyer, OFM

Pubblicato: Giugno 2010

Domanda per la riflessione:

Che effetto ti fa sperimentare il grande amore di Dio comunicato attraverso le creature di Dio e tutto il creato?

 

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