Un bel quadro

 

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Un letto di coriandoli colorati, delle conchiglie, una rete dorata, dei semi di zucca disposti a fiore, della sabbia sottile: sono il manto di una strada i cui confini di tempera gialla conducono ad un fiocco rosso che, accovacciato sulla base di un tronco, emerge dalla tela, proteso,  in divenire, in ascolto... Un bel quadro, non c'è ombra di dubbio!
La mia storia, il mio oggi, il mio qui ed ora, sono così rappresentati. Non vi tedio con una spiegazione dettagliata di ogni singolo segno, perché nemmeno io saprei cogliere tutto il mistero nel quale il buon Dio mi ha immersa fino ad oggi, ma che sia un bel quadro, non c’è ombra di dubbio!!!                                                       
 La mia vita è un dono ed il fiocco, posto al centro dell’immagine, racchiude il senso del regalo che la vita è stata ed è per me, ma rappresenta anche l’ennesima carezza e il prendermi per mano di Dio in questi ultimi mesi mediante l’esperienza del centro giovanile, ossia il dono di una comunità, di un tempo, di una nuova intimità con Lui.                             

Cercando di dare dei tratti un po’ più definiti a questo quadro, provo a presentarmi.           

Nome: Roberta, i più fantasiosi e spavaldi hanno colorato la mia identità con diversi soprannomi che qui vi risparmio.
Età: 31 anni pienamente compiuti.
Origine: vicentina, sperando  di non aver mai mangiato gatti !!!
Lavoro: il più bello del mondo. .. infermiera, figlia, sorella.
Hobby: viaggiare in ogni direzione.
Pregi: non oso elencarli, difetti nemmeno …  per par condicio !!!
Obiettivi: lasciarmi amare, amare.

Scusate il tono ironico con cui sto scrivendo, ma mi aiuta a tradurre in parole ciò che pian piano sto scoprendo essere di grande profondità e sacralità: la mia vita.

Essere figlia, prediletta, amata non è facile da comprendere e nemmeno da accettare, ma nel momento in cui anche solo te lo senti dire, non può non lasciarti con una sete di verità e di ricerca; per me è stato così.

Con uno sguardo  d’amore Dio ha scosso la mia “ricca” vita ancora nel 2006, durante la marcia francescana e mi ha condotto il novembre scorso, dopo un susseguirsi di nuovi sguardi, a vivere l’esperienza del centro giovanile.

Da tempo in ricerca e ormai stanca di misurare e calcolare ogni passo e slancio, ho scelto di vivere con quel “tutto” che sono in questo momento, mettendolo nelle mani di un Altro, in semplice abbandono verso Colui che tanto sembra tenere a me.

Con Maria ho iniziato questo cammino, in primis, perché fisicamente ha tentato di accompagnarmi nelle sembianze di una statua di mezzo metro, dono di una cara amica, ma più concretamente con il Magnificat che mi ha regalato un nuovo sguardo sulla mia storia, sulla mia piccolezza.

Una novità destabilizzante e arricchiente è stato poi l’incontro con la comunità di Casetta Nova dove la sorella è un dono ed anche uno specchio per correggere o rafforzare aspetti del mio carattere che nemmeno conoscevo.
E infine, l’ intimità con Dio, l’incontro quotidiano con la Parola, elemento fondamentale per  imparare ad ascoltarmi, imparare a divenire figlia.

Il tempo è volato e  i doni ricevuti sono tanti,  ma il cammino è appena cominciato e il desiderio del cuore è quello di vivere con lo stupore dei bambini per gustare in pienezza tutto quello che ogni giorno la vita vuol regalarmi.  

Quindi … lasciamoci stupire!

 

Pubblicato: 29/01/2013

 

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