...E rifiorisce la vita!

 

Tanti giovani oggi fanno fatica a trovare un senso, una direzione, un lavoro e persino l’amore di Dio! “Oggi sognare un futuro positivo richiede una buona dose di ottimismo e di speranza, doti difficili da trovare in giro!”. A prima vista sembrano parole di una persona “attempata” segnata dalle vicissitudini non sempre positive della vita.

Sono, invece, le parole di un giovane che si affaccia alla vita, ha tante e diverse prospettive dinanzi a sé, eppure quanta fatica per scorgerle e crederci. E non è solo. Ci sono tanti giovani oggi che soffrono come lui.

Come Suore Francescane dei Poveri desideriamo condividere il dono di guarigione con queste giovani vite, per restituire speranza e fiducia, insieme al coraggio di saper guardare ai germogli, a volte piccoli, ma presenti. Cerchiamo di incontrare i giovani per annunciare la bellezza e la gioia che vengono da Dio, per scoprirci tutti - giovani e meno giovani - persone alla ricerca di verità, di giustizia e di bellezza. Dalla condivisione delle esperienze e del cammino nasce la possibilità di non sentirsi soli, di vivere uno scambio profondo e si trae forza nel trovare coetanei che sostengono, tra slanci e fatiche, gli stessi ideali.

Stando in mezzo a loro, ci accorgiamo che hanno una sete e una curiosità molto più grandi di quello che spesso si pensa, che innanzitutto hanno voglia di cercare e non si accontentano di una risposta qualunque. Ragazzi e ragazze che accolgono la sfida di un percorso che disarma, fa aprire gli occhi, sorridere e anche piangere. Ragazzi e ragazze che gustano un Dio che si fa vicino, con delicatezza e tenacia; che si fa compagno di strada di chiunque sia alla ricerca di un senso vero e bello nella vita. Momenti di condivisione nella comunità di Casetta Nova

Ecco alcune impressioni raccolte alla fine di un incontro vissuto nella comunità di Casetta Nova:

“Che cosa mi ha colpito di più? Il segno del sale da aggiungere alla nostra vita - ovvero quel tocco in più da dare alle nostre esistenze per permettere il nascere di quel grande amore di cui parla Gesù -  e  la scelta di mettermi e metterci in gioco costruendo la nostra casa sulla roccia, sulle cose concrete ed essenziali della vita”.

“In questi giorni ho provato cosa vuol dire vivere veramente insieme alla gente e questo mi ha toccato profondamente”.

“Abbiamo giocato, scherzato, ballato. Ho capito che bisogna diventare ‘fan di Gesù’ attraverso gli altri. Abbiamo riflettuto insieme cercando di capire cosa è l’amicizia, chi è l’amico e soprattutto che tipo di amici siamo noi!  Ho capito che per essere un buon amico devo condividere, perdonare, dialogare, essere libero e coraggioso”. alt

I desideri e le riflessioni dei giovani ci sfidano a cercare e proporre strade inedite per capire la Parola. Comprendiamo che hanno sete della Parola e sanno trarre da essa la linfa per vivere la loro relazione con Dio. È nata così l’idea di proporre “Parola CreAttiva”: un itinerario in cinque tappe che coniuga la preghiera sulla Parola di Dio ad espressioni creative, che traducono questa stessa Parola - pregata, meditata, accolta - in linguaggi diversi, che coinvolgono tutti i nostri sensi.

Alla lectio su un brano della Scrittura, infatti, segue un momento creativo, ogni volta diverso: lavori con l’argilla, espressione corporea, drammatizzazione, scrittura… Una dinamica che penetra e trasforma in profondità la vita di questi ragazzi e ragazze, che accettano di dare “corpo” alla Parola. Ecco alcune impressioni:

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“In questo pomeriggio, si è visto con gli occhi, ascoltato con le orecchie, toccato con le mani questo Dio che si fa carne nell’uomo e nella donna, e che sussurra loro quell’antica ma sempre nuova domanda: “dove sei?”

Due semplici parole che prendono per mano la mia storia – come quella di ogni creatura - le paure e gioie, le esultanze e insicurezze. Un passo dopo l’altro che va a comporre la danza della vita”.

“Il ‘Dove sei?’ per me è stato: ‘Dov’è il centro della tua vita? Il tuo cuore dove sta?’. Durante il momento di espressione corporea, dai movimenti del mio corpo sentivo venir fuori la mia insicurezza che pian piano veniva accolta da chi mi stava a guardare e danzava con me. Ora il Signore mi pone ‘sul suolo’ di me stesso e mi incita a camminare insieme a Lui, per soddisfare questo bisogno di liberazione che ho dentro”.

 

“Mi sono trovata di fronte ad argomenti ‘tosti’, proprio io che volevo risposte e non domande! Mi sono fidata delle suore e ho lasciato che l’invocazione allo Spirito mi svegliasse dal mio torpore.

Il contatto con me stessa, la relazione con gli altri, la solitudine e la condivisione mi hanno resa presente a me stessa. Ho sperimentato la gratuità del dono fatto e ricevuto”.

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“Pregare la Parola e riportarla in una danza mi ha aiutata ad essere presente davanti a Dio nella mia interezza, non solo testa ma anche cuore, gambe, mani... corpo... donna”.

Momenti di condivisione e creatività nella comunità di Casetta Nova “Danzare la Parola, dopo averla ascoltata, letta, meditata, mi ha permesso di entrare in sintonia col mio corpo per ascoltarlo ed esprimere come sta, attraverso il movimento. E’ stato bello, ma anche un po’ difficile sintonizzarmi dapprima col mio corpo e poi con il corpo di un’altra persona, scegliere un passo comune che esprimesse entrambi; è stato, infine, importante riscoprire la fiducia: farsi guidare da un altro mi ha fatto capire quanta fiducia sono disposta a dare; e condurre l’altro mi ha fatto comprendere quanta fiducia ricevo”.

… e rifiorisce la vita!

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