Essere segno della misericordia di Dio

 

3Il 6 ottobre eccomi a compiere un nuovo passo nel mio cammino di Suora Francescana dei Poveri, dopo vari anni di juniorato e formazione è arrivato il momento del sì per sempre.

È stato bello condividere questo momento con le persone più care e vicine: le suore, anche delle altre Aree, parenti, amici! Tutti insieme come una famiglia a far festa per le meraviglie che il Signore continua a compiere nella mia e nelle nostre vite.
Importanti e profondi sono stati i mesi precedenti di preparazione. Il Signore mi ha rimesso davanti al mio essere, nelle luci e nelle ombre, e lì ho sentito e toccato con mano che il dono è totale e che il Signore è fedele con chi ha il cuore sincero…non perfetto!!!

Durante la celebrazione due momenti sono stati fondamentali per me: la litania dei Santi, perché lì ho sentito che c’era come un ponte fra cielo e terra e ho percepito accanto a me la presenza, sì dei santi che venivano invocati, ma anche di tutti coloro che erano stati importanti nella mia vita e che ora mi accompagnano dal cielo e facevano festa con me, con noi. Un altro momento importante è stato leggere la formula dei voti: ho avvertito tutta la responsabilità dell’impegno che prendevo davanti a Dio ed all’umanità, lì rappresentata da tutte le persone che partecipavano alla celebrazione e da sr. Tiziana Merletti, nostra Madre Generale.

Essere segno della misericordia di Dio per l’umanità povera e sofferente, così come dice M. Francesca Schervier, è la chiamata che è scritta nel mio cuore e che col mio sì, desidero vivere giorno per giorno!

Sr. Francesca Vitulano, sfp
 
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2“Jenny, bisogna stare attenti col Padre Eterno, perché prende alla lettera ciò che si chiede, anzi, esagera!” questa l’esclamazione di mia mamma, dopo la professione perpetua di Francesca e mia. Infatti quando già con due figli - me e poi mio fratello - si è ritrovata in dolce attesa, il suo desiderio era di darmi una sorellina. Poi è nato uno splendido maschietto e di quella piccola e nascosta preghiera ci si è dimenticati. Lo scorso 6 ottobre però mamma ha dovuto ammettere che il Signore prende sul serio le nostre richieste, vedendo come mi veniva donata non solo una sorella, ma tantissime, nella congregazione delle Francescane dei Poveri! Personalmente, il regalo più bello della professione perpetua, oltre al viverla insieme a Francesca, è stato sentire che definitivamente venivo accolta da Dio attraverso gli occhi della Madre Chiesa, nello specifico di questa famiglia religiosa.

Ciò che maggiormente mi ha permesso di gustare la celebrazione è stato comprendere nel profondo, che il sì era di Dio e non solo mio… che liberazione! A Lui lasciare la regia, a me fidarmi! Che tempo di gioia e sottile trepidazione! È sì, il Signore ascolta la preghiera, anche quella più nascosta del nostro cuore, non si lascia sfuggire nessun sorriso e non permette che alcuna lacrima cada a terra. Ed è a questo Dio che affido l’umanità sofferente e a cui prometto alleanza eterna.

Sr. Jenny Favarin, SFP

 

 

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