Uniti alla comunità della vita

 Cosa significa essere uno con la comunità della vita? In che modo non ci accorgiamo della comunità della vita o la danneggiamo? Le persone con i capelli “d’argento” forse si ricordano una canzone che andava molto qui negli anni Sessanta nelle manifestazioni di protesta contro la guerra in Vietnam. “Where have all the flowers gone?...When will we ever learn?” (“Dove sono finiti tutti i fiori? . . . quando impareremo?”).

È una canzone che mi viene in mente tante volte, ma ora anche in un contesto più ampio e con una maggiore urgenza. Ora che stiamo attraversando la fase negli ultimi 65 milioni di anni in cui si sta estinguendo la stragrande maggioranza delle specie, potremmo cantare “dove sono finite tutte le specie?” o “dov’è finita l’acqua pura?” o “dove sono finite le belle foreste equatoriali, i ghiacciai, le isole della Polinesia?” E via dicendo.

incontaminazioneQuando pensiamo alle conseguenze del cambiamento globale del clima da una parte e all’aumento della militarizzazione e alla proliferazione nucleare sul pianeta dall’altra, non possiamo non riconoscere che è la Terra stessa a chiedere a noi esseri umani in modo drammatico di fare dei grossi cambiamenti. Stiamo trasformando questo bel pianeta in un immondezzaio. Certo che la realtà che ci ritroviamo ci fa veramente capire cosa significhi far parte di un’umanità responsabile. Ma possiamo scegliere di cambiare.

Quando impareremo? Quali sono i segnali che non abbiamo colto? Prima che esistessimo c’erano altre forme di vita. Forse sopravviveranno alla situazione che abbiamo creato, dal momento che non dipendono da noi. Noi, d’altra parte, abbiamo bisogno di loro per sopravvivere. Pensate un momento: senza alberi e vegetazione non possiamo respirare o mangiare. Noi esseri umani non possiamo separarci dal resto di quella che chiamiamo “natura” perché non possiamo esistere senza il sostegno costante che essa ci dà. Dato che siamo una delle specie apparse più di recente nella traiettoria evolutiva della Terra, portiamo nel nostro corpo e nella nostra psiche tutta la storia del pianeta.

fioriFacciamo tutti parte della comunità della vita, ed ogni specie ha un ruolo ben preciso nel contribuire al bene comune. Ma noi esseri umani dobbiamo scegliere il nostro ruolo e comportarci di conseguenza. Chi ci crediamo di essere?

Una delle prime esperienze consapevoli che ho avuto della “comunità della vita” è avvenuta in modo molto semplice. Avevo, per la prima volta, delle peonie che crescevano di fronte a casa mia. Quando sono arrivate le gemme mi sono accorta con orrore che erano praticamente coperte di formiche! Pensavo che le formiche si sarebbero divorate le gemme prima ancora che queste avessero la possibilità di sbocciare. Quando l’ho raccontato ai miei amici, ne sono rimasti decisamente divertiti. Come forse saprete, le formiche sono assolutamente necessarie per la fioritura delle peonie, dato che mangiano la sostanza appiccicosa che riveste le gemme e consentono così al fiore di aprirsi. Altro che distruttive, le formiche hanno un ruolo essenziale nel ciclo della vita delle peonie.

Stavo assistendo ad un fenomeno fondamentale di cooperazione nella natura, ma avevo immediatamente interpretato quello che vedevo con il filtro della competizione invece che vederlo per quello che è: un modello di reciprocità, di scambio. Ho cominciato a notare come le creature della Terra vivono in rapporto con i loro compagni nell’ambiente, ognuna al proprio posto, contribuendo il proprio dono, e ognuna ricevendo il dono delle altre.

animaliCi possono essere tante specie che vivono nello stesso albero ma solo una fa la casa dentro alla corteccia, mentre un’altra si fa il nido sui rami. Un uccello che ha il becco appuntito per aprire la noce lascia tanti avanzi e, tanto per non smentirsi, un animale di un’altra specie si affretterà a mangiarli! Uno mangia di giorno, l’altro si nutre di notte.

Più mi mettevo ad osservare, più vedevo. Gli escrementi delle vacche attirano presto gli scarabei che ne accelerano la decomposizione, procurandosi un buon pasto e preparando i rifiuti per l’arricchimento del suolo.

Ho letto che alcune specie marine hanno come delle “stazioni di servizio” dove puliscono (offrono una vera e propria igiene dentale) e “sistemano” altre specie. Il membro di una specie, tipo un cane o una tartaruga, può occuparsi, persino nutrire, un membro di una specie diversa. Dovunque guardassi, vedevo che c’era collaborazione! Le specie non umane sembrano capaci di vivere insieme collaborando in modo che ognuno può sopravvivere e star bene. E perché noi no?

Sr. Elaine Prevallet, SL

Pubblicato: Settembre 2009

Domanda per la riflessione:

In che modo posso verificare di che cosa ho veramente “bisogno” tenendo presente tutta la comunità della vita? Su cosa si appoggia il mio senso di fiducia più profondo?

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