Spiritualità: segno dei nostri tempi

 

Sieger Köder: Il ritorno del figlioI segni dei tempi che circondano la nostra vita racchiudono in sé il futuro. Tendono a sfidarci, indipendentemente dal fatto che possiamo essere pronti o meno, a protenderci oltre quello che stiamo vivendo nel presente. I segni dei tempi tendono ad allargare i nostri orizzonti, penetrano nell’anima e ci chiamano costantemente adessere più di quello che siamo in ogni momento.  Uno di questi segni dei tempi è la fame universale di spiritualità. 

Cosa si intende per spiritualità? Per tanti è una parola che richiama immagini di santità, di pietà, di misticismo o persino di New Age. Tuttavia la spiritualità non consiste tanto in immagini ma è una parte del nostro essere che esprime i desideri più profondi del cuore.

La spiritualità non è una scelta personale di alcuni. No, tutti hanno una spiritualità! I desideri del cuore si esprimono nelle scelte quotidiane e nelle azioni della vita. È con le scelte e le azioni che lo spirito è vivo e l’anima si esprime.

La spiritualità non è una scelta personale di alcuni. No, tutti hanno una spiritualità! I desideri del cuore si esprimono nelle scelte quotidiane e nelle azioni della vita. È con le scelte e le azioni che lo spirito è vivo e l’anima si esprime.

La fame di spiritualità si presenta con tanti volti nella nostra società, tra cui il desiderio ardente di avere una forza interiore per sapere come affrontare meglio la vita, il desiderio di avere la pace interiore nel ritmo caotico del mondo e l’esperienza di libertà dalle paure e dall’ansia che attanagliano tutta l’umanità.

Ma forse il segno più evidente del bisogno di una spiritualità solida è la fame insaziabile che abbiamo di essere interi, completi, attraverso la guarigione delle ferite, delle sofferenze e delle fratture. Dove possiamo trovare gli elementi che ci guidano verso la completezza che tanto desideriamo e a cui aneliamo con ogni fibra del nostro essere?

La fonte è la vita di Gesù che è venuto ad insegnare, a predicare e a guarire.  Le storie del Vangelo ci presentano Gesù nel ruolo di maestro, di predicatore e guaritore. Ci sentiamo attirare spontaneamente dagli incontri che Gesù aveva con chi aveva bisogno di essere guarito, perché sono molto simili alla nostra vita.  Sperimentiamo le fratture causate dalle guerre nel mondo, dalla violenza nelle strade, dalle famiglie divise, dalle differenze e dai nostri rapporti feriti con le sorelle e i fratelli.

Ma come ha fatto Gesù a portare guarigione e completezza nella vita degli altri? Gesù è diventato il segno vivente del suo tempo accettando gli altri esattamente dove e come erano e incoraggiandoli ad essere di più. Ha offerto loro la libertà dai sensi di colpa, dal peccato o dalla mancanza di perdono. Gesù ha incoraggiato gli altri a ‘vedere’ in modo diverso da quello a cui erano abituati, a vedere con gli occhi della misericordia e dell’amore piuttosto che del giudizio o della condanna. Gesù ha un amore particolare per i perduti, per coloro che sono immersi nel proprio deserto interiore e per coloro che hanno perso di vista il proprio io esagerato o le proprie pretese. Gesù ha un rispetto immenso per la persona. Tratta ognuno come unico e lo ama personalmente. L’amicizia che Gesù dava a ciascuno e a tutti ha generato l’energia divina di guarigione.   

Sono lezioni semplici tratte dalle storie che nel Vangelo descrivono le guarigioni. Sono lezioni che siamo tutti in grado di imparare e di vivere. 

Ed ora siete invitati a nutrirvi di alcune storie di guarigione che le suore ci hanno mandato dai vari angoli della terra...

Riflettendo sulla spiritualità della guarigione, sento vere le parole di sr. Antonietta Potente: ‘la guarigione avviene soprattutto in strane trasformazioni silenziose’.

Le trasformazioni silenziose nella mia vita quotidiana comprendono la preghiera silenziosa di guarigione che faccio per tutti i miei compagni di viaggio in metropolitana. Dio sa meglio di chiunque altro di che cosa ciascuno ha bisogno per essere sanato. A volte ho il piacere di conversare con altri in metropolitana e vedo che sono molto contenti di essere ascoltati o che qualcuno preghi per loro. 

Un’altra trasformazione interiore è avvenuta qualche anno fa, durante un periodo sabbatico in Florida. In quel periodo pregavo in modo diverso, rispetto a come ero abituata a fare. Mi sono chiesta se stavo veramente pregando...

Mi sono accorta allora che si stava verificando una trasformazione dentro di me: la mia preghiera era diventata contemplazione e lode! Contemplavo i bellissimi aironi, le gru e gli uccelli esotici e le palme che danzavano nel vento e lodavo Dio per l’immensa varietà del creato. Anche quella era preghiera!  

La potenza della guarigione mi è stata ricordata anche da un medico che, rassicurandomi dopo un incidente per quella che sembrava una gamba rotta non lo era, ha detto: “Dio è con lei!” È messaggio di fede, che tutti abbiamo bisogno di sentire... e di credere.   Sr. Bernadette Sullivan, USA

Daniel Bonnel:Madre Francesca

Sono convinta che lo Spirito Santo abbia versato nel cuore della nostra fondatrice, Madre Francesca, la grazia incredibile di riconoscere nei poveri e nei sofferenti il volto sfigurato del divino Salvatore.

Il compito che abbiamo a nostra volta è di essere particolarmente attenti a scoprire la presenza di Gesù nei volti sfigurati di chi soffre fisicamente, moralmente o spiritualmente.

L’esperienza di questi incontri fa nascere il desiderio di agire, con delicatezza e fantasia e di diventare strumenti di guarigione dopo essere stati noi stessi guariti per primi. Sr. Marvi Delrivo, Senegal

 

Siamo nelle mani dell’Artista che ci ha creati e che ci ri-crea con un amore immenso, dandoci la libertà di continuare a migliorare l’opera seguendo l’ispirazione che riceviamo dal divino Artista.
Nelle mani di DioPer ottenere un’ispirazione così suprema dobbiamo essere in sintonia con noi stessi, con gli altri, con il cosmo e con il divino. La bellezza dell’arte è nel trascendere quello che siamo.

Il mio cammino spirituale si colloca in questa modalità artistica che, ogni giorno, viene adornata e restaurata dalle mani dell’Artista. Spesso in questo processo ci sono delle parti misteriose e sconosciute che si fanno più chiare a mano a mano che ne capisco più profondamente il significato. Io cerco perciò di percorrere il cammino dello svuotamento dell’egoismo, per essere riempita dell’amore di Dio.  

Quando coltiviamo la capacità di ascoltare il nostro essere più profondo, con orecchie spirituali, scopriamo anche che i nostri occhi si aprono a vedere le cose in una prospettiva diversa.

Tutto il movimento dinamico mi fa capire che la guarigione avviene dal di dentro per poi esprimersi anche esternamente. Sr. Lécia José da Silva, Brasile

Come infermiera mi interrogo spesso sul senso della guarigione e della malattia e come Suora Francescana dei Poveri mi chiedo come posso “prendermi cura” di coloro che quotidianamente incontro.

Nel vivere questo servizio prendo sempre più consapevolezza che nella malattia è implicita una dimensione di fragilità e di limite che, se accolta, diviene opportunità per un cammino di guarigione… forse non fisica ma sicuramente interiore.

Cerco di vivere il mio servizio con responsabilità, ma anche nella disponibilità a far spazio alle scelte libere di chi è malato e di chi gli sta accanto. Con stupore sempre nuovo mi accorgo che solo dentro un cammino di guarigione si è capaci di gesti gratuiti e nel contemplarli rendo grazie a Dio che attraverso quei gesti si rivela. Sr. Mara Bellutta, Italia

Arcaba Emmaus

Quando l’uragano Katrina ha colpito la Louisiana e il Mississippi devastando la zona del Golfo del Messico, il gruppo giovanile della parrocchia S. Bartolomeo di Cincinnati (Ohio) ha organizzato un campo di lavoro per andare ad aiutare le zone colpite dall’uragano. C’erano 48 partecipanti pieni d’energia, giovani e adulti, compresa la sottoscritta. E ce n’era bisogno! C’erano cuori da sanare, case da ricostruire, spese da fare.

A mezzogiorno arrivavano a mangiare, e anche alla sera, dato che pochi avevano la possibilità di cucinare. Arrivavano, mangiavano e raccontavano la loro storia. Era chiaro che la nostra presenza li aiutava a guarire.

A livello più personale, qualche anno fa mi è stato diagnosticato un tumore che mi ha portato a fare la trafila degli accertamenti, della chemioterapia, della radioterapia e alla fine dell’intervento. Chi si prendeva cura di me è stato gentile, sensibile e rassicurante: mi ha dato speranza. Ho fatto anche delle terapie alternative, compresa la preghiera, la meditazione, il tocco di guarigione, l’agopuntura e lo yoga, che mi hanno dato energia di guarigione. Dopo otto anni ringrazio Dio di essere completamente guarita. So che le suore e i medici e il personale sanitario hanno tutti contributo alla mia guarigione. Ora cerco di essere a mia volta una presenza di cura perché il circolo possa continuare...   Sr. Karen Hartman, USA

Se cerco il modo migliore di esprimere cos’è per me la spiritualità di guarigione, mi vengono in mente le aspirazioni di san Francesco, di santa Chiara e della nostra fondatrice, Madre Francesca, che tendono ad essere - in modo semplice e normale - protesi verso gli altri. Cerco di essere piu attenta alle modalità della guarigione quotidiana: una semplice preghiera per un altro, un sorriso o una parola di incoraggiamento per chi incontro ogni giorno. Allargando la cura agli altri, la sperimento anche in modo simile nella mia vita, attraverso chi prega per le mie intenzioni, chi è buono nei miei confronti e chi è segno di speranza. La vita nuova ci arriva in tanti modi... 

Sr. Mary Louise Sahm, USA

preghieraIn un momento particolare della mia vita ho sperimentato la forza del nostro carisma di guarigione.Il mio cuore era chiuso, in preda ai sensi di colpa e alle paure. Il Signore con il suo amore mi è venuto incontro in molti modi, in particolare attraverso la preghiera contemplativa .

Questo modo di pregare mi ha aiutata a riscoprire in modo forte e chiaro la presenza di Dio in me e intorno a me, una presenza che mi ha ridonato pace, serenità, unità, perdono…

Ho sperimentato la forza della preghiera, dello stare alla Sua presenza e dell’importanza di custodire ogni giorno questa presenza per donarla al mondo. E nel mio cuore pian piano ho sentito la guarigione…

Sr. Gabriella D’Agostino, Italia

La guarigione è un balsamo che allevia, lenisce e restituisce la vita. Per me è prima di tutto un dono che devo accogliere accettando le mie ferite. È accettare la mia guarigione che mi aiuta a diventare uno strumento di Dio per andare incontro al bisogno di guarigione dei fratelli e delle sorelle.

Sr. Sophie Dioh, Senegal

Roxana è una donna straniera accolta nel  “Laboratorio creativo di Progetto Miriam”.Cinquant’anni, sola, sfiduciata e con vari fallimenti lavorativi alle spalle. Nel primo periodo è molto silenziosa poi, col passare del tempo, inizia a raccontarsi e condividere alcuni pezzi della sua storia.

Incoraggiata e valorizzata per ciò che è e sa fare acquista più fiducia in sé: il calore di un ambiente familiare e accogliente e la condivisione della quotidianità fanno rifiorire la speranza nella sua vita.

Dopo alcuni mesi riesce a trovare un lavoro in un’altra città e parte con coraggio e fiducia. Ci chiama dopo un mese e ci dice: “Grazie perché mi siete state vicine”. A volte basta davvero poco per essere strumento di guarigione e di cura!

Sr. Monica Stasi, Italia

Come assistente pastorale mi rendo conto che un sorriso, un volto amico, una presenza serena sono bene accolti da chi è in crisi o si confronta con le domande fondamentali della vita. Non penso di avere risposte o soluzioni da proporre ma, ascoltando con attenzione, vedo che insieme possiamo cercare gli ambiti in cui la Luce Divina sta già penetrando le tenebre che le persone stanno incontrando. 

La mia speranza è che, come per san Francesco, il mio ministero di guarigione si fondi sull’ascolto incentrato su Cristo, in cui posso farmi presente alle necessità e alle preoccupazioni degli altri ad un livello più profondo. Secondo la mia esperienza, quando chi è alla ricerca incontra la presenza della Pace e della Luce divina, si scopre anche capace di trovare le risposte di cui ha bisogno.

Con questo servizio spero di essere, nel mio piccolo, uno “strumento di pace” nel mondo d’oggi.   

Sr. Betty Igo, USA

Pubblicato: 2012

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