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Lucio Spinola  è stato un associato delle SFP dall’ 11 maggio 1997, giorno in cui ha celebrato il suo primo patto, mosso anche dall’esempio e dal coinvolgimento della moglie Anna Apicella, anch’ella associata dal 1995.
Ha sempre partecipato insieme ad Anna – e fin tanto che le condizioni di salute di entrambi lo hanno permesso - al cammino formativo annuale degli associati/e che fanno riferimento alla Comunità di Casa Nazareth a Padova, alle assemblee dell’Area Italiana, ai convegni straordinari organizzati per gli associati/e a Messina, ad Assisi, a Greccio, ad Aquisgrana.
Nella lettera del patto permanente così scriveva “Ho apprezzato molto il cammino delle Suore Francescane dei Poveri, che con il loro esempio su come pregare e come servire il prossimo, mi hanno guidato a camminare con loro sulla strada dell’amore di Dio e dell’amore reciproco. Mi hanno insegnato a pregare, soffrire e gioire con tutti”.

Ė stato un uomo generoso, che non mancava di accogliere le suore che andavano a Milano per partecipare a eventi e percorsi di formazione, rendendosi disponibile per l’alloggio e provvedendo ai necessari spostamenti con la propria auto. Con Anna visitavae sostenevai vicini di casa e gli amici che si trovavano in situazioni di solitudine, necessità e disagio. Partecipava alla vita e alle iniziative della comunità parrocchiale, in maniera semplice e gioiosa.

Nella semplicità della vita quotidiana, sapeva riscoprire le piccole gioie della vita. Ecco una sua esperienza: “Un giorno ho scoperto un piccolo passero rimasto imprigionato su un tetto e per tirarlo fuori ho tanto tribolato e fatto vari esperimenti. Alla fine ci sono riuscito e l’ho portato a casa, dopo tre giorni è volato verso la libertà. Ho provato in quell’occasione un’immensa felicità: la vita è fatta anche di queste piccole gioie”.

Per i momenti di fraternità con la comunità di Padova e con gli associati/e, era solito portare una bottiglia di vino. Una volta è arrivato a Padova anche con una pentola del suo speciale sugo al pomodoro per condire la pasta.
Nelle situazioni di bisogno e di sofferenza, garantiva sempre la propria preghiera alle suore e agli associati/e. Si rivolgeva direttamente a Madre Francesca poiché attraverso la sua intercessione era fiducioso che sarebbero arrivate le grazie e i doni domandati per le necessità di chi gli era accanto.

Quando viaggiava in treno insieme ad Anna, era solito presentarsi ai vicini di poltrona come un associato delle SFP e raccontava loro di Madre Francesca, oltre ad aneddoti di vita e di servizio delle suore e degli associati/e.
Ormai prossimo a lasciare questa terra per ritornare alla Casa del Padre, Lucio, come persona dolce, servizievole e attenta, ha contattato le figlie per riconciliarsi con loro e chiedere perdono per le incomprensioni vissute, che li avevano tenuti divisi per un lungo tempo.
Nell’ultimo periodo aveva condiviso con un altro associato una scelta fondamentale per lui e per la sua vita: quella di riporre “in Dio ogni speranza. Fidiamoci di Dio”. Ha sempre creduto che “L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno”.

Lucio ha concluso il suo cammino sulla terra il 30 ottobre 2016, aveva 73 anni. Nell’ultimo periodo le sue condizioni di salute si erano aggravate al punto che si è reso necessario il ricovero in un hospice di Milano, per garantirgli le cure necessarie e il sollievo dal dolore. La malattia lo stava conducendo alla morte. Anna ha potuto assisterlo e stargli vicino fino all’ultimo momento.

Di lui conserviamo il ricordo della sua semplicità e il desiderio che si pregasse per lui.
Nelle ultime telefonate alla Comunità di Casa Nazareth, con voce ormai priva di fiato, non chiedeva altro che preghiere per lui e per Anna.
Ora dal Cielo sarà lui a continuare a pregare per noi, impegno che ha preso fin dal primo patto e che siamo certi continuerà a mantenere.
Grazie, Lucio, per quanto ci hai donato e per la strada che abbiamo condiviso insieme.

A cura di Andrea Canova e casa Nazareth

Pubblicato: 26/01/2017