Germogli di vita nuova

 

 

Nella comunità di Casetta Nova  nei  Castelli Romani c’è il Centro Giovanile. 
È una casa che accoglie ragazze desiderose di vivere un’esperienza di condivisione alla luce del Vangelo. 
Risponde alla richiesta di quante avvertono il bisogno di fare spazio a Dio nella loro vita, per vivere con semplicità e gratuità il quotidiano fatto di lavoro, relazioni, preghiera e tempo libero, ma anche di servizio ai poveri e cura del propria crescita. 
Attraverso l’esperienza della vita condivisa ciascuna si dona per ciò che è e scopre talenti nascosti e doti impensate!


L’incontro con la compassione e la misericordia di Dio che si prende cura delle nostre fragilità e sana le nostre ferite è il dono più prezioso di cui noi Suore Francescane dei Poveri continuiamo a fare esperienza e che vogliamo condividere. 
L’esperienza al centro giovanile aiuta a prendere consapevolezza di sé e a maturare la propria scelta di vita nel matrimonio, in un impegno attivo nella società, in una scelta di consacrazione.
 La nostra comunità è aperta all’accoglienza, anche per brevi periodi, di quante desiderano conoscere questa realtà.

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Due ragazze che hanno fatto l’esperienza lo scorso anno ci raccontano …
“A chi mi ama mi manifesterò”: un invito e una promessa che risuonano forti tra le mura di Casetta Nova.
Una Parola che chiama alcune giovani a mettere Dio al centro, a dare a Lui un tempo e uno spazio nella gratuità.
Non un’idea, non un sogno, ma un’esperienza vissuta, durante la quale Dio si manifesta con originalità, aprendo vie impensate,restituendo dignità e bellezza. È quanto raccontano Arianna e Silvia che l’hanno sperimentato in prima persona ed ora ci fanno intravvedere i germogli di vita nuova
che sono sbocciati dal cammino condiviso a Casetta Nova.

cg 03L’esperienza del Centro Giovanile è stata, e continua ad essere, per me fondamentale, il perno saldo del mio camminare alla sequela del Vangelo. Un anno fa, prima di arrivare a Casetta Nova, si agitavano dentro di me diversi interrogativi ed ero alla profonda ricerca di pienezza, autenticità, coerenza. Ero determinata a mettermi totalmente in gioco per trovare quelle verità che non distinguevo in mezzo a tanta confusione. Il mio percorso è stato soprattutto nel mettermi in ascolto, lasciandomi lavorare dalla realtà che è l’unica dimensione capace di svelare ciò che si è chiamati ad essere.
La realtà, la quotidianità e soprattutto la fatica che si prova a contatto con le proprie resistenze sono state gli snodi cruciali dell’ esperienza. Quando sono partita ero contratta in una rete di paure e preoccupazioni che non mi permettevano di guardare con nitidezza e stupore quanto di più bello potesse offrirmi la vita. La comunità, alla cui base “vige la legge” dell’amore scambievole, è stata veicolo di un Amore che non si risparmia e che dà tutto. Questo sguardo accogliente e di infinito bene che ho percepito, si manifestava nei ritmi regolari di una vita ordinata, nel prestare servizio in ambienti dove viene offerta un’occasione di speranza a chi ha perso l’orientamento nella vita, negli incontri di formazione dove conoscere più approfonditamente la Parola, nel condividere la stanza e il quotidiano con altre compagne di viaggio.
Mese dopo mese mi accorgevo come la mia identità si liberasse da schemi di giudizio e lentamente la mia persona assumesse una forma più delineata e autentica e, seppur sempre consapevole delle fragilità, ormai salda nella convinzione che come figlia amata muovevo i  primi passi come vera Arianna, rinnovata alla luce del Vangelo e desiderosa di sperimentare quanto appreso e vissuto.
Le sorelle che mi hanno accompagnata nel cammino sono state il segno più concreto dell’amore che guarda al bene della persona e combatte con grande coraggio perché “il fiore sbocci”.
Al concludersi dell’anno il passo di crescita è stato dettato dal richiamo forte del “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, così ho iniziato una nuova avventura universitaria che se da principio mi sembrava folle, ora inizia ad assumere i contorni di una nuova strada da percorrere, una strada sfidante, ma possibile poiché “tutto posso in colui che mi dà la forza”. Arianna


cg 02Il Centro Giovanile è stato per me un tempo donato, uno spazio ritagliato per re-imparare a prendermi cura di me stessa, grazie alle sorelle di comunità che mi hanno fatto da specchio.
Un tempo privilegiato per imparare a vivere ri-centrando tutto in Dio, nella vita di tutti i giorni, dentro la quale Lui riserva sempre sorprese e avventure.
Quando ho deciso di arrivare a Casetta Nova mi trovavo in un periodo di ricerca affannosa, dubbi, incertezze, paure, insicurezze radicate e sensi di colpa. Nonostante tutto mi sembrasse faticoso e incerto, ho provato a starci e proprio la mia sete di chiarezza e verità mi ha spinta, poco a poco, a lasciarmi cullare e abbracciare da Dio, attraverso le persone che mi ha messo accanto.
Ho provato a  vivere con amore quello che mi veniva proposto, non sempre ci sono riuscita, ma la cosa che mi ha fatto crescere è stata la mano della sorella pronta ad aiutarmi per rialzarmi, la parola, il gesto d’amore gratuito che ho imparato ad accogliere senza sentirmi immeritevole.
Il frutto più importante di questi mesi è stato per me l’essermi ritrovata, aver riscoperto di essere Figlia Amata e che Dio è al primo posto sempre e comunque nella mia vita! Silvia

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