Vita Consacrata "verde"

 

Cosa significa vita consacrata “verde” È un invito rivolto a noi perché viviamo da religiose contemplative e compassionevoli? Che implicazioni ha per le donne consacrate, per la Chiesa e per tutto il creato? In Asia, la frase vita consacrata “verde” è legata alla coscienza emergente tra le religiose della necessità di scegliere la vita e di agire a favore della vita di fronte alla devastazione causata dal surriscaldamento del clima e da altre forme di abuso e di sfruttamento della natura. Si sta diventando più sensibili al problema ecologico e alla consapevolezza emergente che la vita consacrata e la spiritualità, per essere autentiche, devono anche essere autenticamente ecologiche.

Ciò significa che le religiose devono crescere nella convinzione dell’unità della creazione, che promuove, nella vita e nella spiritualità:
(a) la partecipazione e l’armonia tra tutti i popoli
(b) la compassione per chi soffre le ingiustizie e soffre le conseguenze più devastanti delle calamità naturali provocate dall’avidità e dallo sfruttamento sconsiderato della natura
(c) dei rapporti personali e interpersonali sani, che portano alla comunione e alla solidarietà
(d) il rispetto della terra
(e) l’integrazione, ispirata al Vangelo, della spiritualità e della tecnologia.

foglia Considero sicuramente la vita consacrata “verde” come un invito a vivere da religiose contemplative e compassionevoli nel mondo di oggi. I cinque punti appena indicati sono ambiti in cui siamo invitate a crescere nella nostra spiritualità mistica e contemplativa di religiose.

Ho citato come esempio concreto nell’intervento fatto all’UISG quello che la Conferenza delle religiose dell’India e altre Conferenze in Asia hanno deciso: che le religiose oggi sono chiamate ad incorporare in ogni aspetto della vita religiosa il tema della vita consacrata “verde” come espressione della ricerca costante della dimora di Dio ‘dentro ogni realtà della natura’.

Pertanto i consacrati che hanno messo la propria vita a disposizione di Dio sono chiamati a crescere in una spiritualità ecologica, che in se stessa è una spiritualità religiosa. E le implicazioni di questa crescita per le religiose, la Chiesa e tutto il creato sono numerose.

Vorrei indicare quello che mi sembra particolarmente importante, soprattutto nell’ambito della formazione, sia iniziale che permanente:

1) L’attenzione all’ecologia deve accompagnarsi all’attenzione alla prospettiva femminista perché entrambi tendono non solo alla giustizia, alla pace e all’integrità del creato ma anche alla divisione che sembra generalizzata nell’era postmoderna in cui viviamo.

Il femminismo offre una prospettiva più olistica alla spiritualità mentre cerca la guarigione di tutte le separazioni e l’integrità, dove è necessaria, compreso nella vita dello spirito che anima la persona e la società. È dolorosamente chiaro il fatto che il pensiero dualistico continui a dividere e a frammentare il mondo mentre i milioni di persone che stanno morendo di fame spirituale hanno un desiderio profondo di pace e di unità.

Mentre le donne da ogni parte del mondo chiedono una spiritualità nuova, la gente si risveglia al desiderio di un tipo di spiritualità non fondata o dipendente da un modo di pensare dualistico che continua a frammentare il mondo. In realtà molte donne si trovano spesso a chiedere una spiritualità nuova non fondata solo sulla preghiera personale ma anche sull’impegno per la giustizia sociale che sani le divisioni e le frammentazioni che esistono.

Le donne chiedono sia alle donne che agli uomini di dare espressione ad una spiritualità che afferma la “Parola” nel mondo, comprendendo sia la trascendenza che l’immanenza. È una spiritualità che guarda all’unità delle cose, che sente la relazion

2) Siamo chiamate costantemente ad esaminare criticamente l’aspettativa di una vita religiosa “orientata alla produzione” e a recuperarne lo spirito mistico. Purtroppo, in tante comunità religiose, la preghiera è diventata stantia e abitudinaria e non è più vissuta come presenza del soffio di vita dello Spirito. Oggi come non mai ci troviamo davanti ad una nuova sfida e al conseguente invito a ritornare al misticismo, a fare esperienza del rapporto di intimità con il divino e ad entrare a contatto con lo spirito di Dio. La vita consacrata “verde” è un modo di aiutarci a recuperare lo spirito mistico.

3) Proprio perché il mondo è frammentario e i sistemi che conosciamo sono in crisi, la richiesta di autenticità e di coerenza tra ciò in cui si crede e ciò che si fa non è esaurita. Anzi, c’è una maggiore consapevolezza del fatto che il senso deve emergere da dentro di noi e non essere imposto dall’esterno.

alità che lega il tutto in unità. L’ecofemminismo ci offre una nuova prospettiva del mondo e serve da sfida profetica nei confronti delle strutture e dei sistemi ingiusti.

Questo ci fa capire che è necessario avere un’istruzione e una formazione umana più personalizzata per arricchire il mistero unico e irrepetibile della persona. Ho detto prima che in ogni era si cerca il sé autentico, la persona che uno è chiamato e creato ad essere ma nel mondo postmoderno in cui viviamo dobbiamo crescere nella gratitudine per le complementarietà della crescita umana e spirituale. Dobbiamo pertanto incorporare nella nostra formazione religiosa un approccio più olistico, più integrale. orso polare

Suor Judette Gallares, RC

Pubblicato: Novembre 2010

Domanda per la riflessione:

Sr. Judette promuove la vita consacrata “verde”. Ti sembra di poter accogliere questo invito a vivere in modo contemplativo e compassionevole nel mondo di oggi? Se sì, puoi fare qualche esempio?

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