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Ebbene si, c’è stata grande connessione tra Vermicino e Roma dal 22 al 25 aprile, in occasione del Giubileo della Misericordia dei ragazzi e delle ragazze: tra tanti giovanissimi provenienti da varie parti del mondo c’eravamo anche noi, arrivati da diverse città d’Italia: campo base, Vermicino.

giub ad 05Ci siamo preparati al passaggio della Porta Santa della Misericordia, attraversando queste altre “porte”:
la porta del Coraggio, per buttare via le nostre maschere e farci vedere così come siamo;

la porta dell’Accoglienza dell’altro, per apprezzare tutto il buono che c’è in ciascuno;

la porta della Fiducia, per un incontro più vero con l’altro;

la porta della Riconoscenza, per essere grati dei doni che abbiamo e di quelli degli altri.

Ci siamo anche idealmente connessi con Aachen, dove abbiamo conosciuto Francesca Schervier.

Insieme a lei abbiamo attraversato la porta della Generosità: Francesca ci ha mostrato come lei stessa concretamente ha vissuto la misericordia, stando vicino alle persone in difficoltà.  

giub ad 01Ed ora facciamo alcune domande ai ragazzi che hanno partecipato a questa avventura.

  •  Cosa porti con te nello zaino?

Io mi porto e non dimentico il clima di unità e serenità sperimentati e tutti gli aiuti ricevuti. Tutti i sorrisi, specialmente quelli condivisi con chi conoscevo meno.

Il ricordo di tutte le persone conosciute e ritrovate in questi giorni.

La fiducia che è nata ed è cresciuta immediatamente.

Il coraggio che tutti abbiamo messo in cose che ci espongono molto al giudizio degli altri.

I pregi del mio carattere che ancora non avevo scoperto.
La riconoscenza per chi ha permesso l’esperienza di questi giorni.

  • Cosa lasci sul comodino della tua stanza?

giub ad 04Il rapporto che ho costruito con Dio, per riprenderlo ogni singolo giorno, anche grazie alla Messa di papa Francesco che mi ha fatto capire molto.

Le maschere, perché non sono ancora sicura di poterle buttare del tutto.

Le emozioni che ho provato in questi giorni e che devo imparare a gestire.

Le riflessioni e le domande sorte su di me, sul mio rapporto con

Dio e con gli altri, in modo da poter continuare a rifletterci e riprenderle al momento opportuno.

 

  • Cosa butti nel cestino?

Tutte le finte maschere che portavo e che ho capito non servono, perché posso mostrare il mio vero essere.

Alcuni piccoli pregiudizi che mi ero fatto su alcuni compagni, che poi si sono rivelati molto simpatici.

Le parole che non avrei voluto dire e gli atteggiamenti che non avrei voluto acquisire.

I momenti in cui penso tutto negativo.
Non butterei nulla, nemmeno la fatica fatta perché senza di quella non saremmo arrivati dove siamo arrivati.

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Pubblicato: 13/07/2016