Raggi di Sole

 

 

it1A Roma sono circa 7.000 le persone senza fissa dimora e meno di 1.000 trovano riparo nei centri di accoglienza del comune e delle associazioni di volontariato. Accanto agli stranieri sono sempre più numerosi gli italiani che si rivolgono a mense e ostelli e queste strutture ‘tradizionali’ fanno fronte alle esigenze primarie offrendo pasti caldi e alloggi. Ma dopo una notte trascorsa in dormitorio inizia un nuovo giorno da ‘barboni’ in strada: ore interminabili da colmare, senza uno scopo e un luogo dove stare, sommando così alle difficoltà materiali quelle emotive e psicologiche.

La nostra comunità, cogliendo questo disagio, ha cercato di offrire una risposta al come e dove trascorrere le ore del giorno mediante la realizzazione di una ‘casa di giorno’, un luogo accogliente sia dal punto di vista logistico che relazionale.

È nato così il Centro Raggi di Sole, a Roma, inaugurato nel settembre 2009 alla presenza di Suore, Associati e amici: il punto d’avvio di incontri, conoscenze e relazioni anche con numerose Associazioni di volontariato della città. Raggi di Sole è uno spazio dove il Carisma di guarigione di Madre Francesca diventa un’opportunità di ritrovare fiducia in se stessi e capacità di relazionarsi in gruppo.

ita2Il Centro è aperto quattro giorni la settimana - dalle 10.30 alle 16.30 - e offre vari servizi: segretariato sociale, servizio lavanderia e stireria autogestito, accesso gratuito a internet, un pasto caldo all’ora di pranzo, cineforum e utilizzo di una biblioteca.

Sr. Giuliana racconta: ‘Il Centro non si configura come un luogo di semplice assistenza o addirittura un posteggio ma è uno spazio che favorisce un clima di rispetto, stima e speranza con nuove possibilità di inserimento per coloro che hanno toccato l’angoscia, il fallimento e la solitudine. In questi anni abbiamo visto fiorire piccoli germogli da una terra battuta e riarsa, come quando si apre una crepa e da lì inizia una nuova Vita’.

‘Il mio incontro con le Suore Francescane dei Poveri e il Centro è stato molto positivo – racconta Roberto uno degli ospiti di Raggi di Sole - tanto che da quel primo giorno ad oggi non sono mai mancato, mi sono affezionato. In anni di peregrinazioni presso varie associazioni di volontariato e comunità laiche e religiose, non ho mai trovato un clima così sereno. Qui mi trovo bene, è come una grande famiglia di elementi stabili e solidali’.
Un volontario ricorda le prime impressioni al Centro: ‘Ci si trova in mattinata, si prepara insieme la mensa e si condivide il cibo in un’atmosfera familiare e di amicizia che si protrae fino al pomeriggio.

Lo stile di accoglienza del Centro è espressione del Carisma delle Suore Francescane dei Poveri. Si valorizzano le capacità degli ospiti in una dimensione di reciprocità. Ho conosciuto persone dotate di cultura autentica, talento artistico, dolcezza, simpatia e profondità umana alle quali la vita ha riservato e riserva momenti e prove difficili. ‘Raggi di Sole’ non può risolvere i problemi di questi amici ma cerca di essere un aiuto e una presenza. È al Centro che ho capito che lo stupore è la migliore medicina contro i pregiudizi’.

Francesca, Associata delle Suore Francescane dei Poveri, lavora da alcuni anni presso un Centro di accoglienza per persone senza fissa dimora del Comune di Roma e collabora con il Centro Raggi di Sole sin dal suo inizio: ‘Le persone che incontro raccontano di esistenze spezzate dalla malattia, dalla morte, dalla povertà e dalla propria debolezza. Ma cerco di non dimenticare mai che sono uomini e donne, anime, coscienze ancora it3vive... La tendenza anche dei più benpensanti è fare dei “barboni” una categoria a sé. Spesso mi viene detto che la vita del barbone è frutto di una scelta consapevole. Io fino ad oggi ne ho incontrati davvero pochi che lo abbiano fatto!

Spesso ho percepito che per molti di loro la strada è un rifugio per scappare da una vita ormai insopportabile; per tanti altri la strada apre un mondo di non senso e se non aiutati li fa emarginare sempre di più. In questi anni ho imparato ad accogliere ed ascoltare le vite di tante persone, con la consapevolezza che, se una persona accetta di sedersi e chiedere aiuto, deve concretamente guardare in faccia il proprio fallimento, e non è certo una cosa facile!

La convinzione che si fa sempre più forte dentro di me è quella che l’accoglienza e l’ascolto siano solo alcuni degli strumenti che possiamo mettere a disposizione di chi si trova in una situazione di estrema difficoltà. C’è di più perché essere “aiutati” non può essere “solo” un gesto di umana solidarietà, ma deve essere un “diritto”!’

Come ci ricorda Papa Francesco, nel nostro mondo altamente tecnicizzato, l’attenzione all’altro, l’ascolto e la ricerca di possibili soluzioni sono un’urgenza non solo evangelica ma primariamente umana. È questo che ci impegniamo a vivere al Centro Raggi di Sole, con lo stile proprio di Madre Francesca: “Riconoscevo il Cristo nei poveri e sofferenti come se l’avessi visto con gli occhi del corpo!” Da questa cura, attenzione e stima per la persona può nascere la speranza e una nuova energia di guarigione per tutta la comunità della vita.

 

 

 Sr. Giuliana Vitale, SFP

Pubblicato: 09/06/2014

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