Madre Francesca risponde al Kulturkampf

 

 

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c 2 08È l’ultimo decennio del XIX secolo. L’Europa sta cercando di spegnere l’entusiasmo acceso dalla Rivoluzione Francese, per ripristinare il vecchio ordine sociale. L’Impero Tedesco cerca di sopprimere la Chiesa Cattolica, negando la fede in nome della scienza, del libero pensiero e del progresso. Questo è il periodo del Kulturkampf, il conflitto tra lo Stato e la Chiesa Cattolica che si scatenò in Germania dopo la proclamazione della nascita dell’Impero nel 1871.

In questi anni, Madre Francesca testimoniò il suo essere donna di preghiera, di profonda fede e determinato coraggio.

Otto von Bismarck, cancelliere del neonato Impero Tedesco, combatté aspramente la Chiesa Cattolica in Prussia. Desiderava creare un’unica Chiesa Nazionale Tedesca dipendente dallo Stato.

c 2 07Nel 1871, fu soppresso il reparto cattolico del Ministero della Cultura a Berlino, dando ufficialmente inizio al Kulturkampf. Nel 1872, il governo bandì i Gesuiti dal territorio e restrinse i diritti dei Vescovi. Il Vescovo di Ermland, Phillip Krementz, fu costretto agli arresti domiciliari. I Vescovi Prussiani, Paul Melchers di Colonia e Mieczyslaw Halka Ledochowski di Gnesen/Posen furono puniti, multati e imprigionati dopo aver protestato contro le restrizioni.

Nel 1873, il governo mise in atto le “Leggi di maggio”, che istituivano un tribunale civile per risolvere le questioni ecclesiastiche. Queste leggi bandivano i quattro ordini associati ai Gesuiti e successivamente bandirono tutti gli ordini religiosi, fatta eccezione per quelli che si prendevano cura dei malati. 

Madre Francesca iniziò immediatamente a preparare le sue Suore ad un imminente periodo di enormi, benché ancora sconosciuti, sacrifici, sofferenza e pericoli, da affrontare nel solo rifugio sicuro: il Cuore del Nostro Divino Salvatore. Ella inoltre inviò una lettera in tutte le case, con speciali preghiere da dire.

c 2 06Durante la Quaresima del 1874, Madre Francesca continuava a chiedere preghiere, temendo che il governo Prussiano potesse prendere il controllo della Congregazione. I suoi timori si avverarono quando la polizia si recò presso la Casa Generalizia e presso il Convento dei Domenicani per chiedere i nomi di tutte le Suore, incluse le novizie. Madre Francesca sapeva che questa nuova richiesta rappresentava il primo atto di supervisione della Congregazione da parte dello Stato.

Le Elezioni, all’interno della Congregazione, erano state posticipate già due volte, ma nel 1875 l’Arcivescovo Melchers comunicò che esse dovevano tenersi prima che la Congregazione si trovasse in condizioni ancora peggiori. Madre Francesca venne rieletta, ma scrisse immediatamente all’Arcivescovo, pregandolo di non approvare la sua elezione. Egli le rispose con un’altra lettera: "Venerabile Madre, in questo momento di gravi difficoltà e tribolazioni, non deve rifiutare la scelta che è nuovamente ricaduta su di Lei. Questa è la mia completa convinzione ed il mio desiderio. Dio La aiuterà. Cosa direbbe ad un pastore che lascia il suo gregge nel momento in cui questo viene aggredito da un ladro? Dio sia con Lei." Perciò ella accolse la decisione dell’Arcivescovo come espressione del volere divino.

c 2 05Nel 1875 furono approvate ulteriori leggi, inclusa una che dava al governo l’autorità di usurpare le proprietà della Chiesa Cattolica. Avendo la sensazione che presto la Congregazione sarebbe stata messa al bando, Madre Francesca inviò tre Suore in America in esplorazione, affinché valutassero la possibilità di spostare lì l’intera Congregazione. 

Un amico di suo cugino, il Dr. Schervier, acquistò intanto la Casa Generalizia per tenerla lontana dal controllo statale.

Prevedendo che la Congregazione non avrebbe potuto avere un lungo futuro in Prussia, Madre Francesca decise di spostarsi in Belgio, supportata in questa decisione dalle sue Consigliere. Fu acquistata una proprietà ad Engheim, che funse da casa temporanea per le Suore più anziane e malate, con Suor Kunigundra come superiora. Fu costruita una nuova Casa Generalizia ad Andrimont.

c 2 04Il 1 luglio 1875, il Ministro della Cultura Adalbert Falk, si recò presso la Casa Generalizia per chiedere a Madre Francesca di congedare le giovani in formazione nella Congregazione e di cessare di chiedere la carità alla comunità.

A questo, Madre Francesca rispose: "dal momento che con i proventi della colletta della comunità si coprono i costi della mensa fondata dalla Congregazione per i poveri i gli ammalati, con questo divieto se ne sancisce la chiusura e, di conseguenza, i poveri e gli ammalati subiranno le conseguenze di questa decisione"

Falk protestò ed ella rispose pacatamente: "se le nostre attività vengono ridotte nella nostra terra natale, saremo costrette ad emigrare in America o in qualche altro paese". Falk arretrò e Madre Francesca disse: "siamo religiose, in primo lugo, e poi infermiere; se lo Stato volesse intervenire nella vita religiosa, noi cesseremmo di prenderci cura dei malati, e andremmo via. Preferirei posare la mia testa sul ceppo da decapitazione, e così qualsiasi altra nostra Suora, piuttosto che modificare una singola virgola"

c 2 03Falk scrollò le spalle e andò via, sconfitto.

Dopo quell’estate, il governo richiese dettagli sulla vita interna ed esterna alla Congregazione e Madre Francesca rispose a tutte le domande riguardanti la vita fuori dalla Congregazione, ma lasciò senza risposta quelle che riguardavano la vita interna.

Ella scrisse una lettera, dichiarando:

"Il questionario da completare ha senz'altro l'obiettivo di fungere da pilastro per la supervisione della nostra Congregazione da parte dello Stato. 

Ma tale questionario contiene domande che alimentano in noi la paura che la supervisione statale non permetterà la libera gestione dei mezzi di sussistenza e la libera designazione dei membri della Congregazione e dunque, come conseguenza, ridurrà le nostre attività fino ad abolirle; in particolare, il carattere religioso della nostra Congregazione ne soffrirebbe.

c 2 02Pertanto, finchè l'obiettivo di queste direttive non sarà corretto, con mio rammarico non potrò procedere al completamento del questionario.

Aquisgrana, 20 luglio 1875         Francesca Schervier

        Superiora Generale delle Suore dei Poveri di San Francesco"

In questo difficile momento, Madre Francesca si rivolse alla sua amica, la Regina Augusta, moglie del Kaiser Guglielmo I. La regina intervenne a suo favore per attenuare la persecuzione della Congregazione femminile ospedaliera, così come le richieste avanzate dal governo nei loro confronti.

Solo la protezione dell’Imperatrice Augusta scongiurò l’esilio della Congregazione e degli altri ordini ospedalieri.

Gradualmente, la tempesta del Kulturkampf si placò e il governo permise alla Congregazione di praticare le sue precedenti attività nelle succursali e di continuare con la libera affiliazione di nuovi membri.

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 Pubblicato: 1/8/2014

 

 

 

 

 

 

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