Accettazione – e differenze che possono portare alla guarigione

Vorrei rispondere alla dichiarazione di P. Gittins: “Siete cristiani e quindi persone che vivono, che trasmettono e guariscono con la speranza. Si tratta di una componente essenziale del vostro carisma di guarigione. La vostra speranza è radicata e fondata nelle promesse di Dio che non abbandona mai coloro che amano ..... "

beth RindlerCredo che le persone che hanno sperimentato l'amore da un altro essere umano o da qualsiasi altra creatura, hanno fatto l’esperienza della presenza di Dio nella loro vita. Se, per qualche ragione, una persona si fa male o è ferita a livello fisico, emotivo o spirituale, questa può guarire completamente se ci sono le giuste condizioni. Questa 'capacità di guarire' è profondamente radicata nella nostra natura umana e nella natura in generale.

Il fenomeno di guarigione è una bella realtà da testimoniare sia per esperienza personale che con altri. Credo che questo sia il motivo di fondo dello sviluppo dell'arte della medicina. Infatti molti trovano un senso di gioia e soddisfazione nel partecipare al processo di guarigione, nell’approfondire le condizioni necessarie per la guarigione, e nel condividere questa conoscenza con gli altri.
Penso che in nessun momento della mia vita ho mai provato l’abbandono da parte di Dio. Di conseguenza, ho la profonda convinzione che Dio mi ha sempre amato.

Nel cercare un’esperienza in cui ho testimoniato la guarigione di altre persone attraverso la condivisione di fede e di speranza, ricordo la nascita e la vita di Becky, la mia sorella più giovane. È nata nel 1952, dopo i miei primi voti. Ci siamo subito rese conto che era diversa da tutti noi. A quel tempo, avevo cinque fratelli e sorelle.

Fu la prima volta che sentii parlare di sindrome di Down - e non era certo quello che chiunque avrebbe voluto scegliere. Comunque, Becky è cresciuta con noi e, anche se era diversa, è stata accettata e valorizzata come ogni altro figlio. È cresciuta con la sua personalità e ha dato pienamente il suo contributo come ogni altro membro della famiglia. Si è rivelata una persona molto amorevole. Non le piacevano i disaccordi o le discussioni, e nel suo modo originale diceva o faceva sempre qualcosa per fermarli.

Non sono sicura se questo è un buon esempio. Il motivo per cui mi viene in mente è che la sua presenza tra noi avrebbe potuto "dividere" la famiglia, ma non è stato così. Si è ben inserita anche con le sue differenze e anzi ha guarito la rottura ancor prima che si potesse creare.

Sr. Beth Rindler, SFP

Pubblicato: Aprile 2012

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