Sei qui:

 

adol 2017 02momento di attivitàDa circa tre anni due parrocchie di Pistoia S. Benedetto e S. Francesco si sono messe insieme per fare un percorso con i ragazzi del dopo cresima: sono una quindicina ed è una bella sfida trovare modalità e temi che possano catturare la loro attenzione.

Con meraviglia e stupore partecipiamo alla loro gioia di stare insieme, di raccontarsi e di parlare di cose profonde.

Un giorno abbiamo fatto un’attività particolare: dovevano rappresentare in chiave moderna la parabola del buon samaritano.

È stato bellissimo vedere come i ragazzi, con la loro fantasia hanno rappresentato la scena ambientandola nella Piazza del Duomo della città: un ragazzo  viene scippato cade a terra e nessuno lo soccorre, passa una suora e non si ferma poi passa un bravo ragazzo di parrocchia e neanche si ferma e alla fine passa un Rom si ferma e se ne prende cura… per pensare al Samaritano di oggi vedevano un Rom, interessante! Nel dialogo successivo con loro è emerso che le persone più rifiutate di oggi sono i Rom e si sono espressi sui tanti pregiudizi che loro stessi hanno verso questo popolo.

adol 2017 01un'uscita con i ragazziNoi animatori abbiamo colto l’occasione per invitare all’incontro successivo un ragazzo Rom che conoscevamo. Quando è arrivato, si è messo a giocare con loro e poi ci siamo presentati, ma T. non ha detto subito di essere un Rom.

Abbiamo fatto un’attività facendo emergere i pregiudizi che portiamo dentro e alla fine abbiamo chiesto a T. se aveva vissuto dei pregiudizi nella sua vita. 

A questo punto T. racconta che, essendo un Rom, ha vissuto sulla sua pelle, sin da piccolo, il pregiudizio e la non-accettazione e ha dovuto lottare per farsi conoscere al di là delle etichette e degli stereotipi. I ragazzi, anche i più vivaci, ascoltavano con gli occhi sgranati, pieni di stupore e curiosità, hanno fatto tante domande e alla fine hanno detto che non si aspettavano un Rom così e che desideravano conoscere di più questo mondo e hanno chiesto se potevano andare a trovarlo. Qualcuno ha detto di avere dei Rom nella sua classe e che si sentiva spinto a non far sentire più il pregiudizio e l’indifferenza.

adol 2017 03l'incontro con il nostro amico RomCon T. è rimasto un legame molto bello, ogni tanto viene a trovarci e sta con noi agli incontri; è sempre una presenza gradita e positiva.
Da questa esperienza abbiamo compreso quanto è vero che quello che non conosciamo ci spaventa. Il compito educativo è proprio questo: aiutare i ragazzi a pensare, a conoscere e a non fermarsi al sentito dire e soprattutto a far scoprire che dietro il volto di ogni fratello e sorella c’è Gesù.

Sr Maria Gabriella D'Agostino, sfp

Pubblicato: 02/05/2017