Step by step, la vita si trasforma

 

 

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Anche quest’anno si è concluso il percorso che vede protagoniste le ragazze. 
Come in filigrana, il nostro carisma di cura e guarigione ha fatto risaltare la bellezza di ciascuna di noi.

Insieme abbiamo imparato a guardarci con gli occhi di Dio per scoprirci donne, amiche, sorelle, percepirci dono da far risplendere.
 Condividiamo alcune esperienze dell’ultimo step: “per un dono da condividere,” con il desiderio di far arrivare a tutti voi la stessa voglia di radicarci nel vangelo, che trasforma la nostra vita… step by step!


Sottofondo musicale, una tavoletta, un po ’ di argilla e… NOI ragazze, con le nostre storie e la voglia di dargli vita!
Lavorare l’argilla è stato come tornare bambina, con quello stupore e quella  voglia di creare qualcosa con le mie mani , di dare forma e sostanza alla mia immaginazione. Plasmare l’argilla mi sembrava impossibile ma poi toccarla, distruggerla e ricomporla è stato tutto cosi spontaneo. A guidarmi: io, il mio presente, i miei desideri che si trasformavano e prendevano forma. È stato commuovente vedere come ognuna si raccontava attraverso la sua creazione.
 Nella mia: la ricerca di luce, amore, pienezza;  ma anche  la voglia di volare verso il cielo, per sentirmi leggera e ammirare il mondo dall’alto, senza esserne immersa!! C.



Beh, dopo lo stupore e il lavorio iniziale l'argilla ha cominciato a parlare da sola assumendo forme nuove, diverse, mutanti... È stato bello vedere la propria "scultura" con gli occhi delle altre; ciascuna ha lasciato accanto ad ogni scultura un foglietto, con una o due parole riguardanti la sensazione che suscitava in lei quell’ “opera d’arte”. 
Alla fine, ciascun’artista le ha messe insieme , componendo una poesia che abbiamo condiviso. S.


Io: dono da accettare. 
Di fronte  all’intensità di tale tema, può sembrare inutile qualsiasi commento.
 Non  siamo noi  a scegliere  di venir alla luce e sappiamo che dobbiamo restituirla, prima ancora siamo chiamate ad accettarla  e  condividerla.
Allora mi chiedo: io, a  che punto sono? sono capace di  condivisione o di accettazione? E ancora  prima: io posso essere un dono? Sono questi i sentimenti che mi  hanno accompagnato durante la drammatizzazione sul vangelo dell’Annunciazione con la preghiera di poter comprendere in pieno me, dono da accettare e condividere… prestando attenzione a tutti i segni d’ amore che Dio vorrà  lasciarmi.  M.



Sabato pomeriggio siamo state al centro Raggi di sole, lì abbiamo incontrato suor Giuliana che ci ha raccontato un po’ di sé, del suo seguire Gesù e del servizio ai senza fissa dimora che svolge proprio in quel centro. L’ambiente è piccolo ma accogliente, essenziale e curato insieme. Spostati i due tavoli al centro della stanza ci siamo sedute in cerchio, nell’ascoltare Giuliana, mi sentivo fortunata, grata di stare lì accanto e contemplare la bellezza che si sprigionava dalla sua vita… bellezza che rimanda ad un Altro, che un giorno ha incontrato e deciso di seguire, da cui ogni giorno si fa insegnare come stare accanto ai fratelli ed alle sorelle: nei suoi occhi la bellezza di Dio.  M.C.


In quest'ultima tappa di STEP BY STEP mi ha colpito il laboratorio che ci ha invitato a riflettere sulle frasi che ognuno è solito dire quando è preso dagli affanni della vita. Mi è risuonato molto familiare il MAI della frase "Non ce la farò mai"!!
 Mi ritrovo spesso a pensarlo per comodità o perché sono arrivata al limite, mi è stato d'aiuto cambiare quel “mai” in un SI che poi diventa "sì, ce la voglio, ce la posso fare!". Ho iniziato a capire che cambiare queste espressioni totalizzanti in possibilità e volontà, cambia la prospettiva davanti ad un problema, una difficoltà, una fatica ed offre nuove possibilità! A.



Sono giunta a Vermicino dopo aver vissuto quest'anno il percorso vocazionale offerto dai Minori di Lombardia, e il mio stato d'animo riguardo il tema “vocazione” era un misto di orgoglio e stanchezza. Orgoglio un po' infantile di chi crede di sapere tutto, e questa stanchezza perché la mia fede è ancora impastata con l'immagine di Dio - ”master of puppets” e di vocazione come un terno al lotto che difficilmente azzeccherò.
Il signore mi ha rammentato che discernimento è abituare i miei occhi a scorgere la Sua presenza e che mi aspetta nella mia vita per donarmi una “casa comoda” in cui abitare, una casa modellata su chi sono e cosa mi può dare gioia nella vita! M.

Comunità Sant'Antonio - Casetta Nova

Pubblicato: 25/06/2013

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