Spirito e materia

 

Quale è il concetto di dualismo tra spirito e materia? Questa nostra riflessione cerca di spiegare qualcosa che forse nella prima conversazione poteva essere sembrato un po’ complicato e strano. La cosa che sembra più difficile quando si parla della “comunità della vita”, per non parlare del sentirsene parte, è la svolta che dobbiamo fare nella nostra visione del mondo, soprattutto dal momento che le “visioni del mondo”, anche se influenzano ogni nostro movimento, sono per lo più inconscie. Nell’ultima conversazione che abbiamo avuto abbiamo riflettuto sul dualismo che è stato il fondamento della concezione di sé nel mondo occidentale negli ultimi cinquemila anni o più.

Questa concezione di sé si basa sui presupposti filosofici del pensiero ellenistico (soprattutto dei tempi di Platone e Aristotele) ed è stata adottata dal Cristianesimo nei primi secoli della sua attività missionaria nel mondo greco-romano. Il dualismo cerca di capire attraverso la distinzione, separando, analizzando e definendo. Quando definiamo le cose mettiamo in luce la loro originalità. Le circondiamo con tutta una serie di limiti. (E questo è il significato letterale di “de-finizione”). Ciò naturalmente porta a vedere le cose separate tra loro e certamente da noi. Quasi automaticamente si è portati a fare paragoni, a considerare alcune cose migliori di altre e viceversa. In un mondo dualistico è naturale allora considerare la specie umana come superiore alle altre specie. Ne consegue che ci consideriamo in diritto di dominare e controllare gli esseri inferiori e meno intelligenti di noi. spirito e materia

Da quando il pensiero greco ha separato il mondo in mondo spirituale (costante, affidabile, non soggetto alla morte e alla distruzione) e in mondo materiale (sempre mutevole, inaffidabile, soggetto alla morte e alla distruzione), anche l’idea che gli esseri umani avevano di sé era intrinsecamente divisa (tra anima e corpo). Ci siamo trovati con una natura composta da un aspetto superiore e da un aspetto inferiore. Uno era da onorare e coltivare mentre l’altro da controllare, punire e persino da disprezzare.

dualismo Man mano che la nostra cultura è progredita nei secoli la divisione tra materia e spirito, tra corpo e anima è andata aumentando. Ciò che è finito col diventare noto come “mondo secolare” dava più importanza alla materia (materialismo) e all’universo inteso senso meccanicistico. Qui si colloca la prospettiva del mondo scientifico sottolineata nella nostra prima riflessione. La prospettiva religiosa invece dava il primato allo spirito. Inizialmente, a causa del potere politico dei papi, ha dominato il campo scientifico ma lentamente, soprattutto durante il Rinascimento e poi nell’era moderna, la scienza si è separata dal dominio della religione e le due concezioni hanno cominciato a considerarsi reciprocamente con sospetto e disprezzo.

La religione ha mantenuto ferma la supremazia dello spirito. Più lo stile di vita si avvicinava alla sfera spirituale, più ci si poteva considerare in alto nella scala della perfezione. La nostra paura del corpo con i suoi bisogni e i suoi appetiti ha spesso dato origine all’odio e al disprezzo. Tanta letteratura religiosa del passato ha incoraggiato questo atteggiamento. L’ansia generale a proposito della sessualità e il conseguente atteggiamento misogino che ha pervaso la religione cristiana e anche musulmana è fondato sul dualismo. La superiorità della vita religiosa e del sacerdozio rispetto al matrimonio, la sottolineatura degli atti fisici di mortificazione per il controllo dei bisogni fisici, l’orrore di fronte alla nudità nell’arte e persino il disprezzo del lavoro manuale da cui ci si doveva astenere il più possibile la domenica sono tutti radicati nel divario scaturito da una visione dualistica del mondo.

Sr. Barbara Fiand, SND

Pubblicato: Giugno 2009

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