Pregare col mandala: camminare in Dio

1112Nel mese di aprile attraverso il calendario congregazionale abbiamo avuto la possibilità di conoscere e, per chi l’ha fatto di sperimentare e di avventurarsi nell’arte dei mandala.
La mia esperienza con i mandala è iniziata durante gli esercizi spirituali di qualche anno fa. Allora non sapevo che cosa fosse ed ho fatto un disegno che era vagamente a forma di cerchio, che ho buttato via quasi subito: ai miei occhi era brutto e più in generale mi è sembrata una perdita di tempo.

Durante l’anno successivo ho vissuto un tempo per me particolarmente difficile. Cercando di capire cosa poteva aiutarmi mi sono ricordata dell’esperienza del mandala e ho deciso di riprovare. Il concentrarmi a colorare mi rilassava molto, come se dal caos e dalla confusione che avevo dentro, pur non trovando risposte, nascessero pace e ordine. Per un po’ di tempo è stato semplicemente un modo per rilassarmi, per dedicarmi del tempo. Ciò che mi sorprendeva era che questi mandala che coloravo erano sempre belli, e mi piacevano.

14Dopo un po’ di tempo ho cominciato a concludere la mia preghiera personale e la mia meditazione sulla Parola colorando un mandala e dandogli come titolo un versetto che mi aveva particolarmente colpito. Lo esponevo nella mia stanza lasciando che le forme ed i colori fossero espressione visibile della mia relazione con Dio.

In questo tempo usavo i mandala non sempre con costanza ed a periodi alterni, ma nel continuare ad approfondire questa tecnica di meditazione, ho scoperto l’importanza di ritagliarmi uno spazio di meditazione, quotidiano o comunque il più frequente possibile.

16Dopo qualche mese ho riconosciuto i benefici dell’usare con continuità questo strumento. Nel colorare i mandala nasceva e riemergeva dentro me una frase, una parola che apparentemente non aveva un legame con ciò che stavo facendo o vivendo: in genere una parola della Scrittura.
L’esperienza che in questo periodo mi si è rinnovata varie volte è stata quella di sentirmi donate dallo Spirito alcune frasi del cap. 17 del vangelo di Giovanni “Padre Santo custodiscili nel tuo nome perché siano una cosa sola come noi” ed ancora “perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me”.

Il mandala, il cerchio, simbolo di perfezione mi rimandava all’unità con me stessa ed in Dio, mi richiama a quel cammino di ritorno a Lui che è Padre. Per me questa è stata un esperienza molto importante e significativa perché è come se mi fosse stato rivelato un bisogno ed un desiderio profondo del cuore, camminare verso “quell’essere una cosa sola con e in Dio”.

Oggi questa forma di meditazione mi aiuta a fermarmi davanti a me stessa e ad offrire quanto vivo allo sguardo benevolo di Dio.

Sr. Mara Bellutta, SFP

Pubblicato: 26/10/2012

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