Una scelta controcorrente

 

Mai Patto degli Associati è stato così a lungo atteso, ma la sospensione causata della pandemia è stata ricambiata dalla possibilità di festeggiare questo momento proprio nel giorno di S. Francesco!

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Questo è ciò che abbiamo vissuto il 4 ottobre a Messina, con la famiglia di Madre Francesca raccolta nella gioia e nell’emozione di un momento semplice e profondo: la celebrazione del Patto Permanente dei coniugi Maria e Nicola Gazzano, il rinnovo di Angela Saccà e degli sposi Gabriella e Carlo Gazzano e il Primo Patto di Nino Ruggeri e dei coniugi Laura e Nino Munafò.
Abbiamo rivolto loro qualche domanda per conoscere e condividere la bellezza di far parte o di confermare l’appartenenza alla famiglia di Madre Francesca.

Che esperienza avete con Madre Francesca?

Abbiamo conosciuto Madre Francesca attraverso le suore. La prima esperienza con lei è avvenuta leggendo la sua vita. Ci hanno colpito la sua fiducia assoluta e incondizionata in Dio, la sua convinzione che se il Signore le aveva chiesto decisioni così importanti le avrebbe consentito anche di metterle in pratica. La sua determinazione nell’accettare la volontà di Dio e portarla avanti è stata illuminante per noi per decidere di fare parte della sua famiglia e continuare, guidati da lei, la nostra esperienza nel servizio ai poveri, vissuto insieme alle Suore. Anche incontrando qualche difficoltà abbiamo fatto esperienza di guarigione, come lei ci invita a vivere. (Maria e Nicola Gazzano)

Che senso ha oggi rispondere a questa chiamata?

È come andare controcorrente, in una società dove si stanno perdendo tanti valori come il rispetto per la vita, per se stessi, per il prossimo, per la sofferenza, per gli ultimi, per l'ambiente che ci circonda, per il bene comune, per i valori della nostra cultura cristiana; in un tempo dove l'onestà, l'amicizia, la coerenza, la correttezza, la pazienza, essere se stessi e non apparire, sono cose rare.

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Nel mio piccolo, lì dove sono, pur con le mie fragilità e le mie cadute, cerco di testimoniare con il mio comportamento, con le parole, con un gesto, un sorriso questi valori, incarnando il Vangelo. Ho come fari di cristianità S. Francesco e Madre Francesca, che hanno testimoniato con la loro vita l'amore infinito di Dio per l'umanità intera e sono stati esempio di umiltà e amore fraterno. (Angela Saccà)

Abbiamo rinnovato il nostro sì con più consapevolezza di rispondere ad una chiamata d’amore. Ci sentiamo parte di un progetto, che è diventato il nostro stile di vita. In questa umanità fragile e ferita ogni giorno ci impegniamo ad essere strumenti di guarigione, di pace di bene. Sentiamo di andare controcorrente in questa società, ma non ci fa paura; percepiamo forte la presenza dello Spirito, che ci guida e ci sorregge. Abbiamo imparato ad affidarci e fidarci; non dobbiamo lasciarci vincere dal male, ma vogliamo vincere il male con il bene. (Gabriella e Carlo Gazzano)

Cosa ti ha portata/o a questa scelta?

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La scelta che mi ha portato a diventare Associato è da ricercarsi indietro nel tempo, circa trent’anni fa, quando le SFP hanno incrociato il mio cammino e conoscendone il carisma mi sono innamorato del loro “fare”. Sono una persona incline all'azione e quando ho la possibilità di aiutare qualcuno in difficoltà metto in atto il mio essere pratico.
Dopo due anni di cammino spirituale sulla figura di S. Francesco e di Madre Francesca, a seguito di un discernimento personale, ho capito da quali fonti le mie radici prendono il nutrimento. Ho sentito forte l’appartenenza al carisma di guarigione, soprattutto quando incontrando gli occhi delle persone bisognose, vedo e incontro Gesù. (Nino Ruggeri)

Conosco le suore SFP da oltre 20 anni ed ho sempre ammirato il loro modo di vivere ed il carisma che incarnano. Pian piano il legame con le suore è divenuto più forte, ho iniziato a percepire un’affinità più profonda e a sentire il sentimento della famiglia. Anch’io mi sono trovato a vivere il loro Carisma, nel mio piccolo, e mi sono sentito parte di loro. La scelta di diventare Associato pertanto è divenuta naturale, come un sigillo su un qualcosa che già era assodato da tempo. (Nino Munafò)

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Ho 40 anni, sono sposata con Nino e abbiamo due bambine, Serena di 10 anni e Irene di 7. Conosco la famiglia delle suore da quando avevo 17 anni e mi hanno accompagnata fino ad oggi.
Sono stata adolescente, studentessa, fidanzata, sposa, mamma e sempre mi sono ritrovata accanto una cara suora, che mi ha aiutata a crescere e mi ha permesso di conoscere “concretamente” il carisma di Madre Francesca, realtà a volte non facile da comprendere, ma che mi ha aiutata a scorgere e avere consapevolezza delle mie ferite e a trovare il coraggio di affrontarle.
Sono cresciuta e mi sono resa conto, non solo dell’importanza della famiglia delle suore SFP nella mia vita, ma anche della voglia di incarnare il carisma di Madre Francesca e di affinare lo sguardo verso i più poveri e feriti. Da qui nasce la scelta di rendere concreto questo desiderio facendo il Patto come Associata. (Laura Recupero)

A cura di Sr. Wilma Molinari, Sfp

Pubblicato: 13/11/2020

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