Chiesa in uscita

 


Come Suore Francescane dei Poveri ci siamo sentite interpellate dall’invito di Papa Francesco a essere “Chiesa in uscita”. Ecco perché, con entusiasmo, abbiamo scelto di essere presenti dal 28 al 30 novembre 2019 all’incontro internazionale, tenutosi nella Città del Vaticano “Chiesa in uscita. Ricezione e prospettive di Evangelii Gaudium”.

cu 01L’incontro è stato organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, a voci diversificate per provenienza, carisma, stato di vita e impegno sociale e ha visto la partecipazione di persone provenienti da quasi 60 Paesi diversi. Di noi Francescane dei Poveri hanno partecipato Sr. Raffaella Maresca, Sr. Mara Bellutta, Sr. Loredana Giugliano, Sr. Monica Stasi e Sr. Roberta Sommaggio.

È il Papa stesso, nel suo intervento a conclusione dell’incontro, a spiegare cosa significhi “Chiesa in uscita”: “Abbiamo bisogno di una Chiesa libera e semplice, che non pensa ai ritorni di immagine, alle convenienze e alle entrate, ma ad essere in uscita (…) E se con questo suo amore sapessimo guardare nel cuore delle persone che, a causa dell’indifferenza che respiriamo e del consumismo che ci appiattisce, spesso ci passano davanti come se nulla fosse, riusciremmo a vedere anzitutto il bisogno di questo Chi, la ricerca di un amore che dura per sempre, la domanda sul senso della vita, sul dolore, sul tradimento, sulla solitudine. cu 02Sono inquietudini di fronte alle quali non bastano ricette e precetti; occorre camminare, occorre camminare insieme, farsi compagni di viaggio”.

Ecco le risonanze di alcune di noi:

Ho partecipato al Convegno con la voglia di condividere con varie realtà ecclesiali un tema così importante. Come Francescana dei Poveri sento sempre più la spinta ad uscire dalle nostre zone di comfort per ascoltare il grido dei poveri e dare speranza ad un’umanità che, spesso, vive in un clima di terrore ed esclusione sociale.

Questo è uno dei desideri che mi porto dal Convegno e che sento essere una chiamata dell’Evangelii Gaudium a cui, come donna e consacrata, non posso non rispondere. (Sr. Loredana Giugliano)

cu 03Il convegno mi ha aperto lo sguardo sulla realtà internazionale e su alcune esperienze che la Chiesa sta facendo per essere "in uscita". Gli stimoli ricevuti mi hanno confermata nella bellezza dell’intuizione iniziale di Madre Francesca "riconoscere Gesù nei poveri e sanare le loro piaghe": questa è la chiave di volta! L'opportunità che ci è offerta, attraverso le chiamate capitolari a prenderci cura del bene comune, ad essere strumenti di guarigione, a testimoniare il Vangelo lì dove siamo sono uno strumento concreto per continuare il cammino "in uscita" verso l'umanità povera e sofferente di oggi. (Sr. Monica Stasi)

Dei vari interventi ascoltati mi ha colpito quanto detto da Chiara Almirante “dobbiamo lasciarci interrogare dal grido del povero”. È una frase che non annuncia nessuna novità, ma pone l’accento su come all’origine di ogni evangelizzazione sia doveroso ascoltare il bisogno dell’altro, per “non correre il rischio di rispondere a domande che la gente non pone”, come evidenziato in un altro intervento da Matthew Kelly (Fondatore di Dynamic Catholic) “e così non solamente incontrare ma portare “dentro” di noi il fratello e la sorella che incontriamo”. cu 04Mi è rimasto nel cuore anche l’intervento del Cardinale filippino A Tagle: “In quanto figli di Dio siamo così spesso animati dalla paura, mentre dovremmo considerare il rischio di essere fraintesi, di perdere il controllo, attivando processi senza pretese personali, attraverso gesti semplici, ma profondi, diventando così canali dello Spirito, nello Spirito Vivificante”. (Sr. Roberta Sommaggio)

cu 05Per tutte noi è stata l’occasione per rinnovare il nostro sentirci chiesa fragile e al contempo ricca del dono di Cristo presente in sorelle e fratelli che camminano con noi. È stato, inoltre, occasione preziosa per riconoscere che tutte le nostre chiamate capitolari parlano di “Chiesa in uscita”, attraverso l’impegno a prenderci cura del bene comune, l’affrontare le situazioni ingiuste nel nostro mondo ferito, l’essere testimoni di unità nella diversità.

Sr. Mara Bellutta, Sfp
Pubblicato: 20/03/2020

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