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ru 05Parto sempre per una nuova avventura, un nuovo viaggio, con la borsa piena. Porto qualcosa da vestire per le varie occasioni, un quaderno e dei colori per fissare il nuovo che arriva, insieme ad un libro, una coperta di Linus, qualche fotografia o altro da prendere in mano per darmi forza, per nutrire e scaldare mente e cuore. Qualcosa per, qualcosa da…. e lo spazio improvvisamente è pieno, lasciando forse poco alla Provvidenza.
Quando sono partita per l’esperienza di alcuni mesi da vivere nella comunità di casa Betania  a Pistoia, il “bagaglio” era davvero pieno:  persone da lasciare, luoghi familiari e sicuri, qualche preoccupazione, qualche attesa. Insomma, c’è voluto un po’ per fare spazio al nuovo che sarebbe arrivato.


ru 03Pistoia mi ha insegnato un rapporto nuovo con il tempo. Ho iniziato qui un nuovo anno sociale, sapevo che sarebbero stati tre mesi di permanenza: ho vissuto il tempo dell’Avvento, il Natale, il mio compleanno. Ho accolto nuovi ritmi, nuovi spazi da abitare, ho preso confidenza con una lunga pioggia, il timido sole… il tempo si è mostrato sotto vari aspetti cambiando spesso il mio umore, le attese che vivevo dentro, distraendomi talvolta dal senso che davo alle cose. Un tempo che a volte sentivo nemico più che alleato, che non potevo controllare o possedere.  Durante il ritiro di Avvento una suora Domenicana di Firenze ci raccontò la storia di un anziano in una sala d’attesa mentre fissa l’orologio. Alla domanda di una infermiera che gli chiede perché continuasse a guardare l’ora lui risponde che ha un appuntamento con la moglie malata di Alzheimer. Continua dicendo che “lei non si ricorda di me ma io so benissimo chi è lei”. In questo racconto ho riconosciuto un Dio che abita il nostro tempo con fedeltà, nonostante noi, le nostre dimenticanze e fragilità. La Bibbia inizia e termina con dei riferimenti temporali: “In principio… vengo presto” dicendomi che nel tempo c’è un amore che ci precede e ci mette nella gioia dell’attesa. Pistoia è dentro questo amore fedele di Dio in cui ha mostrato il suo volto.

ru 01Tra questi volti ce n’è uno in particolare: quello di U. E’ una donna rom, di 50 anni, moglie e madre di una famiglia numerosa, che ho incontrato grazie al servizio svolto dalla nostra sr Gabriella nel loro campo.  Quando ci siamo viste per la prima volta, i suoi occhi mi hanno scrutata in profondità, ci ha fatto sedere ad un tavolo da bar, davanti alla sua “casa” abbiamo bevuto il loro caffè e mi sono lasciata leggere dentro. Ciò che mi ha colpito e commosso è stata la sua accoglienza, il tempo dedicatomi, la sua sensibilità e il suo modo raro di entrare in relazione. In questa nuova città non mi ero ancora sentita a casa come in quel momento. Dio si è fatto presente per me in questo popolo, attraverso le sue contraddizioni e la sua creatività, attraverso il chiedere a mano tesa, le case aperte, i sorrisi dei bimbi e l’attesa del tempo che passa, il desiderio di integrazione di alcuni e la rassegnazione di altri. Queste persone vivono ai margini della società per volontà e per imposizione, scartati o benedetti da una storia che li fa essere preziosi e scomodi allo stesso tempo, ed io lì, ancora a sentire lo stupore dell’accoglienza.

ru 02Pistoia, un luogo fino a qualche mese fa sconosciuto, oggi fa riemergere al solo nominarla nomi, scorci di strade, case, profumi, volti, colori, frasi: e tutto si è legato indissolubilmente al mio cuore. Le “principesse”, ovvero le donne fragili  e anziane visitate con sr Giovanna, le ragazze della casa di accoglienza e il gruppo del dopo cresima incontrati con sr Gabriella, le giovani coppie e adulti conosciuti con sr Maria Francesca, la parrocchia, il centro dei diversamente abili, il coro, questa è stata casa Betania: pensata e voluta per me dal buon Dio! Madre Francesca con il suo carisma ha accompagnato i miei passi continuando ad indicarmi il Suo volto, nei gesti di cura e maternità che in mille occasioni ho sperimentato da parte delle suore per me e per altri.
Riconosco sempre più il dono che è stato questo tempo perché abitato da Dio, un Dio che si fa conoscere sempre più come Persona, Volto da amare e da cui lasciarsi amare.

 Roberta Sommaggio

Pubblicato: 26/04/2017