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 fv e 01alle Cascate Gemelle
 fv e 04Attività nella scuola elementare Calindaghan
 fv e 06Attività allo Shelter of Hope, centro diurno per ragazzi di strada.
 fv e 05Attività con le donne in carcere, insieme all'associata Glenda
 

Da qualche anno come Suore Francescane dei Poveri, stiamo approfondendo il tema della Trasformazione. Trovandomi personalmente a riflettere e meditare sul significato etimologico della parola - Trans: al di là, Forma: forma - ho preso consapevolezza che trasformazione non significa cambiamento.

Non si tratta di cambiare se stessi, cambiare gli altri (qualora fosse nel nostro potere!), cambiare opinione, cambiare strada… significa invece avere una nuova e forse più vera possibilità, la facoltà di andare al di là della forma, una sorta di salto, di allungamento che ci permette di andare oltre le forme e sperimentare così l’accoglienza, l'amore, il perdono.

Qualche tempo fa, ho ricevuto dalla Congregazione il dono di andare nelle Filippine per sei mesi, un luogo per me “lontano” in tanti sensi: lingua diversa, colori diversi, odori diversi, altezze diverse (io ero considerata alta e bella perché ho il naso allungato!)

Le sfide sono state e continuano ad essere tante - trovarsi in cinque Suore che parlano tre lingue diverse e nessuna quella locale non è semplice - per cui per me la parola “trasformazione” ha acquisito prima di tutto il significato di stare dentro questa nuova realtà con il cuore e la mente aperti, di non fermarmi alle forme, ma andare oltre: al di là dell'Italia, al di là del Brasile, anche al di là delle Filippine; tutte forme importanti, vere, profonde, ma sempre e comunque forme!

Dopo un paio di settimane dal mio arrivo ho cominciato ad andare al carcere femminile della città, vicino alla nostra casa. Me la cavo con l'inglese, ma non parlo il Visaya (lingua locale). Il cambio di prospettiva mi ha spinto a sfruttare questa povertà per farla diventare ricchezza e quindi insieme con la nostra Associata, Glenda, la cui presenza è preziosissima, ho cominciato a pensare e preparare attività creative, attraverso cui ci si potesse esprimere non per forza attraverso l'uso delle parole.

Mi ha toccato sin dal primo momento la capacità di queste donne - che vivono in una situazione davvero inumana, per spazi insufficienti ed estremamente insani - di accettare a mani aperte la nostra presenza fra loro, la gentilezza, la cordialità e la speranza per una vita migliore. Alcune mi hanno confidato che stavano ringraziando Dio per l'esperienza del carcere perché stanno avendo la possibilità di rivedere la propria vita passata, per scegliere un presente e un futuro migliori. Carcere, chiusura, ancora forme oltre cui andare; si potrà mai incarcerare il cuore umano, se la prigione non è già in esso?

Con Sr. Thalyta, tre volte a settimana, ci prendevamo cura di un programma di mensa scolastica per bambini poveri. Quello che ci era richiesto di fare era molto semplice: servivamo il pasto, qualora avessero bisogno aiutavamo i bambini a mangiare e sistemavamo l'ambiente. Grazie a questa esperienza ho capito cosa significhi avere fame, osservando quei bambini, con i denti marci, a volte rachitici, con gli occhi spenti sebbene sempre sorridenti.

Mai avevo visto in vita mia la fame e la fame è brutta, cruda e ingiusta, soprattutto in un paese dove non mancano le materie prime e la crescita economica è del 6%! Eppure la cosa bella è il circolo di cura e solidarietà che si crea attorno a queste situazioni, benefattori che ci aiutano e sentono la responsabilità di collaborare per il bene della propria gente. L’ingiustizia è un’altra forma da superare perché diventi carità.

Un'altra esperienza per me importante è stata la festa di Madre Francesca. Come comunità ci siamo interrogate circa gli inviti: era un momento per stare con i nostri amici, per ringraziare i benefattori per la loro generosità, ma mancava qualcosa. Abitiamo nella periferia della città e attorno a casa nostra ci sono molte persone, famiglie che vivono in baracche, nascoste fra le piantagioni di canna da zucchero, alberi di mango e cocco, alcuni li conosciamo, altri no.

Ho pensato che quella fosse l'occasione buona per far loro visita e invitarli. Insieme con l'associata Nancy, che mi faceva da traduttrice, siamo passate per alcune case. Scambi di saluti, piccole storie e incontri di volti. Una quarantina sono poi venuti alla nostra festa, in tutto eravamo un centinaio. Come risultato, una delle nostre benefattrici che solitamente viene a portarci frutta e generi alimentari di tutti i tipi ogni due settimane, ha cominciato a venire ogni settimana, contenta del fatto che potessimo distribuire il cibo ai poveri.

fv e 02Festa di Natale con le famiglie della Caritas a casa nostraDio è Provvidenza: lo è stato per me nel chiedermi la disponibilità ad andare nelle Filippine e ha continuato ad esserlo per tutta la durata del mio servizio in quel Paese... sono partita con due paia di sandali, si sono rotti nel corso della mia permanenza, e me ne sono arrivati altri due, ortopedici, come servono a me per via dei problemi alla schiena. Una volta ho regalato dieci uova delle nostre galline ad una nostra dipendente e nel momento stesso in cui gliele ho date, hanno bussato alla porta ed una nostra vicina ci ha portato a sua volta dieci uova. Piccoli e grandi segni della provvidente cura di Dio per noi.

Devo anche confessare che due anni fa, ascoltando una presentazione sulla nostra Missione nelle Filippine, sentii come un sussulto nel cuore: forse il Signore mi stava già chiedendo di andare. Ma la paura della lontananza mi fece mettere da parte questo desiderio. Penso che i desideri siano la parte più celeste del cuore umano, eppure possono far paura; a me ne hanno fatta. Ma anche questo fa parte della Provvidenza di Dio: mi è stata donata una seconda possibilità, il Signore si è preso cura dei miei desideri più di quanto sia stata in grado di farlo io stessa…ed è stato fedele alla sua promessa di rendermi felice.

In questi sei mesi mi sono ritornate spesso nella mente le parole che mi sono state rivolte in occasione dei miei voti: “Sr. Francesca, se sarai fedele a questi voti, io ti prometto il centuplo quaggiù e la vita eterna". Beh, riguardo alla vita eterna vi racconterò... riguardo al centuplo, posso testimoniarlo già da adesso!

Sr Francesca Vitulano, SFP

Pubblicato: 08/06/2017