Pagine di diario

 Siamo donne unite in uno spazio di bellezza, creatività e cura.
colorindanzasarà il tema di quest’anno !!!
Contemplando la bellezza e l’originalità dei colori,
guardando alla potenza e alla fragilità delle donne della Bibbia,
condividiamo alcune sfumature di quanto andiamo dipingendo nelle nostre vite

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f9 00Anche a Frascati riprendono gli incontri di Colei che sa, con energia e desiderio di trovare nuove armonie, in ciò che colora la nostra vita quotidiana e in quel passo di danza, unico, che ci caratterizza. Rosso, blu e giallo diventano metafora di quei valori fondamentali che orientano la nostra vita e le nostre scelte, dandoci solidità. Una danza a tre colori che ritroviamo anche nel brano del vangelo di Luca (Lc7, 35-50), in un passo a tre tra: Simone il fariseo, la donna peccatrice e Gesù, che ci propone un nuovo orientamento.

Alcuni stralci del nostro diario:


f9 00Sabato abbiamo inaugurato la nuova stagione di Colei che sa. Subito ho sentito forte l’energia del movimento che i colori hanno sempre esercitato in me! La tavolozza era una stanza con volti familiari e non, con cui rappresentare una pagina della nostra crescita e consapevolezza.
Grazie a tutte voi! MR


f9 03Tornare a Casetta Nova anche quest'anno è come ritrovare un luogo familiare e tante amiche, vecchie e nuove. Sabato abbiamo assaggiato il tema di quest'anno: ColorIndanza e sono rimasta sorpresa dalla forza della metafora dei colori che si affianca a quelle già esplorate negli anni scorsi del viaggio, dell'albero e del sale, ma se ne differenzia per il suo essere plurale e multiforme... Un'astrazione solo apparente perché, almeno per me, richiama quella necessità di adattamento, espressione di sé e condivisione che in questo momento della mia vita sento estremamente concrete. Non vedo l'ora di attingere a tutti i nostri colori nel proseguo del cammino! G.

f9 00La vita è fatta di prove, di sconfitte, di amarezze, di dolore, di lacrime.
E anche di sorrisi, rivincite, gioie e tanta speranza! Grazie a tutte voi per il percorso che anche quest'anno abbiamo iniziato insieme, per continuare ogni giorno ad andare avanti!
Un’immensa gratitudine all’ Equipe, che ogni volta colora la nostra vita. C.

f9 03Nel momento di silenzio di sabato mi ritornava alla mente un’espressione usata da Pino Daniele in un suo brano: “E t'astipe pe nun muri'”. La donna incontrata nella Parola mi ha ricordato che la logica della Vita è inversa: non si muore, solo se non ci si “conserva”, se cioè mi dono, perché per prima accolta da un Dio vicino. T.

 

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Colei che sa di Padova riparte con un bel pomeriggio in compagnia della donna di Sunem che troviamo nel secondo libro dei Re.

È lei ad introdurci al tema di quest’anno: ColorIndanza.

È lei che ci accompagna a riflettere sui colori primari, ossia i valori fondamentali della nostra vita che ritornano nelle scelte più importanti e nei momenti più delicati delle nostre esistenze.

Li condividiamo e ciascuna lascia il nostro spazio sacro arricchita di coraggio, determinazione, onestà, pazienza, fede, ascolto, apertura alle sorprese della vita…

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La partecipazione a questo weekend è stata pensata, ponderata, voluta come ritiro annuale che mi sono riservata per curare il mio “io spirituale”, con le persone che ho imparato a conoscere e a considerare mia famiglia. Mi sento prescelta ed eletta e penso che questo sia un dono, quasi una carezza che mi riscalda il cuore dal basso ventre, dal deserto dell’anima. Mi sono sentita amata e libera di dare voce al mio Sé. Sento gratitudine. È stato utile darmi questo spazio solo per me; ho scoperto di essere aperta ed ho vissuto con meraviglia e stupore il momento di preghiera; ho capito che, per me, è fondamentale avere una famiglia, avere qualcuno che ti guarda con uno sguardo ricco di misericordia e carezzevole. C.

cgs 02È la mia prima volta, non sono mai stata in compagnia e condivisione con tante donne. L’esperienza mi ha piacevolmente sorpreso perché pensavo di non esserne capace. Ora so che so stare in gruppo e mettermi in gioco e ascoltare le persone che aggiungono conoscenza e sapienza al mio sale. Ho capito che non è necessario affannarsi, meglio discernere e fare spazio per poter fare entrare il bene. A.

cgs 03Sono arrivata a Casetta Nova con un grande scetticismo, contornato da molto dolore e tristezza. Un senso di sconfitta mi pervadeva, non pensavo che questo weekend potesse portare energia nuova alla ma vita e al mio matrimonio: AVEVO TORTO!    Mi ha aiutato riscoprirmi figlia di Dio, amata per quel che sono, unita nella “sorellanza”; ho capito che ho armi per combattere il sabotatore e che i doni ricevuti li avevo coperti, ingigantendo il loro presunto limite. D.

cgs 04Oggi vado a casa con un cuore nuovo, nel quale conservare questo weekend. Profonda gratitudine per avermi fatta crescere ed avermi riconciliata con la vita, avermi aiutata a perdonare prima me stessa, poi gli altri. Oggi posso dire che il cammino è appena cominciato e, con l’aiuto di tutte voi, sarà meraviglioso. Tanto lavoro mi aspetta ancora, ma non mi spaventa perché non sono sola. Ho capito che il discernimento è un momento fondamentale della mia vita, da fare SUBITO. Un grazie speciale a M. per averci dato strumenti con cui lavorare. Non abbiamo più scuse!!!  Ho capito che senza gli altri, senza il fratello, la sorella, non si cresce, non si vive, non si ama, si diventa aridi ed insignificanti. Ho bisogno di Dio e di voi. Vi ho nel mio cuore! M.

cgs 05Sono entrata con curiosità dopo un periodo di chiusura e crisi di fede. Quando mi sono aperta ho ricevuto molti stimoli, sono ancora in osservazione di me e dell’esperienza, mi sto dando il tempo e la possibilità di stare. Nutrienti gli stimoli di riflessione offerti da M., il silenzio personale ed il valorizzare l’essere donna. C.

Trovo spesso in me piccole resistenza che mi dicono: Che ci vai a fare? Riposati, stai con la famiglia… poi arrivata qui, ho respirato un’aria di “dono”, condivisione vera e ho colto il “bene” e il “bello”.
Utile il confronto con la Parola di Dio, visto che non lo faccio mai ed anche il fermarmi nel silenzio, in discernimento: Grazie M.! M.

cgs 06Mi sono sentita una donna libera di poter condividere il mio vissuto, senza preoccuparmi dell’abito che indosso. Bello poterlo fare insieme ad altre donne. Ho capito che posso donare tanto sale perché ce l’ho! Mi ha sorpreso il laboratorio di polimateriali, perché ho tradotto con le mie mani, con stupore, quanto sto vivendo ed ho compreso che non devo più dare potere alle persone di agganciarmi e di portarmi all’autodistruzione. Grazie a tutte, Team: siete splendide! L.

cgs 07Una piacevole sorpresa, questo weekend, visto il mio inziale dubbio circa l’utilità per me in questo momento di questa esperienza. Sconvolti i miei pensieri, è stato fonte di energia nuova, motivazione, e arricchimento. Tutto mi è stato utile: ho cercato di cogliere quello che poteva servirmi. L’esegesi della Parola la parte più feconda, anche se non sempre agevole (il silenzio per me non è stato semplice) una grande opportunità. Ho capito che “agire contro” può essere faticoso, ma può portare il buono. SONO IO A SCEGLIERE. L.

Trovare una psicologa che ti chieda di mettere in bocca un granello di sale e di gustarlo può avvenire solo dalle Francescane dei Poveri, a Colei che sa. La prima cosa che ho pensato è stata: “S. è impazzita… ma cosa le è saltato in mente”. Ho messo il chicco di sale in bocca e l’ho semplicemente lasciato lì, perché si sciogliesse con tranquillità… e l’effetto è stato indescrivibile. Quando ci è stato chiesto di dire una parola che sintetizzasse l’esperienza vissuta, la prima cosa che mi è venuta è stata: “scioglie i nodi” … ma poi ho pensato a papa Francesco, a Maria che scioglie i nodi, e ho cambiato parola descrivendo l’effetto di quello scioglimento: “porta pace”. Da quel momento qualcosa è cambiato e ho visto con i miei occhi, ho sentito nel mio corpo, nella mia bocca e nel mio cuore, il sale sciogliersi e sciogliere i nodi presenti nel mio corpo, nei miei occhi, nel mio cuore e nella mia bocca. Ringrazio il Padre per aver messo nella mia vita le Francescane dei Poveri e S. perché, anche per mezzo di loro, il sale di Gesù, Crocifisso Risorto, ha fatto meraviglie. M.

cgs 08In questo we ho capito che è importante che io trovi la mia adultità; mi devo mettere alla ricerca del mio q. b., posso essere sale per me e per gli altri, ho doni preziosi di cui devo aver cura ed ho in mano strumenti che mi possono avvertire del sabotatore, posso usarli. Posso gustare della mia vita e di quella degli altri. Mi è stata utile la preghiera silenziosa ed il laboratorio di fantasia guidata e l’incontro con S. Fa tutto parte del Tutto, come pezzi di un puzzle. Ho trovato tanta accoglienza, ascolto, condivisione. Ho trovato persone pronte a dare e a ricevere, ho trovato uno scambio continuo, nell’intimità di Dio. M.

Giorni per gustare il sale che dà sapore alla mia vita; per far memoria di persone ordinarie e straordinarie. Incontri, processi che mi hanno salata, trasformandomi in quella che sono, nella parte più autentica di me. Il sale ricevuto in questo weekend aiuta a sciogliere quel gelo e quella neve che ogni inverno porta con sé e mi spinge a portare sapore in quelle relazioni o situazioni che sento un po’ insipide.

Ogni momento è stato prezioso per aggiungere un tassello importante alla Grazia ricevuta in questi giorni ed ho trovato che il sale che dà sapore alla mia realtà è il q.b. per dare forma e sostanza al sogno che Dio ha pensato per me. G.

video colei che saDa un po’ di tempo sto sperimentando il video come forma di “diario”.

Questo video è il mio modo per ricordare e per celebrare quanto ho vissuto e condiviso a Cosenza il 24-25 novembre con un folto gruppo di donne, divenute compagne di cammino. La bellezza va contemplata con i propri occhi !!! G.

 

sale 01Per me sarà una sfida approfondire il  tema di quest'anno. SALE Q.B. mi rimanda alla necessità di trovare la giusta misura: né troppo, né troppo poco.
Il giusto equilibrio in me, nelle situazioni che vivo, nel rapporto con gli altri...equilibrio anche nello stimare me stessa. Non voglio eccedere, ma neanche mi piace difettare. Mi metto in cammino con Colei che sa !!! A.

sale 02Ho partecipato al weekend in un momento di estrema confusione, sia fuori che dentro me, arrivavo lasciando troppe cose in sospeso. L’esperienza della distribuzione del sale è stata importante per far luce: quanto sale metto nelle cose che faccio e nelle persone con le quali mi relaziono? Come sempre il sacchetto più vuoto era quello della relazione con me stessa. E ne sento la mancanza. Comprendo, a qualche settimana di distanza, che quanto più sale uso con me, tanto più riuscirò anche a donarlo agli altri. Ma se imanca il sale per me, che qualità do a tutto il resto? Continuo a lavorare su questo e chiedo a Dio di aiutarmi a fare sempre più chiarezza. G

sale 03La scatola che ho costruito durante il pomeriggio di Colei che sa, col suo contenuto, assume ogni giorno un ruolo forte, silenzioso ma più che mai  "rumoroso".
Sì, anche solo uno sguardo sfuggente, è come un richiamo che mi invita a ricordare che, anche se in quel preciso momento sembra andare tutto storto, anche se ritorna il buio per la mia poca autostima, anche se mi sento fallita in qualcosa, anche se non mi sento capita o apprezzata... beh... dallo specchio che contiene quella scatola arriva uno "Sguardo" nuovo su di me, insieme alla consapevolezza di essere amata da Dio …. E quello sguardo comincia pian piano a diventare certezza e a infondermi fiducia.
 Al di là dei miei fallimenti e del mio buio, c'è Chi mi dice "tu vali, tu sei preziosa ai miei occhi e per te ho dato la mia vita".
 Il lavoro per me adesso è cambiare prospettiva, guardare a me stessa con quello stesso "sguardo" che mi chiede di ripartire da me stessa senza timori, per raccontare al mondo la mia verità, in una sorta di "espansione". V.

sale 04Al terzo incontro di Colei che sa posso confermare quanto sia un appuntamento unico.
E' uno spazio di riflessione, che per me diventa paradossalmente serenità e tormento. Il luogo che ingarbuglia ancora di più il filo del mio pensiero. Mi pone più domande che risposte. Mi mette davanti con forza, ma anche naturalezza, le mie fragilità. Nonostante ciò, non posso farne a meno. Contemporaneamente, infatti, mi regala una dolcezza ed una tenerezza che rinfrancano lungo il cammino, una bellezza di condivisione che sembra restituire aria nelle mie apnee. E pianta piccoli semi che a piccoli passi sento crescere dentro di me.  M.

 

sale 05Colei che sa... ed io cosa so oggi? So di essere preziosa e degna dell'amore di Dio così come sono e in qualunque stato mi trovi. Mi colpisce molto questo Dio che ci plasma nuove ogni volta, ci fa rinascere dalle nostre ceneri, e ci ama, continuamente ci ama, eternamente ci ama. Facciamo fatica, tanta, a immaginare un padre tenero e amorevole. Siamo ancora piene delle idee di giustizia e castigo e così continuiamo a nasconderci ai suoi occhi, lo evitiamo invece di corrergli incontro, scassate come siamo, e lasciarci abbracciare.
Proprio questo genere di abbracci abbiamo sperimentato tra noi donne, incapaci di riconoscerci così simili tra noi, così preziose.
Porto con me i volti, i sorrisi e le lacrime di tante donne, tutte preziose, libere e "piene di grazia".
Quei granelli di sale così piccoli mi hanno ricordato ognuna di noi, ognuna con le proprie fragilità e miserie ma ognuna così preziosa e "saporita" che il mondo non può farne a meno! V.

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Siamo radici, siamo tronco, siamo rami con foglie e frutti.
Siamo donne che, per il forte vento, a volte perdiamo stabilità.
Ma la nostra natura, il nostro tronco forte e robusto, ci fa ritrovare l'equilibrio.
Viviamo le nostre varie fasi di vita. C 'è un tempo per perdere le foglie, ma c'è un tempo in cui le foglie rinverdiscono e poi arrivano i frutti.
Se guardo al percorso di quest’anno ciò che mi è rimasto nel cuore è il calore e la luce del Sole che attraversa i rami e nutre questo splendido albero. A.


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padd 02Quante volte abbiamo dato ascolto alla nostra anima, dato un nome ai nostri dolori e ai nostri bisogni? La vita, il tempo mi hanno trasformata e a volte il cambiamento io non l’ho accettato.

Colei che sa è stata l’occasione per “ritrovarmi”, è stato un viaggio nell’anima, da ieri a oggi, da ciò che ero a ciò che sono: un albero dalle radici forti e con il tronco che resiste alle intemperie della vita.

Grazie alla condivisione, agli sguardi sinceri e alle confessioni tra donne vere, la mia vita quotidiana ha trovato nuova linfa ed io ho dato un nome alle inquietudini ed alle sofferenze. Ho incontrato lo sguardo misericordioso ed amico di Dio negli occhi delle compagne di viaggio …. e mi sono voluta bene! S.


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padd 03Muoversi, danzare, comunicare con il corpo e con gli sguardi.  Mi sento serena, appagata, mi risuona la parola riconciliazione e mi sento confortata e accolta dai sorrisi e dagli abbracci ricevuti e donati.

Ci sono, ci siamo, siamo vita, siamo Eva, madri, donne, siamo noi stesse uniche e meravigliose, con i nostri limiti ed imperfezioni.

Rispettosa dell'altra e del suo spazio, oggi ho rispettato e ascoltato tutte voi ed anche me stessa. Che grande dono! L.

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L’albero della Vita “Con un sussulto, affiorano ricordi, portando con sé odori, sapori, emozioni che sanno di antico…avevo dimenticato!
Sono al buio e la marea delle sensazioni mi travolge, mi sommerge, mi lascia senza aria…
riesco appena a prendere il respiro, ma ecco che arriva un’altra ondata.
Qualcosa dentro di me si sgretola, muta, si trasforma, sto cambiando.
Crollano tutte le illusioni, tutti i progetti, mi sento piccola, sola e curva come un bimbo nel grembo materno, ma non posso stare rannicchiata, devo allungarmi per respirare, devo aprirmi ed accettare la mia nuova natura.  
Cerco la Luce, l’aria, protendo verso l’Alto, la marea ha portato via la bambina con le sue favole, ma mi ha lasciato un libro nuovo e ad una penna, scivolo, cerco qualcosa per aggrapparmi, per non continuare a scivolare, sono le mie radici, sono la forza della mia vita, è la mia Fede.
Sono gli antichi insegnamenti rivisti ed interpretati, giusti ed ingiusti, sono gli affetti, sono le vittorie ed i fallimenti, sono gli amori e le delusioni, sono la vita, cresco sulle radici del passato, sono forte tronco e reggo i rami che sostengono i miei frutti, per poi, un giorno, lasciarli andare.
Mi nutro della terra, bevo la pioggia, e mi asciugo al vento che a volte mi strapazza, mi schiaffeggia, ma così mi libera da tutto ciò che non è linfa.
Quando tutto questo è chiaro in me, la sensazione di PACE, prende il posto all’ inquietudine, i rumori si trasformano in voci familiari, il battito del mio cuore è nuovo ritmo, sento la mano di Dio accarezzarmi il viso e tutto torna Sereno.
Fino a quando, un'altra marea mi travolgerà, ed ancora una volta troverò la forza nelle mie radici e nel mio essere TRONCO che genera VITA.” S.

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vita 02Dal pomeriggio vissuto in compagnia della donna curva del Vangelo di Luca, mi abitano vivissime tre esperienze. La prima: preparare insieme la sala per accogliere tutte. Sistemare un puzzle di tappeti e tappetini uno accanto all’altro, perché vi si potesse camminare a piedi scalzi e sedersi sui cuscini, ha dato forma ad un mosaico invisibile sotto la copertura di stoffe.

Mi è sembrata la metafora di tante presenze femminili che di lì a poco si sarebbero incontrate: donne tanto diverse tra loro, ciascuna con la sua storia unica che, “a piedi nudi”, si mettono in gioco; cercano e stanno unite in uno spazio e un tempo tessuto insieme, che diventa condivisione e cura reciproca, profondità, apertura nuova. La seconda: il camminare dritta e poi curva, come la donna che incontra Gesù.

È bastato un attimo, il corpo profondamente piegato, perché ogni orizzonte si restringesse. In un campo visivo minimo, improvvisamente non incontravo più occhi, visi, ma piedi frettolosi, indifferenti: dentro me fortissima è arrivata l’incertezza, la sensazione di solitudine, di irrimediabilità, la tristezza, il sentimento di chiusura anche delle relazioni che so accompagna ogni mio “ripiegamento”. La terza esperienza, ancora un gesto: un tocco che scioglie e rialza. Nessuna parola. Mi ha raggiunta il calore, la delicatezza e la forza di questo gesto semplice e potente. Mani che toccano la schiena curva, che mi rimettono in piedi, dritta, che mi ridanno fiducia e un orizzonte largo, un respiro pieno. Le mie mani sulla schiena di altre, un gesto di cura e di alleanza: ritrovarsi di fronte, simili nel desiderio condiviso di far circolare, ancora, la vita. V.

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vita 03L'esperienza vissuta sabato, per me è stata molto emozionante in quanto ha acuito ciò che spesso mi chiedo e mi ripeto: paura di ciò che potrebbe accadere, della solitudine a cui spesso il dolore ci conduce e del futuro. L’esperienza mi ha ricordato che posso aver fiducia in Dio: a volte ne sono capace, altre volte sono confusa, a volte prego altre volte non lo so fare…

Avere fiducia nel prossimo …. non sempre la ritrovo in me.

Grazie perché dopo l’incontro ho sentito l'animo più leggero e più propenso ad abbracciare con fiducia una persona cara, un amico o un semplice conoscente. G.

vita 04Sono venuta all’incontro di sabato per vincere alcune mie paure, che spesso mi bloccano. Dopo i primi passi danzati insieme e i momenti successivi, ho sentito aprire un varco, uno spiraglio di luce in me, positivo.Sono rientrata a casa leggera e ricca di voglia di andare avanti, prendendomi cura della parte debole del mio essere. F.

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Sabato è stato un incontro pieno di significato.È stato importante il momento dedicato al confronto tra noi: riuscire a mettermi in gioco e confessare anche il mio dolore, condividendo i miei limiti fa parte di un percorso di fede e condivisione, che mi rimette in piedi. V. 

 

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pdd 11Per me è segno di speranza l’incontro con altre donne “mature”, suore e laiche, che hanno deciso di condividere esperienze di vita, scavando dentro se stesse per far emergere emozioni, gioie, angosce, ansie per il proprio futuro, senza temere il giudizio delle altre. Finalmente libere di mostrarsi come persone vere, che si tolgono le consuete “maschere” di figlie, mogli, compagne, madri, colleghe di lavoro, sempre chiamate ad essere attente ai bisogni degli altri, ma spesso incapaci di cogliere e accettare i propri bisogni più profondi. Importante il confronto con alcune figure bibliche femminili: donne forti che non hanno avuto paura di incontrare Dio nelle loro difficoltà, ma con sapienza hanno accolto il suo amore incondizionato. M.

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pdd 13Al weekend si è parlato di Dio in termini nuovi, dentro la vita di ogni donna, a partire dalla fatica di conciliare lavoro e famiglia, ascolto dei figli e pulizie di casa; oppure dentro la solitudine abitata di chi non ha famiglia, ma ha incontrato o sta cercando un senso profondo del suo essere donna.
Un modo per dirsi parte della comunità della vita in tutte le sue forme, creatura nel creato, donna in mezzo ad altre voci femminili che non vogliono imitare gli uomini, ma scoprire il proprio carisma. M.

 

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Ho visto l'argilla che si lasciava plasmare dalle mie mani e prendeva forma: forma di donna. E quella donna sono io. Con un cesto sulle spalle pieno di tutte le esperienze luminose e di tutte quelle dolorose che mi hanno resa quella che sono oggi. Una donna con le braccia aperte, pronta ad accogliere e ad abbandonarsi alla forza rigeneratrice della vita. E.

 

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pdd 04Colei che sa, un momento unico di verità e di libertà. Verità perché il confronto con le altre donne e la Parola di Dio mi permettono di accantonare le sovrastrutture che spesso mi impediscono di essere pienamente me stessa.
Libertà perché è uno di quei pochi spazi di condivisione in cui esprimo il mio pensiero e il mio essere donna, senza il timore di sentirmi giudicata poco attraente, poco intelligente o semplicemente non all'altezza delle aspettative mie o degli altri. Un modo per valorizzare quella bellezza e quella fecondità che rendono noi donne diverse, e per questo complementari, rispetto agli uomini. M.G.

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dd 01Non trovo le parole per esprimere la gioia che sento ogni volta che ripenso ai momenti passati insieme, anche quelli che mi hanno messo in crisi, costringendomi ad un esame di coscienza che troppo spesso rimando.
Riuscire a vedere il bello in tutte le persone che ho incontrato, condividendo con loro gioia e dolore è una buona palestra per affrontare il mondo che mi attende ogni giorno. A.


dd 02Colei che sa è un tempo per me, in cui sto con me stessa e non soltanto;
il momento in cui mi rendo conto che, come donne, non siamo sole: ci sono tante altre che vivono non la nostra vita e il nostro dolore, ma le stesse debolezze e le stesse fragilità.
Colei che sa è un momento per trovare energia, forza, sia in noi che negli altri. A.


dd 03Questa esperienza mi ha riempita di speranza, quella che nasce dal confronto con altre donne, anche di generazioni differenti, disposte a mettersi in gioco e a farlo con forza e dignità.
Ha dato nuovo impulso al desiderio di passare dalla complessità alla leggerezza e bellezza del mio essere donna, per lasciarmi contaminare dalle storie altrui e carpire il tempo presente, per vivere con pienezza e fiducia la ricchezza che mi è stata donata! M.

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Sono rimasta colpita dall’energia e dai sorrisi di tutte, che sono per me "doni a lento rilascio", che mi sostengono nei momenti quotidiani più pesanti.
Il silenzio della natura, la condivisione della stanza e non solo, l'esperienza delle camerate, la semplicità del pranzo e della colazione …
Il tutto raggruppato nel mio essere con un significato nuovo: apertura e partecipazione alla relazione. P.

 

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Colei che sa è un modo per vivere il mio ritiro mensile.
pdd 14Ho trovato molto di più: un percorso agile, accattivante, semplice e profondissimo, che anche in un solo pomeriggio guida a prendere consapevolezza di sé, aiuta ad alleggerirsi e regala delle compagne “alleate”.
L’incontro con la Parola è il cuore dell’evento, una Parola che viene non solo spezzata, ma celebrata insieme, in modo inedito e diviene assai feconda. Il gruppo è formidabile: ci si prende cura reciprocamente, ci si custodisce, si diventa genitrici insieme. I frutti per me: un incontro profondo e personale con Dio, l’esperienza di viverlo come popolo “femminile” e il mandato di servire il mondo da riconciliate. È un’iniziativa alla moda, un incontro di genere, come si usa fare oggi, un appuntamento fra donne, senza per questo svalutare il genere maschile. sr. M.

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 È stata una bella opportunità partecipare all’incontro di Colei che sa: mi ha dato modo di riflettere molto, sia durante il weekend, che nella settimana seguente.
Ho imparato che noi donne, se uniamo la nostra energia più vera e accogliamo il maschile nella sua dolce forza, siamo veramente una potenza che può cambiare il mondo in modo semplice, ma vero. E.

 


pdd 07Il mio è stato un cammino iniziato con voi Francescane dei Poveri, due anni fa; una guerriera inquieta, frammentata: donna-madre/figlia/amante, incapace di accettare la molteplicità del suo essere donna.
Aiutata da voi tutte, dalla professionalità di molte e dall’accoglienza di altre, ho percorso strade fiorite che mi hanno portato ad esplorare una casa, bellissima: la mia casa, ordinata, piena di fiori, ma ahimè così forzatamente vuota. Riconoscere l’importanza degli affetti che mi circondano, è stato fondamentale.
Il sorriso dell’uomo che mi vive accanto e la confusione beata delle mie figlie hanno aperto la mia mente alla gratuità di madre Francesca e alla misericordia. Non vi è dubbio che un messaggero di Dio mi si sia posto innanzi ed abbia comunicato con me, così come avrebbe dovuto di fronte a tanto raziocinio ma, come Maria di Magdala, io, allora, non ho compreso. Ora comprendo, ringrazio e mi volto. Il Signore mi custodisce e mi rinfranca, ma non so riconoscerlo; posso solo promettere … felicità, accoglienza, misericordia, leggerezza, amore se Lui vorrà. V.



pdd 05È stato straordinario condividere con altre donne pensieri, bisogni, aspettative e scoprire che in ognuna di noi vi era la necessità di approfondire la conoscenza di noi stesse.
Sentir parlare di aver cura della nostra vita mi ha fatto meditare su quanto sia prezioso questo dono che il Signore ci ha dato, ma che molto spesso, presa dagli affanni quotidiani, sono portata a non considerare. R.

pdd 12

Alcune perle preziose che ho ricevuto: la ricerca di profondità e la crescita incontrata sia nelle donne laiche, così come nelle consacrate; la consapevolezza raggiunta, grazie all’incontro con la psicologa, che non sono un bruco ma una farfalla: in me c’è la possibilità di cambiare, per andare verso nuovi orizzonti, senza paura.
Sono grata per la gioia, la semplicità e la fiducia che ho ricevuto. Porto nelle mie preghiere, soprattutto quelle che vivono situazione difficili e dolorose. A.

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Ho fatto un’esperienza bellissima ed unica perché dopo 51 anni mi sono incontrata e guardata dentro.
Attraverso il laboratorio di biodanza ho sentito che il mio cuore libera tante energie positive, si apre e si dona agli altri. S.

 

pdd 10Sono ancora molto vive le emozioni vissute al weekend, sono grata per lo stile umile ed accogliente delle suore; con il loro sorriso mi hanno fatto sentire subito in famiglia.
Ho vissuto momenti molto forti nella condivisione tra noi donne. Alcune esperienze raccontate mi hanno toccata profondamente e mi hanno aiutata ad uscire dalla mia timidezza.
Partecipando al laboratorio di argilla, con mia grande sorpresa, ho fatto delle preziose scoperte sulle mie capacità; mentre ascoltando la meditazione su Maria di Màgdala ho percepito che le cose più tristi possono assumere una luce diversa e nel cuore è arrivata la speranza. C.


pdd 17Questo weekend è stato ricco di spunti meditativi e pieno di emozioni. 
Il titolo "La lunga strada del perdono" non era per me un caso ed è stato determinante per il mio presente l’incontro con il personaggio dell'adultera del vangelo di Giovanni. Insieme all’adultera ho sofferto il tradimento, la vergogna e la condanna, passi indispensabili per accogliere la persona che sono oggi. Quanto ho vissuto, tornando a casa, mi ha permesso di chiudere un cerchio importante della mia vita. Ringrazio le Suore Francescane dei Poveri per il prezioso lavoro che svolgono ed ognuna delle donne che ha partecipato: grazie alla loro presenza e amicizia, posso crescere e migliorarmi, sentendomi parte di una famiglia in evoluzione. P.



pdd 15 Ho cominciato questo percorso affascinante da alcuni anni e ne sento sempre più l'esigenza. Trovare il tempo per "guardarsi dentro" è fondamentale per riconoscersi, accettarsi, imparare a condividere... e ritrovare un po’ di serenità nella quotidianità, spesso troppo superficiale, che viviamo ogni giorno.
È affascinante fare esperienza e pensare che ogni volta che ascolto il mio respiro creo uno spazio che permette a Dio di entrare in me, di poter "parlare" con Lui e imparare ad ascoltare.
Ho imparato a gioire di ciò che di bello c’è intorno a noi, accettarmi per quella che sono, andare avanti nonostante tutto, accettando gli errori e, consapevolmente, girare pagina. È un cammino lungo e difficile, gli appuntamenti di Colei che sa mi aiutano e di questo sono sempre profondamente grata. A.

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