Pagine di diario

 Siamo donne unite in uno spazio di bellezza, creatività e cura che ci rende libere e coraggiose;

condividiamo con gioia le nostre esperienze.

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vita 01L’albero della Vita “Con un sussulto, affiorano ricordi, portando con sé odori, sapori, emozioni che sanno di antico…avevo dimenticato!
Sono al buio e la marea delle sensazioni mi travolge, mi sommerge, mi lascia senza aria…
riesco appena a prendere il respiro, ma ecco che arriva un’altra ondata.
Qualcosa dentro di me si sgretola, muta, si trasforma, sto cambiando.
Crollano tutte le illusioni, tutti i progetti, mi sento piccola, sola e curva come un bimbo nel grembo materno, ma non posso stare rannicchiata, devo allungarmi per respirare, devo aprirmi ed accettare la mia nuova natura.  
Cerco la Luce, l’aria, protendo verso l’Alto, la marea ha portato via la bambina con le sue favole, ma mi ha lasciato un libro nuovo e ad una penna, scivolo, cerco qualcosa per aggrapparmi, per non continuare a scivolare, sono le mie radici, sono la forza della mia vita, è la mia Fede.
Sono gli antichi insegnamenti rivisti ed interpretati, giusti ed ingiusti, sono gli affetti, sono le vittorie ed i fallimenti, sono gli amori e le delusioni, sono la vita, cresco sulle radici del passato, sono forte tronco e reggo i rami che sostengono i miei frutti, per poi, un giorno, lasciarli andare.
Mi nutro della terra, bevo la pioggia, e mi asciugo al vento che a volte mi strapazza, mi schiaffeggia, ma così mi libera da tutto ciò che non è linfa.
Quando tutto questo è chiaro in me, la sensazione di PACE, prende il posto all’ inquietudine, i rumori si trasformano in voci familiari, il battito del mio cuore è nuovo ritmo, sento la mano di Dio accarezzarmi il viso e tutto torna Sereno.
Fino a quando, un'altra marea mi travolgerà, ed ancora una volta troverò la forza nelle mie radici e nel mio essere TRONCO che genera VITA.” S.

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vita 02Dal pomeriggio vissuto in compagnia della donna curva del Vangelo di Luca, mi abitano vivissime tre esperienze. La prima: preparare insieme la sala per accogliere tutte. Sistemare un puzzle di tappeti e tappetini uno accanto all’altro, perché vi si potesse camminare a piedi scalzi e sedersi sui cuscini, ha dato forma ad un mosaico invisibile sotto la copertura di stoffe.

Mi è sembrata la metafora di tante presenze femminili che di lì a poco si sarebbero incontrate: donne tanto diverse tra loro, ciascuna con la sua storia unica che, “a piedi nudi”, si mettono in gioco; cercano e stanno unite in uno spazio e un tempo tessuto insieme, che diventa condivisione e cura reciproca, profondità, apertura nuova. La seconda: il camminare dritta e poi curva, come la donna che incontra Gesù.

È bastato un attimo, il corpo profondamente piegato, perché ogni orizzonte si restringesse. In un campo visivo minimo, improvvisamente non incontravo più occhi, visi, ma piedi frettolosi, indifferenti: dentro me fortissima è arrivata l’incertezza, la sensazione di solitudine, di irrimediabilità, la tristezza, il sentimento di chiusura anche delle relazioni che so accompagna ogni mio “ripiegamento”. La terza esperienza, ancora un gesto: un tocco che scioglie e rialza. Nessuna parola. Mi ha raggiunta il calore, la delicatezza e la forza di questo gesto semplice e potente. Mani che toccano la schiena curva, che mi rimettono in piedi, dritta, che mi ridanno fiducia e un orizzonte largo, un respiro pieno. Le mie mani sulla schiena di altre, un gesto di cura e di alleanza: ritrovarsi di fronte, simili nel desiderio condiviso di far circolare, ancora, la vita. V.

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vita 03L'esperienza vissuta sabato, per me è stata molto emozionante in quanto ha acuito ciò che spesso mi chiedo e mi ripeto: paura di ciò che potrebbe accadere, della solitudine a cui spesso il dolore ci conduce e del futuro. L’esperienza mi ha ricordato che posso aver fiducia in Dio: a volte ne sono capace, altre volte sono confusa, a volte prego altre volte non lo so fare…

Avere fiducia nel prossimo …. non sempre la ritrovo in me.

Grazie perché dopo l’incontro ho sentito l'animo più leggero e più propenso ad abbracciare con fiducia una persona cara, un amico o un semplice conoscente. G.

vita 04Sono venuta all’incontro di sabato per vincere alcune mie paure, che spesso mi bloccano. Dopo i primi passi danzati insieme e i momenti successivi, ho sentito aprire un varco, uno spiraglio di luce in me, positivo.Sono rientrata a casa leggera e ricca di voglia di andare avanti, prendendomi cura della parte debole del mio essere. F.

vita 05

 

Sabato è stato un incontro pieno di significato.È stato importante il momento dedicato al confronto tra noi: riuscire a mettermi in gioco e confessare anche il mio dolore, condividendo i miei limiti fa parte di un percorso di fede e condivisione, che mi rimette in piedi. V. 

 

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pdd 11Per me è segno di speranza l’incontro con altre donne “mature”, suore e laiche, che hanno deciso di condividere esperienze di vita, scavando dentro se stesse per far emergere emozioni, gioie, angosce, ansie per il proprio futuro, senza temere il giudizio delle altre. Finalmente libere di mostrarsi come persone vere, che si tolgono le consuete “maschere” di figlie, mogli, compagne, madri, colleghe di lavoro, sempre chiamate ad essere attente ai bisogni degli altri, ma spesso incapaci di cogliere e accettare i propri bisogni più profondi. Importante il confronto con alcune figure bibliche femminili: donne forti che non hanno avuto paura di incontrare Dio nelle loro difficoltà, ma con sapienza hanno accolto il suo amore incondizionato. M.

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pdd 13Al weekend si è parlato di Dio in termini nuovi, dentro la vita di ogni donna, a partire dalla fatica di conciliare lavoro e famiglia, ascolto dei figli e pulizie di casa; oppure dentro la solitudine abitata di chi non ha famiglia, ma ha incontrato o sta cercando un senso profondo del suo essere donna.
Un modo per dirsi parte della comunità della vita in tutte le sue forme, creatura nel creato, donna in mezzo ad altre voci femminili che non vogliono imitare gli uomini, ma scoprire il proprio carisma. M.

 

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pdd 06

Ho visto l'argilla che si lasciava plasmare dalle mie mani e prendeva forma: forma di donna. E quella donna sono io. Con un cesto sulle spalle pieno di tutte le esperienze luminose e di tutte quelle dolorose che mi hanno resa quella che sono oggi. Una donna con le braccia aperte, pronta ad accogliere e ad abbandonarsi alla forza rigeneratrice della vita. E.

 

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pdd 04Colei che sa, un momento unico di verità e di libertà. Verità perché il confronto con le altre donne e la Parola di Dio mi permettono di accantonare le sovrastrutture che spesso mi impediscono di essere pienamente me stessa.
Libertà perché è uno di quei pochi spazi di condivisione in cui esprimo il mio pensiero e il mio essere donna, senza il timore di sentirmi giudicata poco attraente, poco intelligente o semplicemente non all'altezza delle aspettative mie o degli altri. Un modo per valorizzare quella bellezza e quella fecondità che rendono noi donne diverse, e per questo complementari, rispetto agli uomini. M.G.

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pdd 03

Non trovo le parole per esprimere la gioia che sento ogni volta che ripenso ai momenti passati insieme, anche quelli che mi hanno messo in crisi, costringendomi ad un esame di coscienza che troppo spesso rimando.
Riuscire a vedere il bello in tutte le persone che ho incontrato, condividendo con loro gioia e dolore è una buona palestra per affrontare il mondo che mi attende ogni giorno. A.


pdd 02Colei che sa è un tempo per me, in cui sto con me stessa e non soltanto;
il momento in cui mi rendo conto che, come donne, non siamo sole: ci sono tante altre che vivono non la nostra vita e il nostro dolore, ma le stesse debolezze e le stesse fragilità.
Colei che sa è un momento per trovare energia, forza, sia in noi che negli altri. A.

pdd 01

Questa esperienza mi ha riempita di speranza, quella che nasce dal confronto con altre donne, anche di generazioni differenti, disposte a mettersi in gioco e a farlo con forza e dignità.
Ha dato nuovo impulso al desiderio di passare dalla complessità alla leggerezza e bellezza del mio essere donna, per lasciarmi contaminare dalle storie altrui e carpire il tempo presente, per vivere con pienezza e fiducia la ricchezza che mi è stata donata! M.

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pdd 09

Sono rimasta colpita dall’energia e dai sorrisi di tutte, che sono per me "doni a lento rilascio", che mi sostengono nei momenti quotidiani più pesanti.
Il silenzio della natura, la condivisione della stanza e non solo, l'esperienza delle camerate, la semplicità del pranzo e della colazione …
Il tutto raggruppato nel mio essere con un significato nuovo: apertura e partecipazione alla relazione. P.

 

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Colei che sa è un modo per vivere il mio ritiro mensile.
pdd 14Ho trovato molto di più: un percorso agile, accattivante, semplice e profondissimo, che anche in un solo pomeriggio guida a prendere consapevolezza di sé, aiuta ad alleggerirsi e regala delle compagne “alleate”.
L’incontro con la Parola è il cuore dell’evento, una Parola che viene non solo spezzata, ma celebrata insieme, in modo inedito e diviene assai feconda. Il gruppo è formidabile: ci si prende cura reciprocamente, ci si custodisce, si diventa genitrici insieme. I frutti per me: un incontro profondo e personale con Dio, l’esperienza di viverlo come popolo “femminile” e il mandato di servire il mondo da riconciliate. È un’iniziativa alla moda, un incontro di genere, come si usa fare oggi, un appuntamento fra donne, senza per questo svalutare il genere maschile. sr. M.

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pdd 08

 È stata una bella opportunità partecipare all’incontro di Colei che sa: mi ha dato modo di riflettere molto, sia durante il weekend, che nella settimana seguente.
Ho imparato che noi donne, se uniamo la nostra energia più vera e accogliamo il maschile nella sua dolce forza, siamo veramente una potenza che può cambiare il mondo in modo semplice, ma vero. E.

 


pdd 07Il mio è stato un cammino iniziato con voi Francescane dei Poveri, due anni fa; una guerriera inquieta, frammentata: donna-madre/figlia/amante, incapace di accettare la molteplicità del suo essere donna.
Aiutata da voi tutte, dalla professionalità di molte e dall’accoglienza di altre, ho percorso strade fiorite che mi hanno portato ad esplorare una casa, bellissima: la mia casa, ordinata, piena di fiori, ma ahimè così forzatamente vuota. Riconoscere l’importanza degli affetti che mi circondano, è stato fondamentale.
Il sorriso dell’uomo che mi vive accanto e la confusione beata delle mie figlie hanno aperto la mia mente alla gratuità di madre Francesca e alla misericordia. Non vi è dubbio che un messaggero di Dio mi si sia posto innanzi ed abbia comunicato con me, così come avrebbe dovuto di fronte a tanto raziocinio ma, come Maria di Magdala, io, allora, non ho compreso. Ora comprendo, ringrazio e mi volto. Il Signore mi custodisce e mi rinfranca, ma non so riconoscerlo; posso solo promettere … felicità, accoglienza, misericordia, leggerezza, amore se Lui vorrà. V.



pdd 05È stato straordinario condividere con altre donne pensieri, bisogni, aspettative e scoprire che in ognuna di noi vi era la necessità di approfondire la conoscenza di noi stesse.
Sentir parlare di aver cura della nostra vita mi ha fatto meditare su quanto sia prezioso questo dono che il Signore ci ha dato, ma che molto spesso, presa dagli affanni quotidiani, sono portata a non considerare. R.

pdd 12

Alcune perle preziose che ho ricevuto: la ricerca di profondità e la crescita incontrata sia nelle donne laiche, così come nelle consacrate; la consapevolezza raggiunta, grazie all’incontro con la psicologa, che non sono un bruco ma una farfalla: in me c’è la possibilità di cambiare, per andare verso nuovi orizzonti, senza paura.
Sono grata per la gioia, la semplicità e la fiducia che ho ricevuto. Porto nelle mie preghiere, soprattutto quelle che vivono situazione difficili e dolorose. A.

pdd 16

Ho fatto un’esperienza bellissima ed unica perché dopo 51 anni mi sono incontrata e guardata dentro.
Attraverso il laboratorio di biodanza ho sentito che il mio cuore libera tante energie positive, si apre e si dona agli altri. S.

 

pdd 10Sono ancora molto vive le emozioni vissute al weekend, sono grata per lo stile umile ed accogliente delle suore; con il loro sorriso mi hanno fatto sentire subito in famiglia.
Ho vissuto momenti molto forti nella condivisione tra noi donne. Alcune esperienze raccontate mi hanno toccata profondamente e mi hanno aiutata ad uscire dalla mia timidezza.
Partecipando al laboratorio di argilla, con mia grande sorpresa, ho fatto delle preziose scoperte sulle mie capacità; mentre ascoltando la meditazione su Maria di Màgdala ho percepito che le cose più tristi possono assumere una luce diversa e nel cuore è arrivata la speranza. C.


pdd 17Questo weekend è stato ricco di spunti meditativi e pieno di emozioni. 
Il titolo "La lunga strada del perdono" non era per me un caso ed è stato determinante per il mio presente l’incontro con il personaggio dell'adultera del vangelo di Giovanni. Insieme all’adultera ho sofferto il tradimento, la vergogna e la condanna, passi indispensabili per accogliere la persona che sono oggi. Quanto ho vissuto, tornando a casa, mi ha permesso di chiudere un cerchio importante della mia vita. Ringrazio le Suore Francescane dei Poveri per il prezioso lavoro che svolgono ed ognuna delle donne che ha partecipato: grazie alla loro presenza e amicizia, posso crescere e migliorarmi, sentendomi parte di una famiglia in evoluzione. P.



pdd 15 Ho cominciato questo percorso affascinante da alcuni anni e ne sento sempre più l'esigenza. Trovare il tempo per "guardarsi dentro" è fondamentale per riconoscersi, accettarsi, imparare a condividere... e ritrovare un po’ di serenità nella quotidianità, spesso troppo superficiale, che viviamo ogni giorno.
È affascinante fare esperienza e pensare che ogni volta che ascolto il mio respiro creo uno spazio che permette a Dio di entrare in me, di poter "parlare" con Lui e imparare ad ascoltare.
Ho imparato a gioire di ciò che di bello c’è intorno a noi, accettarmi per quella che sono, andare avanti nonostante tutto, accettando gli errori e, consapevolmente, girare pagina. È un cammino lungo e difficile, gli appuntamenti di Colei che sa mi aiutano e di questo sono sempre profondamente grata. A.

 

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