Figlia di un Carisma

 7aCome vivo il carisma di guarigione? Ci sono tante esperienze che potrei raccontare, ma desidero condividere con voi l'esperienza del servizio di accoglienza, ascolto e aiuto concreto presso l'Opera "Pane dei Poveri" della Basilica di S. Antonio di Padova. Come comunità "Casa Nazareth" da parecchi anni svolgiamo questo servizio in collaborazione con i Frati Minori Conventuali. Personalmente ci lavoro da tre anni.

Incontrare i poveri
Inizio a scrivere questo articolo dopo aver appena parlato con una mamma il cui figlio è morto a soli 37 anni di overdose, morto in un giardinetto comunale lontano da casa, e quindi la famiglia è stata avvertita nel cuore della notte da alcuni poliziotti. Mi chiedo come si può "guarire" la ferita di questa donna? Come si può lenire questo dolore? Come posso asciugare queste lacrime? Il suo figliolo non ritornerà più, eppure parlando e cercando di ascoltarla amandola profondamente, come Madre Francesca avrebbe fatto, improvvisamente sul volto di Noemi spunta un sorriso e mi dice: "Suora ho capito una cosa, l'ho capita solo adesso, mio figlio è ora libero, non più schiavo, e questo mi conforta".

Sento che per me è importante incontrare queste persone… e incontrare significa amare, volgere lo sguardo, chinarsi, abbracciare, sorridere, avere un cuore compassionevole…

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La maggior parte delle persone che vengono a chiedere un aiuto sono stranieri e in gran maggioranza musulmani. Quindi è un incontro oltre che con una cultura diversa anche con una religione diversa dalla mia. Questo mi interroga: Cosa significa amare la religione dell'altro come la mia? Faccio delle domande, mi interesso alle loro feste, chiedo spiegazioni sul nome dei loro bambini…Nomi bellissimi e profondi.

Ho incontrato e amato lo sguardo di Afifa…il cui più grande desiderio non era solo un aiuto economico, ma potersi sfogare e dire finalmente a qualcuno l'inferno che vive a casa sua. Ho conosciuto Eleonora con i suoi 3 bambini e un marito in carcere…la gioia di sentire che la mia mano aiutava la sua e che riuscivamo a non farle chiudere il gas…o l'abbraccio con Aisha che non ha mai visto una suora, e che nonostante sia musulmana va in Chiesa a pregare ed ha incoraggiato mamme italiane come lei in difficoltà…

A volte sono io ad andare nelle loro case, nelle loro realtà per verificare le condizioni di vita e interpretarne i bisogni per poter aiutare in maniera realistica. L'accoglienza che ho ricevuto è stata sempre bella e calorosa. Sono entrata in case davvero povere e sporche, piene di topi e di umidità, altre volte in case rese belle con il poco che si ha a disposizione… Ho trovato anche altri tipi di povertà: persone che non hanno nulla da mangiare, ma in casa avevano TV ultimo modello, impianti streofonici e cellulari ultramoderni…

Vivo in pienezza il carisma di Madre Francesca, un carisma che è prima passato attraverso di me sanando le mie ferite e facendomi sentire una creatura amata fin dall'eternità. Se guardo indietro e rileggo la mia storia con stupore scopro che da sempre Dio ha impresso in me il Carisma delle SFP. Ricordo che già alla scuola elementare sceglievo gli amichetti più poveri, in particolare c'era una bambina che nessuno accettava perché troppo povera e sporca…ed io invece le stavo vicino.

10aUn giorno di alcuni anni fa una donna ammalata di AIDS mi ha detto - pochi giorni prima di morire - che per stare accanto ai poveri bisognava "amare e non mettersi in cattedra", come dire INCONTRA. E l'incontro con gli ultimi sempre risana anche me, perché mi fanno da specchio e mi fanno godere del bene e del buono che io ho e che mai è scontato: l'amore sano e genuino della mia famiglia, dei miei fratelli, delle mie suore, l'avere sempre un piatto caldo a tavola, un tetto sulla testa, dei vestiti caldi.

Quello che più è importante per me è sentire che il servizio che svolgo non è solo mio, ma è un mandato che la congregazione mi ha dato. Vado a nome di tutte le Francescane dei Poveri e del carisma che M. Francesca ci ha donato. Se fosse il contrario non avrebbe senso. Quello che deve passare non è la mia bravura, o la mia simpatia, ma il mio essere figlia di un carisma. Così come è importante alimentare giorno per giorno il mio rapporto con Dio. Spesse volte ci sono situazioni troppo più grandi di me e solo nella preghiera posso trovare sollievo e pace, altrimenti mi lascerei travolgere perché ci sono situazioni talmente dolorose che non possono lasciarmi indifferente.

 Sr. Loredana Giugliano, sfp

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