Antonino (Nino) Cama

altAntonino (Nino) Cama, era Associato della nostra Congregazione dal 1994. Sposato con Graziella Frisone, anch’essa Associata, e padre di due figlie: Maria Letizia e Alessandra. Era Direttore di macchine sulle Navi Traghetti delle Ferrovie dello Stato a Messina, dove viveva con la sua famiglia.

La Famiglia Cama incontra le Suore Francescane di Poveri nella Parrocchia di Santa Caterina: lì le bimbe seguono il Catechismo, con Sr. Beata. Ma la conoscenza cresce ancor di più quando la secondogenita, Alessandra, nel 1988 sceglie di vivere l’esperienza del Centro Giovanile. Così Nino descrive in una lettera le sue prime impressioni: “Fui attratto dal loro Carisma: ‘sanare le piaghe di Cristo Crocifisso nei poveri’; dal loro modo di vivere semplice, forestiere e povere come i primi cristiani; dal loro agire verso il prossimo”.

Negli anni che seguono vi sono varie occasioni per approfondire i rapporti reciproci: la condivisione con la vita della comunità da Casa Santa Chiara a Messina; gli incontri degli associati; e le assemblee. Eventi a cui Nino partecipa con gioia e che, come lui stesso dice, rappresentano un “periodo di conversione” nel quale approfondisce il suo rapporto con la Parola.

Nel 1994-95 si ammala e vive l’esperienza con una grande fede. È lui stesso a raccontare: “per me la malattia non è stato un castigo; ma un dono di Dio, perché mi ha dato modo di riflettere e mettere ordine nel mio intimo, affrontandola con serenità. La fede in Dio e l’intercessione di Madre Francesca mi hanno guarito fisicamente e di più spiritualmente”.

È con questo animo che l’8 dicembre 1995 firma il suo Patto permanente: “Sono felice di far parte della famiglia delle Suore Francescane dei Poveri e rinnovo con gioia il mio patto che mi unisce per sempre a voi in Cristo Gesù nostro Signore”.

Partecipa con costanza agli incontri formativi degli associati, dove trova particolare aiuto grazie alle meditazioni sulla Parola di Dio. Lui confida: “Il cammino di conversione che ho vissuto all’inizio sembrava difficile; ma oggi sperimento che facendo la Volontà di Dio tutto è più semplice. Nella mia vita constato che Dio Padre è infinitamente buono e fa servire tutto a vantaggio di quelli che lo amano”. Partecipa con fede all’Eucarestia e dedica una parte importante della sua giornata alla preghiera. È particolarmente devoto a Maria, la Vergine delle Grazie, della quale si sente figlio e alla quale chiede aiuto per vivere da vero cristiano.

Il tempo della malattia, però, è anche un tempo di prova e nel ’98 racconta: “in questo periodo ho trovato conforto nella fede che Dio Padre, Amore e Misericordia Infinita, si è degnato di darmi. Inizialmente era difficile per me pregare. Poi un sabato pomeriggio durante la Messa un sacerdote ha detto che la preghiera più accetta a Dio è la sofferenza. Questo mi ha dato conforto. La malattia mi ha maturato. Qualcosa è cambiato in me. Ho scoperto una realtà più profonda. Ho imparato a riflettere e a contemplare. Ho scoperto il cuore della vita: amare ed essere amati. L’intima soddisfazione di una sensibilità più profonda, di una fede vera”.
 
Nino era una persona buona, sensibile, attento ai bisogni dei fratelli e quindi alla comunione dei beni sia materiali che spirituali. In questi ultimi anni quando la salute diventa sempre più precaria, per continuare a partecipare agli incontri degli associati, consapevole di non poter più uscire, invita tutti a fare l’incontro a casa sua.

Nel suo patto con la nostra Congregazione esprime il desiderio di “vivere pienamente e per sempre il carisma, offrendo e pregando per tutte le Suore Francescane dei Poveri, per le nuove vocazioni e per i poveri”. Così ha sempre fatto nei 18 anni che ha vissuto come Associato, anche e soprattutto in quest’ultimo periodo.

Nelle lettere scritte in questi anni ringrazia sempre, di cuore, tutte le Suore e tutti gli Associati  delle preghiere rivolte per la sua guarigione. Spesso ripete “Nei momenti di grande sofferenza il mio pensiero era rivolto a voi tutte e tutti. Ho offerto a Gesù Crocifisso le mie sofferenze per la santificazione e lo sviluppo della Congregazione SFP e degli Associati”. Sentiva di essere stato arricchito dalla famiglia di San Francesco di un bene inestimabile, quello della fraternità e dell'unità. Ed è a questa unità della “famiglia francescana” che ha indirizzato le sue ultime parole.

L'ultimo periodo della malattia è stato per Nino un tempo di grazia particolare, di preghiera intensa, di abbandono alla volontà di Dio, di offerta e di consegna nelle mani del Padre e di Maria.
Assistito costantemente dalla moglie Graziella, ha avuto parole di gratitudine e di attenzione per lei e per quanti lo hanno amato. Negli ultimi giorni, quando già era impossibilitato ad incontrare le persone a lui care, i nipotini lo hanno raggiunto attraverso una frase del Profeta Isaia scritta sopra una stella: “Coraggio! Non temete, ecco il vostro Dio viene a salvarvi” (Is. 35,4).
Queste le ultime Parole vissute da Nino sulla terra e deposte poi sulla bara.

Grazie Nino sei stato per noi un fratello carissimo che il Signore ha messo sul nostro cammino! Grazie perché la tua vita è stata per noi una testimonianza luminosa di fede e di bontà!

A cura dell'Area Italiana

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