L'avventura continua

 

 

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Lo scorso 26 gennaio è iniziata la mia avventura in prenoviziato. Sento che è un tempo importante, come del resto ogni giorno della nostra vita, il cui valore si svela e cresce man mano e nella misura in cui lo si vive. E’ questa la sensazione che mi accompagna da quel giorno: stare nel mistero di una promessa che si rivela nei tempi e nei modi più giusti per me.
 
Ci sono tre immagini nella mia mente che descrivono quel giorno.

La prima: un occhio di bue, di quelli teatrali. Tranquilli, nessun pascolo o violazione dei diritti sugli animali a Casetta Nova! 
Mi spiego meglio: la sera e la mattina antecedente la festa, sentivo tante attenzioni rivolte a me. Tutto molto logico e normale, ma temevo di compromettere il desiderio di celebrare il tanto e il bello che Dio ha compiuto nella mia vita e che mi ha condotta a questo passo. 
Con questa inquietudine in cuore, una persona mi ha rivolto questa frase: “Bene, ora sposta l’occhio di bue su Gesù”. Una Parola, pochi secondi sono bastati per commuovermi, rasserenarmi e darmi uno sguardo libero per gustare le tante ricchezze di quel giorno.

La seconda immagine: un disegno rimasto appeso in camera mia durante l’anno di centro giovanile, quello di una persona che sboccia da un fiore. 
Un’immagine che, ahimè, non ha nulla a che fare con il mio pollice verde ma mette in luce il desiderio di crescita, di andare in profondità nel fiorire della mia umanità. I miei limiti con cui ancor oggi fatico a stare, i miei talenti che tentenno a far fruttare … questi sento essere l’unica via, lo strumento indispensabile per diventare pienamente Roberta, per incontrare quel Dio che ha scelto di dimorare proprio nella mia umanità.
 
La terza: una tavola colorata e in movimento, da fare invidia a quella del cappellaio matto di Alice nel Paese delle Meraviglie! E’ il pranzo di quel giorno in cui tante sedie continuavano a muoversi, tanti volti e sguardi ad incrociarsi, il sole e gli alberi incorniciavano quest’atmosfera e io gustavo il lavoro e i sorrisi di tante sorelle e l’intrecciarsi di vite che il pennello di Dio ha tracciato intorno a me.
Da quel giorno sento forte la frase del Vangelo in cui Gesù dice a Pietro: “Non temere, tu sarai …”, promessa d’amore per la mia vita, voce di Dio che continua a dirmi di fidarmi.
 

Io non so cosa Sarò, cosa diverrò… ma so che c’è un progetto grande di bellezza e verità a cui voglio partecipare, per non trattenere nulla e tutto provare a ridonare.
 
Roberta Sommaggio

Pubblicato: 03/04/2014

 

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