Un momento storico e ricco di grazie

 

 

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La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana della Causa di canonizzazione della Beata Francesca Schervier è stata celebrata con la recita solenne dei Vespri 242 giorni dopo la sessione di apertura del processo. Mentre arrivavano le suore, il tribunale, i frati, gli associati e gli amici entravano nella cappella del convento St. Clare, si sentiva nell’aria un grande senso di attesa. I nostri volti riflettevano la gioia profonda che avevamo in cuore e la gratitudine di poter celebrare questo evento proprio il giorno della festa di Madre Francesca.  

Dopo la processione con la candela della veglia, sr. Tiziana Merletti, Superiora Generale, ha dato il benvenuto a tutti. Era raggiante di gioia. Ha ringraziato il tribunale per aver fatto un lavoro così coscienzioso e ci ha informato che sr. Mary Jacinta Doyle sarebbe partita il 15 dicembre per portare i documenti sigillati al Vaticano. Ci ha ricordato che durante l’Avvento la nostra attesa sarebbe stata anche quella del risultato, e che solo Dio sa quando succederà.

Lettera sull’amore reciproco della Beata Francesca


Sr. Marie Clement Edrich ha letto la prima lettura, che era una lettera di Madre Francesca alle Suore della Congregazione, scritta il lunedì di Pasqua del 1868. Nella lettera, Madre Francesca riflette sulle parole di Gesù: “Voi siete miei amici se farete ciò che vi comando. Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri” e ci ricorda che “l’amore rende tutto ciò che è difficile facile e tutto ciò che è amaro dolce”.
Brother William Anuszkiewicz, CFP, ha letto un brano dal vangelo di Matteo (Mt 25:35-36, 40). Il brano comincia con “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere...” ed era veramente adatto, perché Madre Francesca e le prime suore lavoravano proprio in una mensa dei poveri. E oggi, non a caso, le nostre suore hanno inaugurato una mensa dei poveri nelle Filippine, servendo un pasto caldo a più di 80 persone, tra adulti e bambini, di cui alcuni handicappati.
L’arcivescovo Pilarczyk ha riflettuto insieme a noi su quello che abbiamo imparato da questa fase dell’inchiesta diocesana. Ha detto che da ogni azione ed esperienza si impara qualcosa. Il processo dell’inchiesta ci ha insegnato che occorre tanto tempo e che le cose non vanno mai come ci si aspetta. A volte dobbiamo rallentare il processo e altre volte farlo accelerare. Non sappiamo quali saranno i risultati ma “il Signore c’è in qualche modo. E tocca a Lui portarlo a termine”. Per cui questa sera ringraziamo Dio di essere arrivati fin qui.

Sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana... una ricchezza di protocollo e di rito 


A questo punto ha avuto inizio la Sessione di chiusura ufficiale dell’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione della Beata Francesca. I partecipanti alla conclusione della Sessione di chiusura erano: l’arcivescovo Daniel E. Pilarczyk, il rev. Christopher Armstrong, delegato del vescovo; il rev. Richard Klug, promotore di giustizia, il dott. Paul Sweeney, perito medico, il rev. Raymond Larger, notaio; Linda Chouteau, copista; il rev. Joseph Binzer, cancelliere, sr. Mary Jacinta Doyle, vice postulatrice e il diacono Francis Wagner, presentatore. Tutti i partecipanti sono stati testimoni, con la loro presenza, di questo momento storico e ricco di grazia.  
Il protocollo da seguire è molto preciso, ed è stato stabilito dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Diventare santo è un processo molto lungo e complesso, che comprende varie fasi in cui si raccolgono le prove di una vita di santità eroica. Tutti i candidati alla santità passano per lo stesso processo. Avendo vissuto in prima persona questa realtà, suor Mary Jacinta ha detto: “Non mi ero mai resa conto di tutti i dettagli e delle regole da seguire nel processo e nella raccolta dei documenti! In questo processo sono diventata molto più consapevole della presenza forte di Madre Francesca nel mondo, nella nostra città e soprattutto nella nostra vita. Ringrazio Dio e la Congregazione di questo grande privilegio, un vero frutto dell’amore”.  
Negli ultimi 242 giorni il Tribunale e il dott. Paul Sweeney, perito medico, hanno lavorato per raccogliere i dati e preparare i documenti nel formato giusto. Ci sono tre copie dei documenti, che sono state firmate e autenticate. I documenti sono stati messi in tre scatole diverse e sigillate. Due scatole verranno portate a Roma da sr. Jacinta. La terza resterà negli archivi dell’arcidiocesi.

Voci fedeli e momenti di dolcezza 


Le nostre voci, come quella di Maria, si sono alzate a lodare Dio e abbiamo cantato il Magnificat. Sr. Arlene McGowan ha scritto e ha letto le nostre preghiere, basate sulla vita di Madre Francesca. La prima ci ha ricordato che “... soprattutto era felice e lodava come grazia più grande l’essere figlia della santa Chiesa Cattolica”.  Sr. Pascaline Colling ha osservato durante il rinfresco che questa citazione è stata per lei un momento di tenerezza.  
Il canto di conclusione è stato Alma Redemptoris Mater. Sr. Joanne Schuster, la Consigliera dell’Area USA, ha dato un crocifisso di San Damiano ad ogni membro del tribunale come segno della nostra gratitudine per l’impegno dimostrato durante il processo. Le suore hanno concluso cantando loro la benedizione di Santa Chiara. Uscendo dalla cappella abbiamo visto che c’era una mostra di oggetti conservati negli Archivi. Erano degli oggetti unici, come gli scalda ginocchia, un berretto da notte, della biancheria di lana e una sottoveste di Madre Francesca. Mary Milburn, la nostra archivista, ha detto che per lei far parte del processo ed esservi coinvolta era stato un momento bellissimo nella sua carriera di archivista. Ha detto: “Madre Francesca è veramente importante per me perché ha cambiato le cose. E io mi ci ritrovo nel carisma di vedere Gesù nei poveri”.
Madre Francesca ha fatto “un piccolo miracolo o, come altri direbbero, un grande miracolo” facendo in modo che il rinfresco si tenesse nel Barn. Era il primo grosso evento che vi si teneva e il Barn era veramente splendido, con l’albero di Natale, il presepio e le stelle di Natale. La gioia era traboccante.

Un mosaico di pensieri ed emozioni

Passando tra i presenti ho chiesto: “Cos’è stato per te? Che effetto ha avuto Madre Francesca su di te?”
Sr. Mary David Mulroy ha detto della cerimonia: “Mi è piaciuta molto. Mi sembrava di essere in paradiso. Fantastica! Solenne!”

Sr. Clarita Frericks galleggiava sulle nuvole. Ha detto: “è stata un’esperienza fantastica. Sentivo la presenza di tutte le suore che sono partite prima di noi che sono vive. Ho sentito la presenza delle suore tedesche. Madre Francesca è per me un modello di amore e di generosità. Amava tutti... era un esempio vivo e mi insegna ad essere un esempio vivo per gli altri”.

Il signor Tom Siemers, che è stato guarito miracolosamente grazie all’intercessione di Madre Francesca, ha detto che la cerimonia è stata meravigliosa.  Si è sentito benedetto e “molto fortunato”.

Le associate Joan Steiner e Molly Johantgen erano molto emozionate e onorate di essere presenti. Hanno osservato che era un avvenimento storico. “Quante volte ti può capitare di essere presente al processo di canonizzazione di qualcuno che si conosce e che si ama?”

Brother Joel Stern, CFP, ha detto che è stato molto bello far parte di questo avvenimento. Ha parlato della sua situazione critica di salute quest’anno, quando si trovava in Germania. Madre Francesca era stata una presenza molto forte e gli era stata vicina.  

Il dott. Paul Sweeney ha notato che il processo è stato per lui un modo di ricambiare in qualche modo la Chiesa. “È stato un processo interessante e ho imparato molto”. Per lui è stato importante che ogni persona che aveva intervistato avesse una prospettiva diversa sul miracolo e d’altra parte il messaggio che si riceveva era coerente. Quando gli è stato chiesto se sarebbe andato a Roma per la canonizzazione ha detto: “Ma certo!”

Il rev. Christopher Armstrong, delegato del vescovo, ha imparato a conoscere di più Madre Francesca in occasione del processo. Ha osservato che ne aveva visto la foto e aveva notato che gli occhi “seguono” chi li fissa. Per lui tutto il processo era stato affascinante.

Sr. Christine Edwards ha scritto una risposta profonda: “Madre Francesca è fantastica per la minorità e l’abbandono totale a Dio! Scelta in modo speciale, consacrata e rafforzata da Dio, ha seguito pienamente le ispirazioni dello Spirito Santo. Il suo amore ardente per Gesù ha trovato espressione nell’amore per tutti, comprese le prostitute, i poveri e gli ammalati. Mentre si avvicina il momento della canonizzazione prego che noi, le sue figlie spirituali, possiamo come lei rispondere pienamente alla chiamata alla santità”.

Io stessa mi sono ricordata delle parole di Gertrude Frank a Francesca: “Mi fu poi mostrata una piccola e insignificante vergine … con una palma in mano … a capo di una schiera di vergini, che accorrevano da tutte le parti … anche queste vergini portavano delle palme.” Mi sono venute in mente anche le parole di Francesca a Gertrude: “Di’ così al Signore, che io sono la sua ancella e che sono pronta a fare tutto quello che Lui vorrà da me”.

Prego che siamo tutti fedeli nel vivere il carisma di guarigione... essere un segno di speranza per il mondo ferito e piagato.  

 

Le suore, gli associati e gli amici al rinfresco

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Ringraziamo per le foto sr. Arlene McGowan e sr. Mary Madonna Hoying

Suor June Casterton, sfp

Pubblicato: 15/12/2009

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