La presenza del sacro

Suor Judette, Lei ci dice che “come religiose siamo chiamate ad essere più attente alla presenza del sacro nel nostro cammino interiore, nella vita degli altri e in tutta la creazione”. Può darci qualche consiglio per aiutarci a diventare più consapevoli della presenza del sacro? Possiamo cominciare col sottrarre un po’ di tempo alle nostre giornate frenetiche per entrare in un silenzio profondo.

Anche la pratica di fare attenzione al ritmo del respiro e di cercare con intenzione di fare silenzio dentro di noi possono essere dei modi semplici di praticare il silenzio.

Il mondo è talmente rumoroso e noi abbiamo la tendenza a lasciare che il rumore entri nella nostra psiche. Per me questa è una disciplina importante.

Un esercizio semplice come quello di fare una passeggiata in silenzio, osservando con attenzione il creato che ci circonda, ci aiuta a sviluppare la capacità di sperimentare l’unità con tutto il creato; forse Gesù ha fatto un’esperienza simile quando andava in un posto tranquillo a pregare e a stare in comunione con Dio, su una montagna, o nel deserto, sotto le stelle e il firmamento.

bosco
arcobaleno Le idee proposte da Albert Nolan mi hanno veramente commosso; Nolan afferma che la piena partecipazione alla spiritualità di Gesù deve contenere un po’ della nostra esperienza di unità con il creato, dal momento che Gesù ha fatto esperienza di tutta la natura, compresi gli esseri umani, come creazione di Dio. S. Francesco d’Assisi, e come lui tanti altri santi, lo aveva capito.

Dobbiamo rileggere il vangelo e contemplare Gesù dal punto di vista del mondo postmoderno attuale.

Lo facciamo per incontrare in modo nuovo i valori e gli atteggiamenti di Gesù: quello che era importante per lui, le storie di vita che lo hanno colpito, quello che gli sembrava indimenticabile e importante, ciò che lo faceva commuovere e ciò che amava profondamente.

Per esempio, in preghiera, potremmo lasciare che Gesù ci racconti le sue esperienze di vita che hanno dato forma alla sua convinzione espressa nelle beatitudini, come, per esempio, quando ha detto “Beati gli afflitti...”? Quali sono state veramente le sue esperienze di dolore che lo hanno portato ad avere la certezza che “saranno consolati”?

Nell’essere attenti alla presenza del sacro nella vita quotidiana, possiamo avvicinarci ad esso con dei processi psico-spirituali.

Ciò significa che occorre fare attenzione alla ricerca dell’io autentico, la persona creata e chiamata ad essere, ma con maggiore riconoscenza per la complementarietà della crescita umana e spirituale.

Pertanto dobbiamo essere pronti ad accogliere alcuni processi psico-spirituali come strumenti che ci aiutano a conoscere e a capire meglio la complessità del nostro io interiore. Dobbiamo fare discernimento anche per evitare di cadere nella “trappola della moda”.

Dobbiamo scegliere gli strumenti che ci portano ad una maggiore auto-trascendenza e crescita spirituale.

meditazione

Suor Judette Gallares, RC

Pubblicato: Novembre 2010

Domanda per la riflessione:

Nella tua vita e nella tua situazione, come diventi sempre più consapevole della presenza del sacro in te stessa, nella vita degli altri e in tutto il creato?

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