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tr 01Amo pregare con le storie della Resurrezione, immaginare di essere io stessa una delle donne che si recano alla tomba di Gesù per ungere il suo corpo ancora una volta, desiderando solamente stare con Lui, dopo le atrocità della Passione e della morte… un po’ come facciamo alle veglie delle Sorelle e dei nostri cari…

Sono solita pensare che sarebbe meraviglioso scoprire che lui non è più lì, la sua tomba è vuota… e che lo posso incontrare di nuovo vivo nel giardino.

Penso a tutte quelle splendide immagini di Resurrezione che ricordano la primavera: il seme nel terreno che cerca la sua via di luce; la farfalla che emerge dal bozzolo, bellissima e libera…

tr 02E poi vado con la mente al nostro Capitolo del 1996: sento Miriam Therese MacGillis dire che la crescita e la trasformazione non nascono dall’ordine, ma dal caos.
Mi ricordo anche che, alla Conferenza di Formazione Religiosa a cui ho partecipato qualche mese fa, ho sentito Mary Pellegrino, della Congregazione delle Sorelle di San Giuseppe (CSJ), dire che nel DNA di ogni bruco c’è un codice, dei “dischi immaginali”, che sono responsabili della trasformazione in farfalla. Quando i dischi innescano il processo, il corpo del bruco li percepisce come sostanze estranee e li attacca. I dischi immaginali, tuttavia, non possono essere fermati e in un certo senso “disintegrano” il bruco all’interno del bozzolo, riproducendo il DNA della farfalla fino alla sua piena formazione.

Mi chiedo quale immagine possa meglio rappresentare la trasformazione: in un certo senso so che è necessario prendere in considerazione la vita, ma anche il caos, la lotta, il tempo investito…
Sto lottando anche io, come il bruco, contro l’energia vera (lo Spirito della vita) che mi porterà libertà e vita?

tr 03Guardando all’immagine “Maria Maddalena incontra Gesù Risorto” presente in un’edizione della Bibbia, ho notato che: i colori sono scuri, perciò non posso vedere il volto di Gesù; Maria Maddalena sembra seria e concentrata, riflette la sofferenza, il dolore e il vuoto dei due giorni appena trascorsi più che la gloria della Pasqua; le sue mani si sollevano per toccare il volto di Gesù, ma è esitante, quasi paurosa; tre croci sono alla sinistra di Gesù, mentre i due angeli all’ingresso della sua tomba sono alla destra, insieme alle palme della Domenica delle Palme - in un certo modo questi simboli mi dicono che i ricordi del passato sono ancora presenti, ma non riportano Gesù indietro rispetto a ciò che egli è diventato ora, il Risorto; la luce filtra perché un momento non è l’intera storia; sappiamo che Gesù vive, il Regno di Dio è qui, ora, sotto forma di un seme…

Come ci ha ricordato la teologa Stella Morra alla Conferenza Congregazionale la morte di Gesù è un evento; la sua Resurrezione è un mistero. Gesù è una persona umana, vivente in una vita Risorta, trasformata dopo – e attraverso – la sofferenza che lui ha provato. Ma lui l’ha superata… e così dobbiamo fare noi. E nella nostra esperienza umana, la resurrezione o trasformazione non succede istantaneamente; è essa stessa avvolta nel mistero.

Alla fine del suo libro “Vita religiosa nel XXI° secolo”, Diarmuid O’Murchu nomina 10 risorse che lui crede siano necessarie ad ogni Congregazione per sopravvivere nel futuro: consapevolezza cosmica, immersione contemplativa, alfabetizzazione del mondo, empowerment delle comunità, consapevolezza delle alternative economiche al capitalismo, impegno attivo nei mass media, formazione giuridica, conoscenza del networking politico, dialogo multi-religioso, una teologia della fratellanza.

tr 04Quello che mi ha colpito quando ho finito di leggerle è il fatto che queste sono caratteristiche che noi abbiamo come Congregazione; alcune di esse sono più presenti in una zona geografica rispetto ad un’altra, ma come Sr. Nzenzili Lucie Mboma, delle Francescane Missionarie di Maria (FMM), ha detto alla Conferenza Congregazionale: “Io sono perché noi siamo – UBUNTU”.

E improvvisamente sono piena di speranza, non perché il mondo è trasformato e il Regno di Dio è qui, una realtà vivente tra noi, chiara e presente, così che tutti sono parte di essa; ma perché noi, piccoli come siamo, siamo una comunità di fede, forse un “residuo” di chi eravamo, ma noi siamo e siamo qui oggi. Noi siamo come il granello di senape, piccolo, che sembra inutile e davvero infestante… e poiché siamo piccoli, siamo trasformabili dalla Grazia di Dio nel Gesù Risorto; e siamo chiamati/e ad essere Apostoli/e della trasformazione, Apostoli/e di Gesù Risorto; a liberare l’energia guaritrice di Cristo nella Comunità della vita.

A cura di Sr. Jo-Ann Jackowski, SFP

Pubblicato: 21/04/2017

leggi la seconda parte della Riflessione: Incontrando Gesù, il Risorto