Mi fido di te

 

 

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"Mi fido di te" è il titolo della tre giorni per consacrati e giovani in discernimento svoltasi dal 4 al 7 luglio scorso con Papa Francesco a Roma; poche parole che hanno la capacità di dare nuova vita, compiere una rinascita in noi. Quante volte investiti di tale fiducia ci siamo sentiti amati e capaci di grandi cose?
 
E’ stata una bella opportunità per incontrarsi, conoscersi, fare festa insieme, ascoltare la parola della Chiesa e soprattutto incontrare ed ascoltare le parole del Santo Padre. 
Ecco le esperienze delle nostre:

“Culmine di questa esperienza è stato per me l’incontro in aula Paolo VI con Papa Francesco. La sua semplicità disarmante, la gioia di incontrarci, il desiderio di parlare al nostro cuore con verità e affabilità hanno reso questo momento una sorgente a cui attingere per continuare a camminare con Cristo. Il Papa ci ha invitato alla gioia e alla trasparenza verso noi stessi e verso i formatori,  ci ha incoraggiato a porre saldamente i nostri passi in Gesù piuttosto che sulle nostre sicurezze. Ci ha, inoltre,  indicato due validi strumenti per camminare alla sequela di Gesù: sperimentare senza paura l’infinita misericordia di Dio e la bellezza della vita comunitaria.
Molto bello anche il momento di festa vissuto venerdì sera in piazza del Campidoglio. Tra testimonianze, canti e balli è emersa la grande voglia di vivere e gioire che ciascuno di noi porta dentro. Attraverso il racconto di storie semplici ma allo steso tempo uniche ed irripetibili, attraverso il fascino dell’arte in vari modi espressa e orientata a Dio,  l'intero momento mi è sembrato un “celebrare” insieme la bellezza della vita, la bellezza del ri-donare questa stessa vita a Dio, ai fratelli e alle sorelle”. C.


“Papa Francesco, i vescovi e i testimoni che ci hanno accompagnato in questi giorni mi hanno aiutato a ri-centrare lo sguardo su Gesù. "Accade e riaccade" là dove siamo; come i discepoli di Emmaus che dopo aver incontrato nella vita Cristo hanno bisogno di incontrarlo nuovamente nel gesto dello spezzare il pane quando tutto sembrava finito. Sembra scontato e talvolta assurdo ricordare a chi sta intraprendendo un cammino di consacrazione che: si deve pregare e si deve annunciare Cristo ma, con stupore, mi accorgo di quanto forte e nuovo sia questo invito per me oggi!

Coltivare una relazione con Dio quotidiana, una “ vocazione mattutina”, fatta di trasparenza, verità, non chiacchericcio, autenticità, coerenza uscendo da noi per incontrare Lui, e ancora, uscendo da noi per incontrare gli altri, per annunciare Gesù. 
Reduce dal concerto di Jovanotti mi sento di aggiungere al mi fido di te... che cosa sei disposta a perdere? Papa Francesco nel desiderio di una chiesa missionaria mette vicino alla gioia della consolazione e alla preghiera anche la croce, marchio del cristiano e unica via per rinascere a nuova creatura. Credo che una sfida grande sia proprio questa disponibilità a perdersi per ritrovarsi. Con questo desiderio auguro a tutti un cuore nuovo, un cuore libero e missionario”. R.

Pubblicato: 26/07/2013


 

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