“ ...portare in grembo il peso e la leggerezza sconfinati; portare nell’intimo nascosto e finito, nove mesi di Eternità; contenere nel vaso sottile dell’essere l’apice della forza, nella carne fragile, la fonte della luce. Poi far nascere, spingere nell’aria aperta un Uomo-bambino bisognoso, come tutti, di latte e di amore – ma essendo Dio.” [Denise Levertov, Annunciazione]. - Le donne chiedono sia alle donne che agli uomini di dare espressione ad una spiritualità che afferma la "Parola" nel mondo, comprendendo sia la trascendenza che l'immanenza. E' una spiritualità che guarda alla totalità delle cose, che sente la relazionalità che lega tutto in unità.
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    Sperando di fare cosa gradita a tante altre persone, facciamo circolare la Vita, sulle pagine del nostro diario virtuale, condividendo alcuni frutti delle nostre riflessioni sui vangeli che, in queste domeniche, ci accompagnano alla Pentecoste.

    🌈 #andràtuttobene

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    Care sorelle tutte, ho scattato questa foto nel mio giardino: l’albero di ulivo rappresenta la fortezza di Dio e i fiori alla sua base siamo noi di questo gruppo di Colei che sa: anime protese, vivacemente colorate e splendenti!
    Grazie a tutte per questo percorso condiviso, per quelli trascorsi e per quelli che ci saranno, perché mi fanno sentire una osmosi dei doni che siamo!
    Grazie per questa consapevolezza che ci doniamo!
    Buona vita a tutte, vi abbraccio e… a presto! M. R.

     



    Colei che sa in questo tempo speciale:
    gancio che mi solleva dai miei “ripiegamenti”;
    ristoro nella lotta,
    orizzonti nel buio,
    presenza nella solitudine…
    perché non ci sono nodi
    che non possono essere fiori alla Tua Presenza,
    Gesù! A. 
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    A me non fa paura il buio, perché da tempo faccio esperienza di trasformazione.
    Tutte le volte che sto al buio, per un avvenimento, un’emozione che mi sopraffà, una decisione da prendere, c’è sempre una piccola fessura dove entra la luce.
    Quella luce che trasforma il buio in opportunità, dove tutto diventa più chiaro, dove non vedo più solo con gli occhi, ma con il cuore, le labbra, le orecchie., le mani, il respiro.
    Ho rappresentato quello che ho visto quando ho chiuso gli occhi: mi sono ritrovata in riva ad un fiume, sotto un grande albero con lunghi rami e fiori, c'era tanta gente e quando è arrivato il buio mi sono sentita accolta in una fessura dell’albero. Mi sentivo serena, protetta e confortata dall’abbraccio di Madre Francesca e da quell’abbraccio è scaturita una luce che ha illuminato tutto e mi fa sentire serena, nonostante quello che sta succedendo. L’unica cosa di cui ho paura è la rabbia e la cattiveria che le persone vivono, allora non chiudiamoci in noi stessi, ma cerchiamo di portare dov’è possibile una piccola luce di speranza. G.


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    Il punto di partenza per me è stato sentirmi il discepolo senza nome. Sono io, sono proprio io. Sento tutta l'amarezza della disillusione. Quell'uomo che per me era un profeta potente e un salvatore, è morto. Mi dico rivolgendomi a Lui: "Io speravo che tu stessi vicino a me".
    Ho sentito la tristezza di lasciare Gerusalemme e i miei progetti, la fatica della strada, la frustrazione di chi non vede e non riconosce.
    La Parola di Dio che viene non si sa bene da chi, sembra da un viandante come me, mi dice cose diverse però. Parole nuove, di vita e speranza. Era necessaria la morte, e tutta questa amarezza e questa disillusione. Il cuore arde e la trasformazione inizia. I desideri del cuore ritrovano vigore e slancio: "non te ne andare, chiunque tu sia!". Sono ancora capace di desiderare, nessuna delusione è davvero in grado di spegnere un cuore ardente di desiderio di Lui, neppure la morte può. Infatti Lui è risorto e spezza il pane con noi, con me, per me. Siamo in comunione, non importa dove, se a Gerusalemme, se in Galilea, se siamo ancora e sempre per strada, in cammino. Lui si ferma e fa comunione con noi, con me. La risurrezione non è troppo "fantastica" per essere vera!  Fa parte invece del mio vissuto, ogni volta che i miei occhi si sono aperti per riconoscerLo, dopo che il mio cuore è stato fatto ardere d'amore. A.

     

    pdd297 05DIO è in noi. È presente e sconvolgente.
    L’ho riconosciuto nei nostri scritti, nelle nostre foto, nelle nostre danze e nei nostri disegni, ma anche nelle parole non scritte, nelle foto non fatte, nei disegni non dipinti e nelle danze non danzate. Io l’ho percepito in fondo a tutti quegli occhi che hanno letto. E noi siamo tutte unite, come forse non sarebbe accaduto in tempi “normali”. Ci hanno fatto credere di essere deboli, ma siamo così forti che lo dimostriamo in ogni gesto, in ogni parola, in ogni linea colorata...
    Il Divino è in noi. Egli è il colore, è la parola, è la luce, è la danza che abita in noi.
    Carissime tutte, donne forti e speciali, donne colorate e danzanti, non vedo l’ora di potervi riabbracciare! Grazie per il dono che siete! M.

     

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    RESPIRO è la parola che sento di racchiudere questi incontri. Purtroppo non sono riuscita ad essere puntuale nelle settimane per i ritmi frenetici ma quando riesco a regalarmi un tempo di ascolto sento che respiro, che vivo, che sono dono, che tanto abita in me, che Lui mi coccola e protegge! Grazie a ciascuna di voi per avermi donato un pezzo di vita profonda! Un abbraccio a ciascuna perché anche se la conoscenza è virtuale la sento viva. V. M.

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    Avvertire la presenza del Risorto fin nelle crepe, per poter essere, prima ancora che per portare, quella parola di Speranza e di Fiducia che lui mi ha donato G. P.

     

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    Queste sono le gardenie sul mio balcone, finalmente fiorite e profumatissime.
    Per un anno questa pianta non ha dato fiori; i boccioli si seccavano e cadevano prima di diventare fiori.
    Ho provato a curarla, a mio modo e… due mattine fa, la meraviglia: Dio, ancora una volta, ascolta le mie preghiere e si manifesta anche se, ancora una volta, mi propone un cammino per niente previsto e scontato, che non so dove mi porterà.
    Un GRAZIE speciale a tutte le mie Sorelle, per la condivisione di questo anno così inedito; spero di poter abbracciare ciascuna di voi al più presto V. S.

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    Se penso al gruppo di Colei che sa, immagino un prato pieno di fiori, dove ognuna emana la propria bellezza, il proprio colore e il proprio profumo. Grazie ad ognuna per le condivisioni, grazie alla mitica équipe per questa idea che ha accorciato le distanze del cuore facendoci sentire vicine seppur lontane.
    E un grazie grande al buon Dio che si è fatto presente e si fa presente attraverso voi. Buon cammino di Luce a tutte. R. M,.


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    Colei che sa: Posso rappresentare l'esperienza di questi mesi con questo mandala, fatto qualche giorno fa, mentre chiedevo il dono dello Spirito Santo. Un cerchio imperfetto, linee incerte, una spirale che spinge a scendere sempre più giù dentro me e la vita che mi è data in questo tempo. Sfumature lievi e colori che si confondono. Un disegno che nei particolari sembra quasi sformato, ma che nell'insieme mi trasmette forza ed energia. Così come mi hanno trasmesso energia le possibilità di fermarmi a riflettere e la lettura delle esperienze di voi tutte. Un grazie e buon cammino, M. B.

    In fiore, nonostante tutto.
    M. V.

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    Grazie, perché i vostri passi, in questi mesi, hanno aiutato i miei, a volte incerti...insieme, alla sequela di Cristo...ognuno con la sua storia. Un grazie speciale alle suore, M. N.

     

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    Queste le mie parole per dirvi grazie, una per una, per questo pezzo di strada:
    Danzatrici.
    Combattenti.
    Madri di figli e figlie.
    Madri di Terra.
    Orizzonti su cui appoggiare lo sguardo.
    Seme buono sparso.
    Seme esposto al vento di tempesta e alla brezza dolce. Vita che vince.
    Un abbraccio a ciascuna, V. S.

     

    Carissime sorelle... tutte (SFP e amiche di Colei che sa) vi chiedo perdono per non aver mai ricambiato, in questo periodo, il dono preziosissimo delle vostre condivisioni e VI RINGRAZIO con tutto il cuore! Che Dio benedica ciascuna di voi! L. P.

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    Come albero piantato lungo i corsi d'acqua. Questo siete voi per me. Stavo facendo una passeggiata e mi sono fermata davanti a questo torrente. Ognuno di questi sassolini è per me ciascuna di noi, con le proprie peculiarità, i propri doni che a volte non sa nemmeno di avere. Ognuna di noi che danza la propria vita mossa dalla stessa acqua, dallo stesso Spirito che generosamente elargisce i propri doni. Vi ringrazio tutte e ciascuna per ciò che siete, per aver camminato con me, per esservi donate alla mia vita, ringrazio più di tutti il mio Amato per avervi messo nel mio cammino. Auguro a tutte noi di scoprire ogni giorno gli occhi con i quali Lui ci guarda, occhi di Sposo innamorato che vede solo i colori e tralascia tutto ciò a cui noi diamo troppa importanza, e....di ricominciare a danzare insieme al più presto. M. F.


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    Dedico a tutte la dolcezza di questa immagine. Vi ringrazio tantissimo per le vostre condivisioni, cosa che io non ho saputo fare. Grazie alle stupende suore Francescane per la loro capacità di tenere vivo lo spirito di tutte noi! Ancora grazie, ma spero che possa essere vicino il momento di rivederci A. S.

     

    Ciò che desidero condividervi, per ringraziarvi della ricchezza che siete state tutte voi, è il mio sguardo. Spero di potervi donare la gratitudine per tutto ciò che il Signore ha voluto scrivere dentro di me in un tempo davvero difficile e ricco di prove, di scelte importanti, di tagli dolorosi ma necessari. E tutto questo, attraverso lo Spirito del Consiglio. La frase che in questo tempo mi ha accompagnata è di don Fabio Rosini: "non serve essere forti, ma alleati con il Forte per compiere le opere di Dio nella propria vita".Vi abbraccio con affetto, A. G.

    pdd 227 09 mod

     

     

    Grazie a tutte per il cammino e la danza condivisa. Vi lascio con questo tramonto scattato ieri a Vermicino...con il desiderio di stare nel cerchio della vita...anche quando il cuore fa male! Grazie alle mie sorelle senza le quali non sarei la donna di adesso.
    A presto, L. G.

     


     

    pdd 227 10Con lo sguardo rivolto verso...Dio! Un immenso grazie a tutte voi per le vostre condivisioni, i vostri doni. Un immenso grazie a Dio per questo tempo. Mi risuona spesso la canzone:” questo è il tempo che Dio ha scelto per te, questo è il luogo pensato per te...”
    Dio mi ha rialzata, ero ormai sprofondata e Dio mi ha tirato fuori, mi ha risollevato. Mi ha accompagnato nel mio dolore e ha trasformato il mio pianto in danza. Una danza che attraverso le lacrime, riscalda il mio cuore, riempie le ferite. Una danza che mi dona una dolce leggiadria.
    Ho tanta strada ancora da fare, ma i colori che ricomincio a vedere infondono in me quella speranza ormai perduta.
    Un grazie infinito a sr Raffaella e a tutto lo staff di Colei che sa.
    Un abbraccio a ciascuna di Voi e spero di ritrovarci presto!  G. I.


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    Carissime, condivido con voi questo dono prezioso, gesto d’amore di mio marito, in occasione del nostro 20esimo anniversario di matrimonio. Quanto fedele è Dio, e quanto meno lo sono io. Il rosso del Suo amore per me, e tutte noi, che è sempre vivo. Il bianco della mia fragilità. Questo periodo in casa è stato difficile. Ringrazio Dio perché ci ha sostenute e ci sostiene ancora, ma tante le angosce, le preoccupazioni (almeno quelle che io ho sentito), pur sapendo che il futuro è nelle Sue mani. Vi ringrazio per tutti i vostri testi, disegni e foto (perdonatemi se non ho potuto restituirvi altrettanto). A tante di voi, suore comprese, ho chiesto in questi giorni di pregare per me, e so che lo state facendo. Il verde nel bouquet, è la speranza che nutro che tutto possa andar bene, e di non sentirmi mai sola. Spero di rivedervi presto. Un abbraccio a tutte S. M.

     

     

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    0 pccs

    Dopo la meditazione e un tempo di riflessione-ascolto personale, la parola che sento di annunciare è: Dio ti salva davvero! Egli che fa nuove tutte le cose, ti regala sempre un nuovo inizio! Avverto la sua presenza quando mi sento circondata da persone che si impegnano a vivere con Lui e penso alla comunità. Poi lo avverto nelle cose belle: nei miei figli, nella musica, nei fiori...
    Infine lo avverto quando mi accorgo di avere in me una forza e una ricchezza che non sapevo di avere. A.

    Ho avvertito un'energia molto forte che ci unisce. Condividere quello che realmente abbiamo e stiamo ancora vivendo è di conforto e nutre. Anche attraverso computer e telefoni siamo legate ed io volevo “bucare” quegli schermi per abbracciarvi. Altro che distanze...VERITÀ. R.


    1 pccsMaria, dolce presenza
    che accarezza l'anima,
    che non tace
    in quest' "assenza del tempo "
    che ci accompagni
    e ci scuoti
    come un venticello leggero
    che fa vibrare le foglie degli alberi,
    che permette ai fiori
    di riempire di profumo l'aere,
    che ci richiami ad "essere"
    in un tempo che "non è",
    per costruire
    il nostro divenire! E.


    Era la prima volta che partecipavo ad un appuntamento di Colei che sa e mi sono trovata subito a mio agio, ho sentito un clima di accoglienza e di appartenenza. Sono stata mossa dalla voglia di vivere una comunione più profonda che in questo periodo di pandemia spesso è mancata. Le mie aspettative sono state esaudite e superate: colori, stati d'animo, racconti di vita vissuta, parole di speranza e incoraggiamento reciproco... tutto questo è stato "Colei che sa" per me, una prima volta di sguardi e sorrisi che spero di poter vedere presto dal vivo. E.

    2 pccsÈ da tanto che non provavo la gioia, l'entusiasmo e quella calda sensazione della connessione emotiva in gruppo. La quarantena mi ha fatto disabituare a quella speciale magia che si crea nel poter essere intimi/e anche se in tanti/e ed è stato molto bello ricordare che le mie debolezze e le mie forze sono anche le vostre, che siamo tutte in viaggio, con i nostri bagagli ma anche le vostre vulnerabilità, le nostre parti più coraggiose e quelle più spaventate e fragili.  Mi è rimasta una sensazione molto bella di condivisione commuovente, quella che va oltre le distanze fisiche e ci rivela la caparbietà con cui, come creature umane, vogliamo continuare a stare in relazione ed emozionarci insieme. Meditando con voi su questa fase due, mi porto l'idea che non c'è luce che non passi dal buio, fiducia nella potenza generativa dei nostri sepolcri, rispetto per le nostre possibilità di scegliere come stare nelle cose e come muoverci, riconoscimento del diritto al nostro tempo per orientarci, per digerire, per trovare una posizione che sia la nostra, ma anche fiducia nel lasciarci partorire, lasciare andare ciò che non possiamo controllare. Non per ultima, mi porto l'energia speranzosa di poter generare qualcosa di prezioso da donare agli altri. Grazie a tutte noi che continuiamo a credere nella mano provvidente che sostiene con dolcezza divina gli incontri di colei che sa M. L.

    Ciao è stato davvero bello partecipare, come dicevo la distanza fisica non me lo permetteva ed invece grazie a questa pandemia e, quindi, a zoom ho potuto esserci. Quello che mi ha colpito è stato il clima di familiarità ed accoglienza. Erano giorni che riflettevo su questo periodo e l'incontro mi ha permesso di mettere a fuoco alcune verità e di assegnargli un colore … e vivere a colori fa la differenza!!! M.

    3 pccsLe mie giornate sono diventate un vortice di cose da fare
    che non sempre riesco a fare …
    tutto mi sembra un'impresa, a volte impossibile.
    Quindi grazie per questa boccata d'aria
    e grazie per la modalità zoom
    che mi ha permesso di esserci da casa,
    in compagnia della mia bimba di 15 mesi!!!
    Dall'incontro mi porto il riscoprire donne accanto a me,
    con le mie stesse ansie e paure
    e la parola SCEGLIERE:
    devo imparare a scegliere di stare nelle cose
    e non lasciarmi sopraffare da esse,
    devo scegliere e imparare a fare il più possibile
    CON i bimbi e non se qualcuno mi aiuta e me li tiene.  
    A fine giornata mi accorgo che ho fatto una selezione
     per ordine di importanza,
    ma qualche volta mi rimane ancora
    qualcosa di essenziale da portare a termine
    e allora mi tocca dormire qualche ora in meno ed è il momento di scegliere di dire il mio sì ancora,
    per trovare l'energia necessaria, insieme ad una bella tisana e a un po’ di cioccolata.
    Stasera mi sono presa il mio spazio stando in vostra compagnia, grazie. S.

    La solidarietà che è emersa in questo incontro è stata meravigliosa. Poter condividere le nostre esperienze in questo momento particolare per tutti è stata una ricchezza. M.

    4 pccsDurante l’incontro del Colei che sa virtuale il pensiero che mi è arrivato subito è stato: “ Posso essere Cura per Me e per gli altri, posso essere Vita per me e per gli altri”, tutto questo se lascio che sia Dio a prendersi cura di me, se mi affido a Lui. E Lui mi ama e si prende cura di me, anche dandomi la forza e la buona volontà di farlo io stessa in prima persona e mettendomi al fianco di donne splendide, diverse le une dalle altre. Colei che sa è un momento in cui mi fermo e mi guardo intorno e vedo la bellezza delle donne che mi circondano, una bellezza vera, autentica che è fatta di difetti, imperfezioni, diversità, ma soprattutto di tanta forza e speranza a cui attingo nei momenti in cui è difficile ripartire o andare avanti. Possiamo essere Cura e Vita l’una per l’altra. A.

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    Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, entrerà e uscirà e troverà pascolo (Gv 10, 9)

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    Porta aperta come questo cielo, ma al di là ciò che si scorge non ha confini definiti, intuisco, immagino. Il cuore e la mente densi di timore che non è terrore. E la mano sa sporgersi e il piede si alza, il corpo si muove per passare quella soglia. E l'ora sembra proprio questa, quella del tramonto, dove il silenzio è più denso, dove quiete e inquietudine lottano fra loro, tra il giorno che finisce e la notte che si avvicina. La mia mano è tesa verso mani che so hanno bisogno di aiuto. Eppure tutto è fermo, immobile. C'è vita, sì c'è vita.... ma l'orizzonte sembra ancora lontano. M.


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    Sono in un prato verde morbido e profumato con mia mamma; la sua voce rincuorante mi dice di non preoccuparmi e di essere finalmente libera da tutti i pregiudizi che mi stanno schiacciando...Apro la porta e vedo orizzonti immensi...
    Grazie L.


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    È primavera, assaporo I colori... I profumi... mi trasmettono VITA... una voce, quella voce che mi dice: Vivi ora, Vivi adesso, Vivi da RISORTA col Risorto.
    Tu sai cos'è meglio per me... e nasce la fiducia. M.


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    La fatica di vedere chiaro oltre la porta.
    La fiducia di sapermi amata e il desiderio di ascoltare la Sua voce. M.

     

     



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    “Vieni”. Vieni, dice la voce. E ancora muove i miei passi. La porta è molto stretta, una cornice aperta sullo stesso prato che c'è da questa parte. Non ci sono muri. Vieni...tu mi precedi. Sei già entrato, leggero.
    “Fatti piccola” sento.
    Diventare piccola per seguirti ancora... V.

     

     

     

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    E quella sorgente c'è. Lì, nel bosco, tra rami, foglie e terra, esiste e pulsa di vita. Uno specchio d'acqua limpida e trasparente dove i pesci nuotano, gli uccelli si dissetano e le rane cantano insieme ai grilli. Lì, in quei luoghi dell'anima dove il vento sussurra ai cuori, vedo anime desiderose di conforto, di ristoro. Lì desidero stare. Lì desidero essere. Me stessa. Lì, per donare parole, delicate e potenti, che rompono le catene, ridonano la libertà e il coraggio di seguire la scia dei propri sogni. E.

     

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    Porta aperta, mi chiama riconosco la sua voce è il mio MAESTRO, capace di raccogliere tutti i miei sentimenti di rassicurarmi e donarmi vita piena e abbondante! "TU sei per me ciò ch'è la primavera per i fiori".
    "Ogni vita umana è una strada che porta a "DIO". C. S.

     

     

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    pdd apr 01

     

    “Colei che ami": l'amore scioglie anche il buio più buio.
    Colei che ami così come è indipendentemente da tutto il resto.
    La ami così unica e speciale, senza volerla diversa.
    La ami, anima delicata e fragile.
    Cuore che ha bisogno d'amore incondizionato.
    Amore che non pretende, che non aspetta nulla in cambio.
    La ami, creatura degna di essere amata.
    Fiore che si apre al calore della luce,
    che dorme nell'oscurità della notte.
    Sotto un'infinità di stelle,
    si tuffa unica e irripetibile parte del tutto. Un forte abbraccio, E.

     

    pdd apr 02

     

     

    In questo momento della mia vita, sono sicurissima che "Gesù" mi è vicino per sostenermi, pronto a portarmi verso la resurrezione e fuori dal mio stato di buio!
    Non nego di sentirmi scossa e turbata!
    Vieni Signore nel vuoto della mia vita a riempirlo del tuo Amore e della tua Luce!!
    Un grazie a tutta l'equipe e un abbraccio virtuale a tutte!!! C.

     

    Grazie per la possibilità di approfondire la Parola, grazie alla sapienza di M. La parola e immagine che mi accompagna è quella della pietra. "Togliete la pietra.... Vieni fuori". Condivido un’immagine e la poesia scritta:

    pdd apr 03Il nero è buio e freddo,
    il nero è oscurità e tenebra
    il nero è freddo e solitudine
    il nero è sconosciuto
    il nero è cecità
    il nero è sfondo della mia vita
    il nero è cielo stellato
    il nero è custode della notte. M.

    Questo il frutto della mia preghiera. Grazie, L.

     pdd apr 04

     

     

    pdd apr 05

     

     

     

     

     

    Sono commossa dalle emozioni belle che tutte scrivete.
    Questo il mio dono …in sintesi.
    Grazie per quello che mi donate di voi.
    Buona vita a tutte E.

     

     

     

     

     

    pdd apr 06

    colorindanza stacco

    april diario 04

    Sono cieca, sono diversamente abile, dipendo dagli altri, sono triste, sono angosciata, ho paura, c'è tutto buio intorno a me, qualcuno mi tocca, mi accarezza, mi mette le manisui miei occhi, non ci credo ma si è proprio vero è Dio, è venuto a salvarmi, l'amore di Dio per noi vince sempre, adesso mi sento libera, riesco a muovermi, riesco a vedere, riesco ad Amare con occhi nuovi pieni di luce. ❤ P. L. 

     

    apr diario 01

    Il mio simbolo è questa rosa che sboccia nonostante tutte le nostre cecità, incertezze, paure, solitudine...
    laddove tutto grida abbandono e deserto...
    la primavera è arrivata nonostante tutto!
    Grazie x la fantasia guidata e la possibilità di continuare a danzare in cerchio.
    Un saluto a tutte, L.

    apr diario 06Occhi nuovi,
    luce guida,
    e nostalgia
    di quel dolce tocco. A.

     

     

     

    Hoapr diario 00 paura, mi chiudo sempre più dentro di me. Non ce la faccio...
    Poi all’improvviso un tocco caldo una mano leggera mi sfiora, è calda e mi trasmette tenerezza e dolcezza, la mia testa si solleva quasi ad in seguirla.
    Chi sei chiedo? “Vieni con me”.
    Mi risponde. Richiedo chi sei? Risponde: “Vieni insieme a me”. Ho paura, chi sei? Sento il calore... V. M.

    apr diario 03

     

    Chiudo gli occhi, è tutto buio... mi assale la paura: paura di incontrarmi con il mio essere più profondo, non voglio ascoltarlo. Allora metto un tappo, chiudo la porta, non voglio cogliere il silenzio della mia anima che mi parla. Mi riempio di rumori, voci, confusione... Ma sento la parte bella di me che mi tocca, mi dice: apriti, sentiti, guardati: è la tua vita!!! Pian, piano apro quella porta e scopro pace, coraggio e fede.
    Un abbraccio forte a tutte M. M. 😍

     

    Stamattina vi penso più del solito, penso a tutto ciò che non possiamo condividere, in questo fine settimana che avevamo immaginato così diverso. I gabbiani finora mi hanno sempre fatto un po' paura, e non mi danno neppure il senso della pulizia, da quando hanno invaso le nostre città, alla ricerca di cibo di ogni genere.

    apr diario 02Eppure, ho notato questo gabbiano un paio di mattine fa, che prendeva rametti dai vasi, ed ho pensato che lo facesse per un attacco di fame; quando sono tornata dal lavoro, l'ho trovato accovacciato in questo vaso...s'era costruito un nido!!! Adesso, sbircio continuamente dalla finestra, senza essere invadente, perché questa immagine mi fa una grande tenerezza, mi fa pensare alla Natura, che, nonostante tutto, è benigna e va oltre le sciagure e trova sempre un modo per adattarsi ed imporsi nel Bene. E poi penso che Dio c'è, in questo gabbiano paziente, fermo, rassicurante, fuori alla mia finestra...e questo mi dà una grandissima speranza, in questo momento di angoscia, solitudine, responsabilità e dubbi. Vi abbraccio fortissimo, una ad una ❤ 🙏 🌈 V. S.

    apr diario 05Sono cieca. Seduta, immobile, dietro alla porta d’ingresso. In un posto sicuro, nascosta dalla porta che è aperta.
    Nella sala si sente un via vai di persone. Saluti, passi, persone che scendono e salgono le scale. Qualcuno sorride e saluta. Qualcun altro ride. Io sono là, seduta, immobile che ascolta. Tutto scorre attorno a me. Impossibile essere vista. L’ho scelto volutamente, mi sento vuota. A cosa sono cieca? Alle relazioni? Vuoto. Dolore. Paura di cosa? Non so.
    Ma c’è la Luce che irrompe con la sua potenza, che mi dà la forza per andare avanti. Ho percepito la Tua forza vitale, la Luce che, come una scossa leggera mi ha invaso tutto il corpo. E anche se cieca, posso seguire il cammino verso la Luce percependo il suo calore.
    Ringrazio per questa opportunità, e tutte voi per le vostre condivisioni, anche se non vi conosco tutte, con voi mi sento in famiglia! Grazie Signore Gesù per il dono di queste donne e sorelle in Te. Dio vi benedica! Un caldo e morbido abbraccio. P. B.


    april diario 07DONO
    Nel silenzio della sera,
    un pensiero mi colpisce:
    “ma davvero sono sola,
    in un mondo che impazzisce?”
    No, io no, non sono sola,
    sento il passero che cinguetta,
    vedo la rondine che vola,
    i fiori che sbocciano e colorano,
    ed il sole che riscalda.        
    E poi la luna che rischiara
    e le stelle infinite,                                                                       
    par che dicano: “Dai, non mollare,
    abbiamo ancora tanto da fare!”
    E poi ci sei TU, Gesù,                        
    che mi fai capire oggi
    che se cambio prospettiva, vedo cose mai viste prima.
    Vedo che dai ‘cocci’ rotti posso fare cose nuove,
    vedo che guardando dentro trovo ancora forza e amore.
    Vedo che ognuno è bello, ogni momento è dono.
    Chissà che questo tempo non ci renda donne nuove! M. B. 22 marzo 2020 

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    Nel secondo appuntamento di ColorIndanza, abbiamo approfondito i colori secondari e ci siamo interrogate sul nostro modo di vivere le relazioni. Abbiamo riflettuto sull’equilibrio e la misteriosità del viola, sulla vitalità e l’energia dell’arancio, sull’armonia e l’instabilità del verde. Anna, la madre di Samuele, ci ha aiutate a interrogare il cuore per decifrare cosa lo abita e cosa desidera, ci ha stimolate ad essere vere, dandoci il permesso di piangere e di chiedere a Dio quanto sentiamo mancante.  

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    Abbiamo vissuto due laboratori: nel primo, mediante un disegno, abbiamo scelto di mettere in evidenza la relazione che viviamo con il marito, il compagno, il fidanzato che abbiamo o misurarci con la sofferenza per quel ragazzo che tanto desideriamo, ma ancora non c’è al nostro fianco.
    Nel laboratorio di espressione corporea ci siamo sfidate nell’andare a cercare quella bambina che siamo state, per conoscerla e per prendercene cura; abbiamo goduto dell’alleanza al femminile, grazie alla quale ci siamo mostrate nelle nostre fragilità e nei mostri bisogni, dandoci la possibilità di ricevere e donare cura.

    Ecco alcune risonanze.

    Anche questa volta, Colei che sa è arrivato dritto al cuore, sarà perché scopri di avere le stesse paure e fragilità di altre donne, sarà che quelle donne non le conosci molto, ma l’abbraccio che ti scambi è così profondo che le emozioni dell’altra diventano anche le tue.
    Un’amica mi ha detto: “Ma cosa ci veniamo a fare se poi finiamo per piangere?”.
    Io avverto che per me si tratta di un pianto liberatorio, perché so di non essere giudicata dalle altre e posso essere fragile. Sono tornata a casa sapendo che devo prendermi cura di quella bambina, devo riprendere i miei spazi e lasciarmi andare; solo così posso essere luce.
    Con questa consapevolezza sono tornata serena, fino al prossimo incontro … perché Colei che sa crea dipendenza e non se può più fare a meno. S.

    cos 1 2 03La figura biblica di Anna, la madre di Samuele, mi ha colpita al cuore: le mancava tanto un figlio, sebbene fosse amata dal marito. Io ho sentito la cosa contraria: il mio cuore è triste, perché non mi basta avere dei figli. Avverto il bisogno di essere amata e custodita.
    Mi ha colpito, inoltre, la capacità di Anna di piangere a dirotto davanti a Dio, mettendo a nudo tutti i desideri del suo cuore, domandandogli anche l'impossibile. Già questo per lei è stato fonte di pace, che mi pare emerga anche nel non attaccamento che da subito ha mostrato verso quel figlio desiderato e “richiesto”. Dice a Dio: “Se me lo doni, io te lo restituisco”.
    E qui per me si è aperto un tema centrale di questo periodo: l'amore senza possesso. Mi piace immaginare il cuore di Anna, colmo d'amore per questo figlio che è dono di Dio, che si allarga e si apre per restituirlo a Lui. Mi pare che amare senza possesso richieda un cuore ed un amore immensi. A.
    Questo week end ha fatto risuonare in me una domanda sulle relazioni, in particolare nei confronti delle altre donne. Come mai la mia vita è costellata di rapporti conflittuali proprio con loro? In questo momento lavorativo sto affrontando una situazione davvero pesante con una collega.

    cos 1 2 02L’invito di riandare alla nostra infanzia con gli occhi della bambina, mi ha fatto capire che tanto dipende dal rapporto che si è vissuto con la propria genitrice. Mi piacerebbe molto creare con le donne alleanza, complicità, collaborazione, supporto, come accade negli appuntamenti di "Colei che sa".
    Quando subentra la delusione per i fallimenti mi dico che devo rivedere me stessa, il mio modo di pormi, il mio modo di amarmi, cosa ho da dare. E questo va bene, ma l’ultimo incontro mi ha regalato una consapevolezza importante: sono stanca di mettere in discussione me stessa, non posso piacere a tutti e devo farmene una ragione. Chissà, forse quando meno me lo aspetto, arriverà la consolazione di un’amica. Sono grata per queste luci ricevute. T.
    Colei che sa riesce sempre a farmi distaccare dagli schemi della vita quotidiana e a catapultarmi dentro quella parte di me, la più intima, che spesso soffoco per paura o perché di non facile esplorazione.
    Mi ha catturata la domanda che viene fatta ad Anna: “Perché è triste il tuo cuore?”.
    Non è stato semplice, per me, trovare una risposta nell’immediato, è necessario che mi scruti.
    Il viaggio, proposto durante il laboratorio, alla ricerca di quella bambina che ero, non è stato per niente facile, ma alla fine l’ho trovata: una bambina calma, tranquilla, giudiziosa, accondiscendente, che ha sempre pensato di piacere più agli altri che a se stessa, con pochi ricordi di tenerezze, per cui oggi ha difficoltà a relazionarsi in modo espansivo con gli altri.

    cos 1 2 04I colori che ho scelto, il giallo-arancio e il viola, rispecchiano questa personalità saggia, equilibrata, ma anche un po’ bloccata nelle relazioni. Ecco perché gli sguardi intensi tra donne, il conforto, gli abbracci sinceri che trovo in Colei che Sa sono una cura per me e fanno riemergere il desiderio di avvicinare sempre di più le due figure che ho ritagliato e distanziato sul quel foglio bianco…
    Questi appuntamenti mi aiutano nel confronto con le altre donne, e soprattutto, nel confronto con la parola di D io che si rivela una cura per la mia anima e per il mio io intimo. S.

     

     

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    Nel secondo appuntamento di ColorIndanza, abbiamo approfondito i colori secondari e ci siamo interrogate sul nostro modo di vivere le relazioni.

    18 gen 02Ci siamo lasciate ispirare dalla figura di Anna, la madre di Samuele, che nella sua storia ha affrontato relazioni non sempre facili, con il marito e la sua seconda moglie, con la propria sterilità e con Dio.  
    Attraverso i laboratori abbiamo indagato e riflettuto sulle modalità di relazione con il maschile, sull’attaccamento nei confronti dei figli e sulla possibilità di vivere empatia e alleanza con le altre donne.

    Accogliamo le risonanze di qualcuna delle partecipanti.

    Era il mio primo incontro!
    Grazie a tutte voi splendide donne, che con sguardi, gesti o parole mi avete trasmesso tanto.
    Meravigliosi ognuno dei segni, le palline, i teli, le pietre.... Ancor più meravigliose le donne che durante la condivisione hanno aperto il loro cuore, con tanta umiltà! Grazie perché sabato sono andata a casa arricchita! L.

    "Arrendersi": un'azione che avevo sempre inteso nella sua accezione negativa, perché segno di debolezza, fallimento, rinuncia.  Se, però, "arrendersi" significa accettare, accogliere, allora altro che debolezza e codardia, perché per "arrendersi" bisogna avere il coraggio di affidarsi, di andare avanti e di credere, malgrado gli eventi e le situazioni della vita.
    Il laboratorio del sogno guidato è stato un momento particolarmente importante per me, per rivedere alcuni aspetti della relazione con i miei figli in questo momento particolare della nostra storia. P.

    18 gen 02aVoglio ringraziare per avermi dato la possibilità di vivere questa esperienza straordinaria. Ho respirato delle ore di grande serenità, ritrovando una parte di me che credevo perduta. Grazie alle care suore per la loro grande empatia. L.

    Mi porto, come Anna, il bisogno di dare voce alla rabbia provata; soffocarsi non aiuta. Siamo anche fragili e bisognose, dobbiamo ammetterlo e, perché no, anche dirlo. A.

    Anna l’ho sentita molto vicina; in questo periodo, infatti, sto spesso raccontando a Dio tutte quelle situazioni che mi portano sofferenza. Lei mi ha illuminata sulla possibilità di vivere l’accettazione, anche se in alcune occasioni arriva dopo lunghe ribellioni e fatiche. Forse in questo delicato momento della mia vita posso provare ad abbracciare la “resa” ogniqualvolta non mi sento trattata dall’altro come desidererei. Adesso so che posso piangere, posso rialzarmi, posso sentirmi accompagnata da Dio in quello che vivo ogni giorno.

    18 gen 03Nel mio disegno ho tirato fuori tutta la realtà di una relazione che ho fatto fatica a lasciar maturare e trasformare. Nonostante la sofferenza ricontattata, c’è di bello che l’ho fatto con voi e che non ho provato alcuna vergogna a mostrare la mia vulnerabilità, e in quel disegno c’era tanto desiderio di camminare insieme. Per questo rendo grazie. E.

    Le relazioni per me sono sempre un terreno difficile, riemerge il mio bisogno di riempire vuoti che hanno origine nella mia infanzia e la mia tendenza ad aggrapparmi emotivamente. Mi è piaciuto quando abbiamo ascoltato che le relazioni sono doni di Dio e che li possiamo ricevere "tenendo le mani aperte", pronti a restituirli a Dio. È davvero questa la parte più dura su cui ho bisogno di lavorare: il saper restituire. Sono tornata a casa con una profonda gratitudine per tutte le relazioni che il Signore mi ha donato e che hanno portato tanti frutti di bene. C.

    Colei che sa, oltre ad essere un tempo che dedico a me stessa, lo vivo anche come un tempo " sacro", nel quale la Parola penetra, scava, lavora, trasforma.
    E così è stato ascoltare la storia di Anna per poi "riviverla", in qualche modo, durante il laboratorio di espressione corporea.
    Ho provato un miscuglio di sensazioni: mi sono sentita un po' imbrigliata, imbranata, ma nello stesso tempo ho goduto della bellezza della complicità e degli sguardi intensi. Ho percepito la preziosità di difendere i propri spazi, di percepire il proprio valore e poi di chiudere gli occhi, arrendersi, affidarsi e lasciarsi coccolare. Alla fine ho sentito un profondo sentimento di gratitudine verso Dio e verso ciascuna di voi. N.

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    c30 05A Cosenza abbiamo assaporato l’ebbrezza di lasciare il nostro segno con il colore primario che sentivamo più “nostro”, dopo aver ascoltato il significato che è andato assumendo lungo la storia.
    Abbiamo approfondito l’importanza e il possibile condizionamento dei miti e dei riti familiari che ereditiamo, insieme ai valori che le famiglie di origine ci consegnano.
    In compagnia di Giuda e di Tamar ci siamo interrogate sull’importanza del “cambiare abito” per deporre ciò che sa di lutto e ci imprigiona al fine di scegliere la vita e ciò che la rende feconda.

    Alcune risonanze

    Colei che sa è un appuntamento atteso con la gioia dei bimbi che aspettano il Natale. È un’esperienza sempre nuova e arricchente, nella gioia di ritrovare volti nuovi e storie di vita vissuta di donne che sono aperte a riscoprire le proprie potenzialità, che hanno la forza di andare in profondità per crescere nella consapevolezza di chi siamo e di come possiamo essere. Dalle Donne della Bibbia attingiamo sapienza, forza e perseveranza. R.

    Con mia sorpresa mi sono percepita nel posto giusto al momento giusto e ho sentito come la mia imperfezione è ricchezza! I “miti” nei quali sono abituata a dovermi cimentare non mi appartengono, perché non sono miei, ma della famiglia che, seppur amata, mi lascio alle spalle per vivere una vita nuova! E la strada che mi aspetta è Dio a benedirla! G.

    c30 04Sono giorni "neri" in cui mi sto confrontando con il mio stare in un posto che oramai mi sta scomodo e stretto.
    È molto difficile, ma allo stesso tempo mi sento forte perché consapevole di vivere un periodo di svolta e di crescita, e soprattutto avverto che non sono sola in tutta questa fatica. Non vedo solo il nero assoluto, ma intravedo, una piccola macchia di rosso e di giallo. Sì, il rosso del fuoco e della forza che so di avere in me, il rosso del sangue di sentirmi viva con tutti i miei valori e le mie capacità ai quali non voglio assolutamente rinunciare, il rosso dello Spirito Santo che invoco per guidarmi.E il giallo del desiderio di una svolta che mi auguro raggiungere al più presto.

    c30 02Tutto questo mio "sapere" è il frutto del cammino fatto in questi mesi con voi: il percorso di Colei che sa è stata la risposta alle mie richieste di aiuto. Spesso mi ritrovo a confrontarmi con Tamar ed Ester e a chiedermi come hanno vissuto il loro senso di impotenza e il sentirsi in gabbia. Come saranno passate dal lasciare che altri decidessero per loro all'azione? Da queste due donne ho appreso che si è forti anche nella fragilità e che bisogna vivere con saggezza l’attesa, sapendo cogliere i momenti opportuni per agire ed ottenere riscatto, vita vera per se stesse, ma anche salvezza per chi ci voleva opprimere in uno stato di morte. M.C.

    Cresciamo con copioni, riti e miti familiari da soddisfare, che si intrecciano con altri quando formiamo la nostra famiglia. Per non esserne travolte da essi dobbiamo ricercare la giusta distanza, magari semplicemente “indossando un velo” che copre apparentemente il volto, ma che ci permette di ottenere ciò che ci rende donne pienamente felici. M.


    Riguardando la mia di storia riconosco colui che, come Giuda ha fatto con Tamar e i suoi figli, è riuscito ad imporre le proprie decisioni su di me, annullando la mia persona. Sono grata per il cammino intrapreso che mi rende più consapevole e mi aiuta a prendere le giuste distanze. Insieme a Tamar con coraggio accetto la mia storia e rifletto, mi ribello e accolgo le opportunità che Dio mi dona per riprendere in mano la mia vita e viverla. R.

    Potrei affermare di sentirmi una "gemella spirituale" di Tamar, semplicemente calata in un arco temporale diverso. Abbiamo danzato insieme, Tamar ed io, siamo entrate in sintonia e i suoi colori sono diventati anche i miei. Lei vive un “tempo d'attesa” che rischia di diventare infinito.
    c30 01La vedovanza è un momento di sospensione interiore: la vita va avanti comunque, ma dentro, in qualche modo, si è fermata. Il mondo chiede di indossare una maschera di negazione di sé che pone in una condizione di non essere!
    Diviene un tempo legato al passato, si fatica a vivere il presente e non si riesce a proiettarsi verso il futuro. In questo turbinio di emozioni, può cominciare un percorso di riaffermazione e riappropriazione lungo e tortuoso. E questo richiede pazienza.
    Sono due anni che il mio tempo interiore è sospeso! Questo non m'impedisce di vivere, anzi, mi aiuta ad affinare il fiuto su ciò che voglio essere davvero, sulla veridicità e salubrità di alcune relazioni, sulle distanze emotive che ridanno ossigeno ai polmoni, sugli schemi e i rituali che si ripetono inconsciamente nella mia vita, ma non mi appartengono davvero, perché non sono me.
    Come Tamar, in silenzio e muta accettazione di questa mia condizione, mi riempio di Dio preparandomi, così, a fare la cosa giusta per me!
    Annunciando agli altri che sono sostanza e non forma, voglio vivere in pienezza e non risuonare di vita altrui. Desidero attingere alla Linfa vitale e lasciare che mi pervada l'anima, fino a renderla luminosa e bella. É proprio così che vorrei essere alla fine di questa catarsi: con l'anima bella ed essere vista solo da chi ha uno sguardo intriso d'infinito! E.

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    Ed è la volta di Messina per il primo pomeriggio di Colei che sa in compagnia dei colori primari. I laboratori ci hanno permesso di giocare e di scoprire quali caratteristiche del blu, del rosso e del giallo sono più nostre. Alla scuola di Marta e Maria impariamo a non affannarci e disperdendoci, ma a scegliere ciò che è “primario”, ossia prioritario e buono per il nostro momento presente.

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    Condividiamo alcune risonanze

    m24 03Ho trattenuto il fiato per molti mesi; l'estate per me ha avuto il sapore di un lungo inverno in cui ho gelato i sentimenti ed oggi sono tornata a respirare! Mi sono fermata ed ho ridato spazio alla rabbia, all'amore, ai pensieri, a me stessa, scegliendo come Marta e Maria i miei bisogni primari, la verità e la libertà di scelta in primis. Coloriamo e coloriamoci ogni giorno, lottiamo contro il grigiore dilagante che ci circonda e costruiamo radici forti, pronte ad ogni scossa. I.

    m24 04L'esperienza del laboratorio di pittura con le dita è stata molto forte per me: avvertivo tanta resistenza nello sporcarmi le mani e paura di non sapere fare nulla. Il blu, il rosso e il giallo mi hanno aiutata a conoscermi meglio e ad avere più fiducia in me stessa. Ho ricevuto il dono della leggerezza e mi sento rafforzata in quello che oggi sento essere bene per me. C.       

    Il laboratorio del "mandala" è stato un momento importante, alla fine davanti a quel disegno ho provato un forte senso di pace. Il brano di Marta e Maria mi ha aiutata a completare il " quadro"!
    Maria con il suo ascolto, la sua fiducia, la sua sete di verità, la sua ricerca della felicità ha dato senso al centro del mio mandala: il sole, Dio, da dove parte tutto.
    m24 05Marta con tutte le sue sfaccettature, i suoi ideali: l'accoglienza, l'amicizia, il senso del dovere, ma anche la sua umanità fatta di bisogni, di desideri e, perché no, di giudizi, di frustrazioni, di gelosia... Proprio come quelle linee, figure geometriche che si intrecciavano e si incastravano dando al disegno una bellezza particolare. Sono convinta che tutto può trovare armonia, solo se si sceglie la parte buona. N.

    Di questo incontro mi porto l'importanza di sapersi accettare, senza troppe imposizioni e schemi rigidi. Nella mente posso aver già previsto tutto, ma quando nel mettermi in gioco scopro sfumature non immaginate è importante che abbia la flessibilità di sapermi adattare e se alla fine il capolavoro non è quello ideato, poco importa, purché abbia avuto la libertà di poter essere ciò che sentivo in quel momento. M.

    m24 06Ciò che oggi mi ha dato più gioia è stato il mio disegno. Mentre ascoltavo i possibili significati legati ai colori primari ho fatto un sospiro, finalmente qualcosa andava dritto, o meglio, sono sempre andata bene, solo che prima non me ne accorgevo … Ero così fossilizzata a guardare e soprattutto a giudicare ciò che non andava e così lo rafforzavo sempre di più. Oggi ho provato molta accettazione, del passato, del presente e fiducia nel futuro. Sento di essere sulla giusta strada, tanti segni, piccoli ma efficaci e voi, compagne di viaggio, ne fate parte. E.

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    f9 00Anche a Frascati riprendono gli incontri di Colei che sa, con energia e desiderio di trovare nuove armonie, in ciò che colora la nostra vita quotidiana e in quel passo di danza, unico, che ci caratterizza.Rosso, blu e giallo diventano metafora di quei valori fondamentali che orientano la nostra vita e le nostre scelte, dandoci solidità.Una danza a tre colori che ritroviamo anche nel brano del vangelo di Luca (Lc7, 35-50), in un passo a tre tra: Simone il fariseo, la donna peccatrice e Gesù, che ci propone un nuovo orientamento.

    Alcuni stralci del nostro diario:


    f9 00Sabato abbiamo inaugurato la nuova stagione di Colei che sa. Subito ho sentito forte l’energia del movimento che i colori hanno sempre esercitato in me! La tavolozza era una stanza con volti familiari e non, con cui rappresentare una pagina della nostra crescita e consapevolezza.
    Grazie a tutte voi! MR


    f9 03Tornare a Casetta Nova anche quest'anno è come ritrovare un luogo familiare e tante amiche, vecchie e nuove. Sabato abbiamo assaggiato il tema di quest'anno: ColorIndanza e sono rimasta sorpresa dalla forza della metafora dei colori che si affianca a quelle già esplorate negli anni scorsi del viaggio, dell'albero e del sale, ma se ne differenzia per il suo essere plurale e multiforme... Un'astrazione solo apparente perché, almeno per me, richiama quella necessità di adattamento, espressione di sé e condivisione che in questo momento della mia vita sento estremamente concrete. Non vedo l'ora di attingere a tutti i nostri colori nel proseguo del cammino! G.

    f9 00La vita è fatta di prove, di sconfitte, di amarezze, di dolore, di lacrime.
    E anche di sorrisi, rivincite, gioie e tanta speranza! Grazie a tutte voi per il percorso che anche quest'anno abbiamo iniziato insieme, per continuare ogni giorno ad andare avanti!
    Un’immensa gratitudine all’ Equipe, che ogni volta colora la nostra vita. C.

    f9 03Nel momento di silenzio di sabato mi ritornava alla mente un’espressione usata da Pino Daniele in un suo brano: “E t'astipe pe nun muri'”. La donna incontrata nella Parola mi ha ricordato che la logica della Vita è inversa: non si muore, solo se non ci si “conserva”, se cioè mi dono, perché per prima accolta da un Dio vicino. T.

     

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    Colei che sa di Padova riparte con un bel pomeriggio in compagnia della donna di Sunem che troviamo nel secondo libro dei Re.

    È lei ad introdurci al tema di quest’anno: ColorIndanza.

    È lei che ci accompagna a riflettere sui colori primari, ossia i valori fondamentali della nostra vita che ritornano nelle scelte più importanti e nei momenti più delicati delle nostre esistenze.

    Li condividiamo e ciascuna lascia il nostro spazio sacro arricchita di coraggio, determinazione, onestà, pazienza, fede, ascolto, apertura alle sorprese della vita…

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    La partecipazione a questo weekend è stata pensata, ponderata, voluta come ritiro annuale che mi sono riservata per curare il mio “io spirituale”, con le persone che ho imparato a conoscere e a considerare mia famiglia. Mi sento prescelta ed eletta e penso che questo sia un dono, quasi una carezza che mi riscalda il cuore dal basso ventre, dal deserto dell’anima. Mi sono sentita amata e libera di dare voce al mio Sé. Sento gratitudine. È stato utile darmi questo spazio solo per me; ho scoperto di essere aperta ed ho vissuto con meraviglia e stupore il momento di preghiera; ho capito che, per me, è fondamentale avere una famiglia, avere qualcuno che ti guarda con uno sguardo ricco di misericordia e carezzevole. C.

    cgs 02È la mia prima volta, non sono mai stata in compagnia e condivisione con tante donne. L’esperienza mi ha piacevolmente sorpreso perché pensavo di non esserne capace. Ora so che so stare in gruppo e mettermi in gioco e ascoltare le persone che aggiungono conoscenza e sapienza al mio sale. Ho capito che non è necessario affannarsi, meglio discernere e fare spazio per poter fare entrare il bene. A.

    cgs 03Sono arrivata a Casetta Nova con un grande scetticismo, contornato da molto dolore e tristezza. Un senso di sconfitta mi pervadeva, non pensavo che questo weekend potesse portare energia nuova alla ma vita e al mio matrimonio: AVEVO TORTO!    Mi ha aiutato riscoprirmi figlia di Dio, amata per quel che sono, unita nella “sorellanza”; ho capito che ho armi per combattere il sabotatore e che i doni ricevuti li avevo coperti, ingigantendo il loro presunto limite. D.

    cgs 04Oggi vado a casa con un cuore nuovo, nel quale conservare questo weekend. Profonda gratitudine per avermi fatta crescere ed avermi riconciliata con la vita, avermi aiutata a perdonare prima me stessa, poi gli altri. Oggi posso dire che il cammino è appena cominciato e, con l’aiuto di tutte voi, sarà meraviglioso.Tanto lavoro mi aspetta ancora, ma non mi spaventa perché non sono sola. Ho capito che il discernimento è un momento fondamentale della mia vita, da fare SUBITO. Un grazie speciale a M. per averci dato strumenti con cui lavorare. Non abbiamo più scuse!!!  Ho capito che senza gli altri, senza il fratello, la sorella, non si cresce, non si vive, non si ama, si diventa aridi ed insignificanti.Ho bisogno di Dio e di voi. Vi ho nel mio cuore! M.

    cgs 05Sono entrata con curiosità dopo un periodo di chiusura e crisi di fede. Quando mi sono aperta ho ricevuto molti stimoli, sono ancora in osservazione di me e dell’esperienza, mi sto dando il tempo e la possibilità di stare. Nutrienti gli stimoli di riflessione offerti da M., il silenzio personale ed il valorizzare l’essere donna. C.

    Trovo spesso in me piccole resistenza che mi dicono: Che ci vai a fare? Riposati, stai con la famiglia… poi arrivata qui, ho respirato un’aria di “dono”, condivisione vera e ho colto il “bene” e il “bello”.
    Utile il confronto con la Parola di Dio, visto che non lo faccio mai ed anche il fermarmi nel silenzio, in discernimento: Grazie M.! M.

    cgs 06Mi sono sentita una donna libera di poter condividere il mio vissuto, senza preoccuparmi dell’abito che indosso. Bello poterlo fare insieme ad altre donne. Ho capito che posso donare tanto sale perché ce l’ho! Mi ha sorpreso il laboratorio di polimateriali, perché ho tradotto con le mie mani, con stupore, quanto sto vivendo ed ho compreso che non devo più dare potere alle persone di agganciarmi e di portarmi all’autodistruzione. Grazie a tutte, Team: siete splendide! L.

    cgs 07Una piacevole sorpresa, questo weekend, visto il mio inziale dubbio circa l’utilità per me in questo momento di questa esperienza. Sconvolti i miei pensieri, è stato fonte di energia nuova, motivazione, e arricchimento. Tutto mi è stato utile: ho cercato di cogliere quello che poteva servirmi. L’esegesi della Parola la parte più feconda, anche se non sempre agevole (il silenzio per me non è stato semplice) una grande opportunità. Ho capito che “agire contro” può essere faticoso, ma può portare il buono. SONO IO A SCEGLIERE. L.

    Trovare una psicologa che ti chieda di mettere in bocca un granello di sale e di gustarlo può avvenire solo dalle Francescane dei Poveri, a Colei che sa. La prima cosa che ho pensato è stata: “S. è impazzita… ma cosa le è saltato in mente”. Ho messo il chicco di sale in bocca e l’ho semplicemente lasciato lì, perché si sciogliesse con tranquillità… e l’effetto è stato indescrivibile. Quando ci è stato chiesto di dire una parola che sintetizzasse l’esperienza vissuta, la prima cosa che mi è venuta è stata: “scioglie i nodi” … ma poi ho pensato a papa Francesco, a Maria che scioglie i nodi, e ho cambiato parola descrivendo l’effetto di quello scioglimento: “porta pace”. Da quel momento qualcosa è cambiato e ho visto con i miei occhi, ho sentito nel mio corpo, nella mia bocca e nel mio cuore, il sale sciogliersi e sciogliere i nodi presenti nel mio corpo, nei miei occhi, nel mio cuore e nella mia bocca. Ringrazio il Padre per aver messo nella mia vita le Francescane dei Poveri e S. perché, anche per mezzo di loro, il sale di Gesù, Crocifisso Risorto, ha fatto meraviglie. M.

    cgs 08In questo we ho capito che è importante che io trovi la mia adultità; mi devo mettere alla ricerca del mio q. b., posso essere sale per me e per gli altri, ho doni preziosi di cui devo aver cura ed ho in mano strumenti che mi possono avvertire del sabotatore, posso usarli. Posso gustare della mia vita e di quella degli altri. Mi è stata utile la preghiera silenziosa ed il laboratorio di fantasia guidata e l’incontro con S. Fa tutto parte del Tutto, come pezzi di un puzzle. Ho trovato tanta accoglienza, ascolto, condivisione. Ho trovato persone pronte a dare e a ricevere, ho trovato uno scambio continuo, nell’intimità di Dio. M.

    Giorni per gustare il sale che dà sapore alla mia vita; per far memoria di persone ordinarie e straordinarie. Incontri, processi che mi hanno salata, trasformandomi in quella che sono, nella parte più autentica di me. Il sale ricevuto in questo weekend aiuta a sciogliere quel gelo e quella neve che ogni inverno porta con sé e mi spinge a portare sapore in quelle relazioni o situazioni che sento un po’ insipide.

    Ogni momento è stato prezioso per aggiungere un tassello importante alla Grazia ricevuta in questi giorni ed ho trovato che il sale che dà sapore alla mia realtà è il q.b. per dare forma e sostanza al sogno che Dio ha pensato per me. G.

    video colei che saDa un po’ di tempo sto sperimentando il video come forma di “diario”.

    Questo video è il mio modo per ricordare e per celebrare quanto ho vissuto e condiviso a Cosenza il 24-25 novembre con un folto gruppo di donne, divenute compagne di cammino. La bellezza va contemplata con i propri occhi !!! G.

     

    sale 01Per me sarà una sfida approfondire il  tema di quest'anno. SALE Q.B. mi rimanda alla necessità di trovare la giusta misura: né troppo, né troppo poco.
    Il giusto equilibrio in me, nelle situazioni che vivo, nel rapporto con gli altri...equilibrio anche nello stimare me stessa. Non voglio eccedere, ma neanche mi piace difettare. Mi metto in cammino con Colei che sa !!! A.

    sale 02Ho partecipato al weekend in un momento di estrema confusione, sia fuori che dentro me, arrivavo lasciando troppe cose in sospeso. L’esperienza della distribuzione del sale è stata importante per far luce: quanto sale metto nelle cose che faccio e nelle persone con le quali mi relaziono? Come sempre il sacchetto più vuoto era quello della relazione con me stessa. E ne sento la mancanza. Comprendo, a qualche settimana di distanza, che quanto più sale uso con me, tanto più riuscirò anche a donarlo agli altri. Ma se imanca il sale per me, che qualità do a tutto il resto? Continuo a lavorare su questo e chiedo a Dio di aiutarmi a fare sempre più chiarezza. G

    sale 03La scatola che ho costruito durante il pomeriggio di Colei che sa, col suo contenuto, assume ogni giorno un ruolo forte, silenzioso ma più che mai  "rumoroso".
    Sì, anche solo uno sguardo sfuggente, è come un richiamo che mi invita a ricordare che, anche se in quel preciso momento sembra andare tutto storto, anche se ritorna il buio per la mia poca autostima, anche se mi sento fallita in qualcosa, anche se non mi sento capita o apprezzata... beh... dallo specchio che contiene quella scatola arriva uno "Sguardo" nuovo su di me, insieme alla consapevolezza di essere amata da Dio …. E quello sguardo comincia pian piano a diventare certezza e a infondermi fiducia.
     Al di là dei miei fallimenti e del mio buio, c'è Chi mi dice "tu vali, tu sei preziosa ai miei occhi e per te ho dato la mia vita".
     Il lavoro per me adesso è cambiare prospettiva, guardare a me stessa con quello stesso "sguardo" che mi chiede di ripartire da me stessa senza timori, per raccontare al mondo la mia verità, in una sorta di "espansione". V.

    sale 04Al terzo incontro di Colei che sa posso confermare quanto sia un appuntamento unico.
    E' uno spazio di riflessione, che per me diventa paradossalmente serenità e tormento. Il luogo che ingarbuglia ancora di più il filo del mio pensiero. Mi pone più domande che risposte. Mi mette davanti con forza, ma anche naturalezza, le mie fragilità. Nonostante ciò, non posso farne a meno. Contemporaneamente, infatti, mi regala una dolcezza ed una tenerezza che rinfrancano lungo il cammino, una bellezza di condivisione che sembra restituire aria nelle mie apnee. E pianta piccoli semi che a piccoli passi sento crescere dentro di me.  M.

     

    sale 05Colei che sa... ed io cosa so oggi? So di essere preziosa e degna dell'amore di Dio così come sono e in qualunque stato mi trovi. Mi colpisce molto questo Dio che ci plasma nuove ogni volta, ci fa rinascere dalle nostre ceneri, e ci ama, continuamente ci ama, eternamente ci ama. Facciamo fatica, tanta, a immaginare un padre tenero e amorevole. Siamo ancora piene delle idee di giustizia e castigo e così continuiamo a nasconderci ai suoi occhi, lo evitiamo invece di corrergli incontro, scassate come siamo, e lasciarci abbracciare.
    Proprio questo genere di abbracci abbiamo sperimentato tra noi donne, incapaci di riconoscerci così simili tra noi, così preziose.
    Porto con me i volti, i sorrisi e le lacrime di tante donne, tutte preziose, libere e "piene di grazia".
    Quei granelli di sale così piccoli mi hanno ricordato ognuna di noi, ognuna con le proprie fragilità e miserie ma ognuna così preziosa e "saporita" che il mondo non può farne a meno! V.

    padd 01

    Siamo radici, siamo tronco, siamo rami con foglie e frutti.
    Siamo donne che, per il forte vento, a volte perdiamo stabilità.
    Ma la nostra natura, il nostro tronco forte e robusto, ci fa ritrovare l'equilibrio.
    Viviamo le nostre varie fasi di vita. C 'è un tempo per perdere le foglie, ma c'è un tempo in cui le foglie rinverdiscono e poi arrivano i frutti.
    Se guardo al percorso di quest’anno ciò che mi è rimasto nel cuore è il calore e la luce del Sole che attraversa i rami e nutre questo splendido albero. A.


    °°°°° 
    padd 02Quante volte abbiamo dato ascolto alla nostra anima, dato un nome ai nostri dolori e ai nostri bisogni? La vita, il tempo mi hanno trasformata e a volte il cambiamento io non l’ho accettato.

    Colei che sa è stata l’occasione per “ritrovarmi”, è stato un viaggio nell’anima, da ieri a oggi, da ciò che ero a ciò che sono: un albero dalle radici forti e con il tronco che resiste alle intemperie della vita.

    Grazie alla condivisione, agli sguardi sinceri e alle confessioni tra donne vere, la mia vita quotidiana ha trovato nuova linfa ed io ho dato un nome alle inquietudini ed alle sofferenze. Ho incontrato lo sguardo misericordioso ed amico di Dio negli occhi delle compagne di viaggio …. e mi sono voluta bene! S.


    °°°°° 

    padd 03Muoversi, danzare, comunicare con il corpo e con gli sguardi.  Mi sento serena, appagata, mi risuona la parola riconciliazione e mi sento confortata e accolta dai sorrisi e dagli abbracci ricevuti e donati.

    Ci sono, ci siamo, siamo vita, siamo Eva, madri, donne, siamo noi stesse uniche e meravigliose, con i nostri limiti ed imperfezioni.

    Rispettosa dell'altra e del suo spazio, oggi ho rispettato e ascoltato tutte voi ed anche me stessa. Che grande dono! L.

    °°°°°

    vita 01

    L’albero della Vita “Con un sussulto, affiorano ricordi, portando con sé odori, sapori, emozioni che sanno di antico…avevo dimenticato!
    Sono al buio e la marea delle sensazioni mi travolge, mi sommerge, mi lascia senza aria…
    riesco appena a prendere il respiro, ma ecco che arriva un’altra ondata.
    Qualcosa dentro di me si sgretola, muta, si trasforma, sto cambiando.
    Crollano tutte le illusioni, tutti i progetti, mi sento piccola, sola e curva come un bimbo nel grembo materno, ma non posso stare rannicchiata, devo allungarmi per respirare, devo aprirmi ed accettare la mia nuova natura.  
    Cerco la Luce, l’aria, protendo verso l’Alto, la marea ha portato via la bambina con le sue favole, ma mi ha lasciato un libro nuovo e ad una penna, scivolo, cerco qualcosa per aggrapparmi, per non continuare a scivolare, sono le mie radici, sono la forza della mia vita, è la mia Fede.
    Sono gli antichi insegnamenti rivisti ed interpretati, giusti ed ingiusti, sono gli affetti, sono le vittorie ed i fallimenti, sono gli amori e le delusioni, sono la vita, cresco sulle radici del passato, sono forte tronco e reggo i rami che sostengono i miei frutti, per poi, un giorno, lasciarli andare.
    Mi nutro della terra, bevo la pioggia, e mi asciugo al vento che a volte mi strapazza, mi schiaffeggia, ma così mi libera da tutto ciò che non è linfa.
    Quando tutto questo è chiaro in me, la sensazione di PACE, prende il posto all’ inquietudine, i rumori si trasformano in voci familiari, il battito del mio cuore è nuovo ritmo, sento la mano di Dio accarezzarmi il viso e tutto torna Sereno.
    Fino a quando, un'altra marea mi travolgerà, ed ancora una volta troverò la forza nelle mie radici e nel mio essere TRONCO che genera VITA.” S.

    °°°°°

    vita 02Dal pomeriggio vissuto in compagnia della donna curva del Vangelo di Luca, mi abitano vivissime tre esperienze. La prima: preparare insieme la sala per accogliere tutte. Sistemare un puzzle di tappeti e tappetini uno accanto all’altro, perché vi si potesse camminare a piedi scalzi e sedersi sui cuscini, ha dato forma ad un mosaico invisibile sotto la copertura di stoffe.

    Mi è sembrata la metafora di tante presenze femminili che di lì a poco si sarebbero incontrate: donne tanto diverse tra loro, ciascuna con la sua storia unica che, “a piedi nudi”, si mettono in gioco; cercano e stanno unite in uno spazio e un tempo tessuto insieme, che diventa condivisione e cura reciproca, profondità, apertura nuova. La seconda: il camminare dritta e poi curva, come la donna che incontra Gesù.

    È bastato un attimo, il corpo profondamente piegato, perché ogni orizzonte si restringesse. In un campo visivo minimo, improvvisamente non incontravo più occhi, visi, ma piedi frettolosi, indifferenti: dentro me fortissima è arrivata l’incertezza, la sensazione di solitudine, di irrimediabilità, la tristezza, il sentimento di chiusura anche delle relazioni che so accompagna ogni mio “ripiegamento”. La terza esperienza, ancora un gesto: un tocco che scioglie e rialza. Nessuna parola. Mi ha raggiunta il calore, la delicatezza e la forza di questo gesto semplice e potente. Mani che toccano la schiena curva, che mi rimettono in piedi, dritta, che mi ridanno fiducia e un orizzonte largo, un respiro pieno. Le mie mani sulla schiena di altre, un gesto di cura e di alleanza: ritrovarsi di fronte, simili nel desiderio condiviso di far circolare, ancora, la vita. V.

    °°°°°

    vita 03L'esperienza vissuta sabato, per me è stata molto emozionante in quanto ha acuito ciò che spesso mi chiedo e mi ripeto: paura di ciò che potrebbe accadere, della solitudine a cui spesso il dolore ci conduce e del futuro. L’esperienza mi ha ricordato che posso aver fiducia in Dio: a volte ne sono capace, altre volte sono confusa, a volte prego altre volte non lo so fare…

    Avere fiducia nel prossimo …. non sempre la ritrovo in me.

    Grazie perché dopo l’incontro ho sentito l'animo più leggero e più propenso ad abbracciare con fiducia una persona cara, un amico o un semplice conoscente. G.

    vita 04Sono venuta all’incontro di sabato per vincere alcune mie paure, che spesso mi bloccano. Dopo i primi passi danzati insieme e i momenti successivi, ho sentito aprire un varco, uno spiraglio di luce in me, positivo.Sono rientrata a casa leggera e ricca di voglia di andare avanti, prendendomi cura della parte debole del mio essere. F.

    vita 05

     

    Sabato è stato un incontro pieno di significato.È stato importante il momento dedicato al confronto tra noi: riuscire a mettermi in gioco e confessare anche il mio dolore, condividendo i miei limiti fa parte di un percorso di fede e condivisione, che mi rimette in piedi. V. 

     

    °°°°°

    pdd 11Per me è segno di speranza l’incontro con altre donne “mature”, suore e laiche, che hanno deciso di condividere esperienze di vita, scavando dentro se stesse per far emergere emozioni, gioie, angosce, ansie per il proprio futuro, senza temere il giudizio delle altre. Finalmente libere di mostrarsi come persone vere, che si tolgono le consuete “maschere” di figlie, mogli, compagne, madri, colleghe di lavoro, sempre chiamate ad essere attente ai bisogni degli altri, ma spesso incapaci di cogliere e accettare i propri bisogni più profondi. Importante il confronto con alcune figure bibliche femminili: donne forti che non hanno avuto paura di incontrare Dio nelle loro difficoltà, ma con sapienza hanno accolto il suo amore incondizionato. M.

    °°°°°


    pdd 13Al weekend si è parlato di Dio in termini nuovi, dentro la vita di ogni donna, a partire dalla fatica di conciliare lavoro e famiglia, ascolto dei figli e pulizie di casa; oppure dentro la solitudine abitata di chi non ha famiglia, ma ha incontrato o sta cercando un senso profondo del suo essere donna.
    Un modo per dirsi parte della comunità della vita in tutte le sue forme, creatura nel creato, donna in mezzo ad altre voci femminili che non vogliono imitare gli uomini, ma scoprire il proprio carisma. M.

     

    °°°°°
    pdd 06

    Ho visto l'argilla che si lasciava plasmare dalle mie mani e prendeva forma: forma di donna. E quella donna sono io.Con un cesto sulle spalle pieno di tutte le esperienze luminose e di tutte quelle dolorose che mi hanno resa quella che sono oggi.Una donna con le braccia aperte, pronta ad accogliere e ad abbandonarsi alla forza rigeneratrice della vita. E.

     

    °°°°°


    pdd 04Colei che sa, un momento unico di verità e di libertà. Verità perché il confronto con le altre donne e la Parola di Dio mi permettono di accantonare le sovrastrutture che spesso mi impediscono di essere pienamente me stessa.
    Libertà perché è uno di quei pochi spazi di condivisione in cui esprimo il mio pensiero e il mio essere donna, senza il timore di sentirmi giudicata poco attraente, poco intelligente o semplicemente non all'altezza delle aspettative mie o degli altri. Un modo per valorizzare quella bellezza e quella fecondità che rendono noi donne diverse, e per questo complementari, rispetto agli uomini. M.G.

    °°°°°

    dd 01Non trovo le parole per esprimere la gioia che sento ogni volta che ripenso ai momenti passati insieme, anche quelli che mi hanno messo in crisi, costringendomi ad un esame di coscienza che troppo spesso rimando.
    Riuscire a vedere il bello in tutte le persone che ho incontrato, condividendo con loro gioia e dolore è una buona palestra per affrontare il mondo che mi attende ogni giorno. A.


    dd 02Colei che sa è un tempo per me, in cui sto con me stessa e non soltanto;
    il momento in cui mi rendo conto che, come donne, non siamo sole: ci sono tante altre che vivono non la nostra vita e il nostro dolore, ma le stesse debolezze e le stesse fragilità.
    Colei che sa è un momento per trovare energia, forza, sia in noi che negli altri. A.


    dd 03Questa esperienza mi ha riempita di speranza, quella che nasce dal confronto con altre donne, anche di generazioni differenti, disposte a mettersi in gioco e a farlo con forza e dignità.
    Ha dato nuovo impulso al desiderio di passare dalla complessità alla leggerezza e bellezza del mio essere donna, per lasciarmi contaminare dalle storie altrui e carpire il tempo presente, per vivere con pienezza e fiducia la ricchezza che mi è stata donata! M.

    °°°°°

    pdd 09

    Sono rimasta colpita dall’energia e dai sorrisi di tutte, che sono per me "doni a lento rilascio", che mi sostengono nei momenti quotidiani più pesanti.
    Il silenzio della natura, la condivisione della stanza e non solo, l'esperienza delle camerate, la semplicità del pranzo e della colazione …
    Il tutto raggruppato nel mio essere con un significato nuovo: apertura e partecipazione alla relazione. P.

     

    °°°°°

    Colei che sa è un modo per vivere il mio ritiro mensile.
    pdd 14Ho trovato molto di più: un percorso agile, accattivante, semplice e profondissimo, che anche in un solo pomeriggio guida a prendere consapevolezza di sé, aiuta ad alleggerirsi e regala delle compagne “alleate”.
    L’incontro con la Parola è il cuore dell’evento, una Parola che viene non solo spezzata, ma celebrata insieme, in modo inedito e diviene assai feconda. Il gruppo è formidabile: ci si prende cura reciprocamente, ci si custodisce, si diventa genitrici insieme.I frutti per me: un incontro profondo e personale con Dio, l’esperienza di viverlo come popolo “femminile” e il mandato di servire il mondo da riconciliate. È un’iniziativa alla moda, un incontro di genere, come si usa fare oggi, un appuntamento fra donne, senza per questo svalutare il genere maschile. sr. M.

    °°°°°


    pdd 08

     È stata una bella opportunità partecipare all’incontro di Colei che sa: mi ha dato modo di riflettere molto, sia durante il weekend, che nella settimana seguente.
    Ho imparato che noi donne, se uniamo la nostra energia più vera e accogliamo il maschile nella sua dolce forza, siamo veramente una potenza che può cambiare il mondo in modo semplice, ma vero. E.

     


    pdd 07Il mio è stato un cammino iniziato con voi Francescane dei Poveri, due anni fa; una guerriera inquieta, frammentata: donna-madre/figlia/amante, incapace di accettare la molteplicità del suo essere donna.
    Aiutata da voi tutte, dalla professionalità di molte e dall’accoglienza di altre, ho percorso strade fiorite che mi hanno portato ad esplorare una casa, bellissima: la mia casa, ordinata, piena di fiori, ma ahimè così forzatamente vuota.Riconoscere l’importanza degli affetti che mi circondano, è stato fondamentale.
Il sorriso dell’uomo che mi vive accanto e la confusione beata delle mie figlie hanno aperto la mia mente alla gratuità di madre Francesca e alla misericordia.Non vi è dubbio che un messaggero di Dio mi si sia posto innanzi ed abbia comunicato con me, così come avrebbe dovuto di fronte a tanto raziocinio ma, come Maria di Magdala, io, allora, non ho compreso. Ora comprendo, ringrazio e mi volto.Il Signore mi custodisce e mi rinfranca, ma non so riconoscerlo; posso solo promettere … felicità, accoglienza, misericordia, leggerezza, amore se Lui vorrà. V.



    pdd 05È stato straordinario condividere con altre donne pensieri, bisogni, aspettative e scoprire che in ognuna di noi vi era la necessità di approfondire la conoscenza di noi stesse.
    Sentir parlare di aver cura della nostra vita mi ha fatto meditare su quanto sia prezioso questo dono che il Signore ci ha dato, ma che molto spesso, presa dagli affanni quotidiani, sono portata a non considerare. R.

    pdd 12

    Alcune perle preziose che ho ricevuto: la ricerca di profondità e la crescita incontrata sia nelle donne laiche, così come nelle consacrate; la consapevolezza raggiunta, grazie all’incontro con la psicologa, che non sono un bruco ma una farfalla: in me c’è la possibilità di cambiare, per andare verso nuovi orizzonti, senza paura.
    Sono grata per la gioia, la semplicità e la fiducia che ho ricevuto. Porto nelle mie preghiere, soprattutto quelle che vivono situazione difficili e dolorose. A.

    pdd 16

    Ho fatto un’esperienza bellissima ed unica perché dopo 51 anni mi sono incontrata e guardata dentro.
    Attraverso il laboratorio di biodanza ho sentito che il mio cuore libera tante energie positive, si apre e si dona agli altri. S.

     

    pdd 10Sono ancora molto vive le emozioni vissute al weekend, sono grata per lo stile umile ed accogliente delle suore; con il loro sorriso mi hanno fatto sentire subito in famiglia.
    Ho vissuto momenti molto forti nella condivisione tra noi donne. Alcune esperienze raccontate mi hanno toccata profondamente e mi hanno aiutata ad uscire dalla mia timidezza.
    Partecipando al laboratorio di argilla, con mia grande sorpresa, ho fatto delle preziose scoperte sulle mie capacità; mentre ascoltando la meditazione su Maria di Màgdala ho percepito che le cose più tristi possono assumere una luce diversa e nel cuore è arrivata la speranza. C.


    pdd 17Questo weekend è stato ricco di spunti meditativi e pieno di emozioni. 
Il titolo "La lunga strada del perdono" non era per me un caso ed è stato determinante per il mio presente l’incontro con il personaggio dell'adultera del vangelo di Giovanni. Insieme all’adultera ho sofferto il tradimento, la vergogna e la condanna, passi indispensabili per accogliere la persona che sono oggi. Quanto ho vissuto, tornando a casa, mi ha permesso di chiudere un cerchio importante della mia vita. Ringrazio le Suore Francescane dei Poveri per il prezioso lavoro che svolgono ed ognuna delle donne che ha partecipato: grazie alla loro presenza e amicizia, posso crescere e migliorarmi, sentendomi parte di una famiglia in evoluzione. P.



    pdd 15 Ho cominciato questo percorso affascinante da alcuni anni e ne sento sempre più l'esigenza. Trovare il tempo per "guardarsi dentro" è fondamentale per riconoscersi, accettarsi, imparare a condividere... e ritrovare un po’ di serenità nella quotidianità, spesso troppo superficiale, che viviamo ogni giorno.
    È affascinante fare esperienza e pensare che ogni volta che ascolto il mio respiro creo uno spazio che permette a Dio di entrare in me, di poter "parlare" con Lui e imparare ad ascoltare.
    Ho imparato a gioire di ciò che di bello c’è intorno a noi, accettarmi per quella che sono, andare avanti nonostante tutto, accettando gli errori e, consapevolmente, girare pagina. È un cammino lungo e difficile, gli appuntamenti di Colei che sa mi aiutano e di questo sono sempre profondamente grata. A.

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

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